Vigneti: immagini di un passo indietro per andare avanti

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Anni passati a spargere diserbante sotto i filari, poi anni con vigneti inerbiti in modo radicale, poi lavorando un filare si, uno no.

I diserbanti hanno seccato i terreni e l’erba superficiale, mentre al di sotto del terreno la gramigna continuava a ramificare e proliferare per rispuntare verde alla prima pioggia o al primo sole.

Poi il passaggio all’inerbimento in terreni sassosi, aridi e siccitosi, per far si che l’erba entrasse in contrapposizione con la vite, ne diminuisse la forza e la produzione.

I sesti d’impianto ridotti, le viti fitte, il suolo pieno di scheletro, già erano un deterrente naturale per le piante e la loro produzione.

Le viti non crescono, vanno in crisi idrica, faticano a portare i frutti e il prodotto è troppo poco (so di aziende con più del 40% di produzione in meno nonostante le rese che prevede il disciplinare e la logica) perchè il terreno è diventato una pista cementificata dal passaggio dei trattori e macchine varie e dalla gramigna che ha infestato i suoli producendo delle barriere coralline nel sottosuolo.

Vigneti con meno di 10 anni con piante stente, ferme, con molte fallanze perchè muoiono o di stento o di sete. Pare un controsenso.

Ieri uno spettacolo che rincuora e dà speranza.

Un’azienda ha riesumato gli scavallatori o rasentatori che dir si voglia, per pulire lo spazio che c’è fra vite e vite tirando fuori e mettendo con le radici all’aria dei pacchi di gramigna che sono dei veri e propri rotoli d’erba.

Un veloce passaggio con un estirpatore nel periodo freddo e la gestione del suolo fino all’inizio di aprile è cosa fatta, a quel punto si può anche decidere di lasciare l’erba per un discorso di stabilità del suolo durante i furiosi temporali estivi e per favorire formazione di materia organica.

E se le aziende sempre attente a parlare di qualità nella gestione dei vigneti si affidassero a chi conosce i terreni e le zone e le calpestano con scarpe pesanti piuttosto a chi arriva in giacca e cravatta?

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19 risposte a Vigneti: immagini di un passo indietro per andare avanti

  1. ag ha detto:

    Parole sante. Prosit.

  2. Ric ha detto:

    Andrea ma perchè uno con la tua capacità e professionalità non torna a gestire un’azienda, piuttosto che spaccarsi la schiena fra sassi e olivi su un trattore?
    Mica ce nè molta in giro di gente che sa gestire un’azienda senza salassarla sfruttando al meglio quello che c’è!!!

  3. peppe ha detto:

    ciao io ho un vigneto nuovo in collina che ne pensi della vangatrice in inverno e poi erpice vibrante a primavera per poi lasciare inerbito per l’estate grazie se mi vuole rispondere

  4. Andrea Pagliantini ha detto:

    Peppe, perchè non dovrei rispondere?
    Dagli attrezzi che intende usare, deduco si trovi in zona con terreno sciolto e ricco.
    Va benissimo quello che intende fare, le consiglio di lavorare la vigna subito dopo la vendemmia ottobre/novembre e poi ripassarla quando fa freddo.
    L’erbimento in una zona come la sua per contenere le viti e il terreno, va benissimo, qui nel Chianti da me, lo vedo come il fumo negli occhi.

  5. dariopinto ha detto:

    salve finalmente qualcuno che dice la cosa più semplice e giusta. Anch’io lavoro la mia vigna con la vangatrice, e sto pensando di aquistare u aratrino interfilare per scolmare la terra che , a fine vendemmia vado a riportare sulla fila poichè uso il doppio aratro(quello grande) avendo cura di non farlo scendere troppo, per sistemare il terreno a forma di v per eliminare dai filari la situazione acquitrinosa che per anni( siccome sono in pianura)si è protratta.Anzi volevo chiederle: e cosa ne dice se mi costruissi un erpice dissodatore a due ancore a lama fissa da lavorarci l’ interfila quando,in primavera, mi capita di non fare in tempo a lavorarla quando è in tempera ed oltretutto con le due ancore posizionate a distanza di 30 + 30 dalla fila di viti con due passaggi otterrei il dissodamento completo dell’interfilare(per intenderci fra un filare e l’altro)? forse ho fatto troppe domande ma mi è piaciuta la sua interpretazione della lavorazione della vigna e ritengo che possa darmi un buonissimo parere riguardo le mie idee.Ps: anche su un libro di biodinamica ho letto della lavorazione del suolo che va fatta solo dopo la vendemmia e cioè a fine estate ma allora bisogna solo rasare o trinciare? la saluto dario

  6. Andrea Pagliantini ha detto:

    Dario, qui da me, nel Chianti le lavorazioni dei terreni sono una necessità.
    L’inerbimento venuto fuori per vari motivi, anche per risparmiare anche se non si dice, produce uno spessore sotterraneo, un muro di gramigna che inito all’aridità sassosa del suolo strizza troppo le viti, va bene farle soffrire, ma alla fine a forza di patire uno si rompe.
    In pianura l’inerbimento potrebbe essere una soluzione per interrompere la vigoria delle piante e non ci sarebbe niente di sbagliato a farla, ma bisogna vedere il posto e il dove.
    Per limitare l’erba il suo è un buon rimedio, ma colmando le viti, non scolmandole, prima buttagli alla base la terra e poi scolmarle quando arriva il calduccio e l’erba la prende in quel posto.
    Comunque lei intende per interfilare lo spazio che c’è fra filare e filare, non lo spazio che c’è fra vite e vite, giusto?

  7. dariopinto ha detto:

    innanzitutto grazie per la risposta, e si, per interfilare mi riferisco allo spazio fra due filari (nel mio caso ho il non più usato sesto 2,50 x 1,25), questo secondo dovuto in realtà alla modifica che ho apportato all’originale 2,50 x2,50 trattavasi di tendone. Io in realtà sono uno dei pochissimi piccoli viticoltori della campania e mi trovo nell’ abbastanza conosciuto ‘parco del cilento’. Qui da me è un po’ arduo fare questo lavoro per tanti motivi che poi magari racconto un’ altra volta e per questo sto cercando di ridurre al minimo le spese di lavorazione sforzandomi anche di velocizzare un pò (infatti la vangatrice mi fa andare in crisi per la sua lentezza e spesso rischio di addormentarmi sul trattore!!!). MI sono poi studiato tutti i tipi di macchine interceppo e sinceramente non è facile fare una scelta a parte gli erpici che non lasciano la suola e i dischi che sono veloci e le lame estive e quant’altro. Ma alla fine mi sono reso conto che, anche a causa dei prezzi elevati di queste macchine per la mia piccola azienda, una buona rincalzata a fine estate, e chiaramente una buona scalzata quando il terreno si è asciugato bene dall’acqua dell’inverno o, come dice lei un pò più terdi quando il sole asciuga bene le radici delle erbacce,(anche da me ci sono infinite gramigne che ahimè a volte ho dovuto combattere anche col roundoup) sono la maniera più veloce ed economica per me alla faccia della suola che l’aratro lascia ma che con l’erpice a lame (tre non due)vado ad eliminare con il passaggio successivo. Ora però si chiederà: ma la terra ammucchiata sotto la fila come la levo? Ed infatti per questo problema, in parte risolto perchè quando poi vado ad erpicare con le lame un pò ne viene giù nel solco dello scalzo, avevo pensato ad un aratrino scalzatore (introvabile usato anche su internet). L’anno scorso ho provato un erpice mod ep 125 della rinieri ma pur essendo un buon attrezzo (assenza di suola, lavorazione se si vuole anche profonda,discreta pulizia intorno al ceppo, ottimo coi sassi), ma alla fine anche questo mi costringeva a procedere con la prima lenta per cui… Su un sito avevo visto una dischiera interceppo con gruppo di dischi lisci a scalzare e dentati a rincalzare a 500 euro, però coi dischi liberi tipo frangizolle chissà se funziona nel mio caso…Il terreno che ho in realtà pur essendo di pianura, è un terreno molto compatto e se si asciuga si spacca formando delle crepe anche di 5 cm. Ma se lo si prende in tempo è come una sabbia….. Aiuto sono in difficoltà grazie ancoa e cordiali saluti dario

  8. Andrea Pagliantini ha detto:

    Dario, lei le studia tutte per complicarsi la vita.
    Il suo terreno, ora ho un pò di idee chiare ha bisogno di maeria organica che può dare in due modi: o una bella letamata o iniziare a seminare fra i filari e poi interrare il tutto prima della fioritura.
    Farebbero bene tutti e due per ridare fiato al terreno e dopo questo trattamento troppa acqua e siccità estiva saranno meno pericolosi.
    Se semina avvertenza di stare lontano un 10/15 centimetri dalle viti per non fare un serpaio, se ha uno spandiconcime può usare quello per seminare, chiudendo con dei fogli rigidi di plastica l’uscita per regolarne lo sfaglio.
    Poi, la lavorazione interceppo se guarda le foto qua sopra vedrà un oggetto adattissimo e dai costi giusti, il rasentatore.
    Conosco attrezzi a dischi e a vite per lavorare fra le viti, ma starei attento a prendere uno da 500 euro se nuovo, quegli attrezzi costano parecchio, ma parecchio di più.
    Provi se non è possibile letamare almeno ad iniziare a seminare ed interrare, vedrà che il terreno e le viti ne guadagneranno in salute e gestibilità.
    Quanto è grande la sua vigna?

  9. dario ha detto:

    allora la mia vigna/e in tutto copre la sup di due ha per cui lascio immaginare il lav che bisogna impiegare per pulire/lavorare il sottofila con mezzi tipo decespugliatore a mano. Certo la concimazione organica sarebbe ottima comunque ma, la magg parte del terreno è già di per sè ricco di sostanze e la iniziale buona vigoria (iniziale perchè da un paio di anni dimezzata dal ragnetto giallo) che finora ho controllato mediante assenza di concimazione riesploderebbe a scapito della quantità di lavoro occorrente. Il mio problema credo sia il controllo della quantità di acqua che, causa la completa assenza di pendenza (30 cm di dislivello ogni 300-350 mt) d’inverno ristagna nel terreno. Arando l’interfilare (fra due file) così come ho già descritto sopra ho tirato via parecchia acqua, ora il problema che rimane è quello di togliere la terra che si ammucchia sotto la fila. COnosco bene i prezzi delle macchine interfilari nuove (3500-8000 euro) perciò avevo pens all’aratrino interceppi (usato o, ahimè, nuovo). Ma il rasentatore che dice lei non è la stessa cosa? PS ma da voi ci sono acari? come li combattete?

  10. Andrea Pagliantini ha detto:

    Sembra la vigna delle sette piaghe d’Egitto, non manca proprio niente.
    Comunque, per stare al tema e lasciando perdere semina e latamata, la soluzione per l’interceppo è il rasentatore, un braccio meccanico che entra ed esce da soto il filare comandato da una fotocellula per non fargli trascinare la vite e che toglie i cumuli di terra da sotto il filare.
    Quindi colmare come sempre e intono maggio, giugno, passare con il rasentatore a spianare muovendo e di erba sotto non ce ne sarà nemmeno l’ombra.
    Quelle macchine della foto sono facilmente trovabili anche d’occassione da queste parti, consiglio di frugare un pò su internet.
    Ragnetto giallo ed acari qui non sono un problema, i secondi compaiono qua e là, ma non hanno mai rappresentato un problema.

  11. dariopinto ha detto:

    grazie per i consigli sig Andrea, oggi mi vado a vedere una lama interfilare o rasentatore come lo chiamate dalle parti vostre saluti dario

  12. Andrea Pagliantini ha detto:

    La lama o rasentatore credo sia la soluzione giusta, sia dal punto di vista pratico che economico, credo si trovino in giro delle occasioni a buon prezzo.
    Salutone.

  13. dariopinto ha detto:

    ma se le capitasse di sapere di uno come quello delle sue foto che andrebbe benissimo per me, mi farebbe la gentilezza di segnalarmelo sulla mia mail? che qui da me sono introvabili. di nuovo saluti a lei e alla simpatica toscana

  14. Andrea Pagliantini ha detto:

    potrebbe capitarmi domani come fra un anno, quindi non sarei affidabile nel darle un aiuto, ma ho un amico vero e serio che lavora in queste attrezzature e può davvero trovarle un occasione efficiente e senza traumi finanziari.
    Domani le mando il numero di telefono.

  15. giorgio ha detto:

    Caro Andrea,

    mi saprebbe dire quale attrezzo è più adatto a lavorare un vigneto con terreno argilloso e poco sassoso?
    Mi è giunta voce che in molti utilizzano dei ripper per dissodare in profondità, ma che tali macchine possono funzionare male in terreni argillosi. Mentre la vangatrice pare che dia risultati ottimi, senza affaticare il trattore, e permettendo anche di preparare il terreno per delle coltivazioni (penso al favino).

    Oltretutto possiedo dei dischi che ora come ora utilizzo pochissimo, perchè i terreni dell’azienda sono stati tenuti ad inerbimento da molti anni e quindi la terra (vista la forte argillosità) è ormai compattissima (i dischi quindi non entrano quasi per niente nel terreno).
    Se avessi una vangatrice, potrei dare una bella smossa ai campi, mantenendo poi il terreno morbido e pulito assai velocemente usando i dischi! (Come avrà capito, non dispongo di un aratro!)

    Grazie per il suo parere,
    giorgio

  16. giorgio ha detto:

    Una precisazione: possiedo un trattore same explorer a ruote, da 85 cavalli.

  17. Andrea Pagliantini ha detto:

    Caro Giorgio,
    di primo acchito avrei detto che vanno benissimo i dischi, ma poi leggendo nel dettaglio che il terreno è stato lasciato a pratino a questo punto sarà certo diventato compatto e duro come asfalto.
    I ripper lasciano il tempo che trovano, li serve un attrezzo che apra e rovesci la terra, una volta fatto questo poi la prassi dei dischi per mantenere la sofficità va benissimo.
    Una volta era uso darsi una mano fra vicini, qualcuno che le è accanto che ha un aratro del genere ce l’ha?
    Il trattore va bene, marcia corta e avanti adagio senza sforzare.

  18. Marian Durec ha detto:

    Buon Giorno. Il mio nome è Mariano, ho 28 anni. Mi piacerebbe lavorare nella vostra azienda. In questo ambito, ho lavorato otto anni e ho una buona conoscenza di esso. La mia salute è molto buona, ho una licenza di tipo A, B, C, T e ho buona esperienza con le macchine di servizio del vino. Si prega di contattarmi al mio email >mayodurec@centrum.cz

    Grazie, cordiali saluti, Mariano

  19. Andrea Pagliantini ha detto:

    Mariano, io sono al completo, se in questi giorni mi imbatto in Zaccaria Problemi e vedo è in giornata capisce qualcosa, domando a lui o ti faccio contattare.
    Buon per te avere la salute buona, qui per un raffreddore ti guardano male, per problemi un pò più seri mascherano per trovare scuse per il classico “mi dispiace” con la faccina falsa commossa per l’occasione che equivale comunque ad un calcio nel dietro dato in allegria.

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