Farfalla gialla

E’ usuale vedersela volteggiare intorno oscillando a distanza di sicurezza quanto basta per non farsi pigliare, incuriosita dai movimenti degli umani ma guardinga quanto basta per non farsi fregare.
Ieri era in pose da modella per farsi ritrarre, ferma per stanchezza o per perdita di timori per il genere umano.
Quando nei vigneti inizierano i trattamenti a base di coktel di farmaci, tornerà guardinga.

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Orti di guerra

Durante l’occupazione nazista di Roma Riccardo era un vispo adolescente con la virtù dello studio, con cui mascherava  le ore trascorse in cima al suo palazzo dove portava pazientemente terra, in tasche interne  nei calzoni come nel film La grande fuga, per riempire fusti e secchi per creare un orto di emergenza al cospetto di una fame solo chi c’era può sapere.

Fortunatamente la situazione è molto diversa ora, ma se alla Casa Bianca la moglie di Obama toglie garofani e mette zucche lardaie e si fa ritrarre con vanga e  pollina spenta mentre innaffia le cavolelle dell’orto, è segno che anche i potenti hanno compreso la potenza e la forza dell’autoproduzione di beni alimentari per un controllo della salubrità di ciò si mangia.

Umile e divertente passo indietro quello di prendere una vanga, smuovere fette di terra e piantarci due pumodori, tre cesti d’insalata e due poponi per riappropriarsi dei sapori quando è l’ora di non mangiare fragole a gennaio.

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Latte di mandorla

Il mandorlo è una pianta impulsiva come un adolescente carico di brufoli che vuole dimostrare di essere grande e  questo entusiasmo lo porta a scivolare frettolosamente in una coperta di fiori bianchi vergati di amarena sensibile al primo sole per sbocciare e svenire al primo brivido di vento diaccio.

A rischio, senza i suoi frutti di compromettere la realizzazione dei ricciarelli e del prezioso latte di mandorla fresco per l’estate.

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Chianty Valley

Viene finalmente fatta chiarezza su quella che è la denominazione Chianty con la zonazione e mappatura del territorio reso fin’ora a mantice di fisarmonica a seconda delle necessità di una coperta corta che lasciava diacci o piedi o testa a seconda del tiraggio.

Dopo il bando di Cosimo III de Medici e successivi aggiustamenti ogni Chianti attuale (Colli senesi, fiorentini, pisani, Montalbano, Rufina, Montespertoli, Camucia, colline aretine isole comprese per finire al Classico) vengono inglobati in un’ unica denominazione e consorzio con un logo da definire (dopo un concorso mondiale riservato a grafici, pittori e inventori) dove il nuovo disciplinare di produzione prevede un solo articolo dove si dice che sarà consentito l’uso di qualsiasi uva.

Chianty Valley.

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Volpe

C’è una strana mortalità in questi animali essendo questa la seconda volpe trovata priva di vita nell’arco di poco più di un mese e non per intossicazione da piombo e per cause sicuramente singolari ed ignote.

Non è per niente chiaro il motivo di questa insensata mortalità ed è  probabile che le cause dell’epidemia non siano naturali ma siano da ricercare dentro i resti delle volpi.

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La porta del garage

Un altro modo per confondere le idee e personalizzare una porta per un’altra.

In questo caso una divertente carrellata di immagini applicate alle porte di veri garage.

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La pizza di Giovanni Santarpia

Il segreto è nella lievitazione e nei tempi di impasto quello di avere una pizza alta, croccante fuori e soffice dentro come nela migliore tradizione napoletana.

E fra le bontà assolute riesce a mettere al mondo Giovanni Santarpia ci sono il panozzo con melanzane, pomodoro, pancetta e mozzarella o la pizza con friarelli, provola e salsiccia o la rigatino e zucca gialla che da sole valgono più di un titolo di commendatore.

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Pesca bianca

Piantare un pesco non è difficile dopo aver fatto una buca con la vanga, messo un poco di terriccio alle barbe, calato il frutto dentro, coperto di terra e poi bagnato. Riuscirebbe anche a Rutelli.

In mezzo agli olivi ci sono diverse di queste piantine, immediatamente protette da reti per impedire il pasteggio della corteccia da parte dei daini.

Le pesche biancucce come dice il nome hanno polpa bianca, sono dolci e liquide e maturano fra la fine di settembre e i primi di ottobre, come fossero una breve malinconia dell’estate.

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Verticale di macchie

Non sono le macchie di sugo nella camicia e non c’è niente da stappare, assaggiare e verticalizzare di centesimi in quei punteggi vengono dati al vino fanno scoppiare dal ridere anche le damigiane di vino fermo. E’ di rovi che si sta dicendo.

Una vigna antica e gloriosa piantata da gente non c’è più che viveva e credeva in un mondo un pochino diverso dall’attuale in cui ci si dava una mano reciproca al posto di una solenne palata nel gropppone.
Qui ci sono esemplari di ginestre, quercioli, macchie, pruni, rosa canina e vitalbe che con pazienza seghetto e forbici sono rimossi, stesi nel mezzo al filare insieme ai tralci di vite potata e recuperata quindi trinciati sul posto a dare polpa alla terra.

E tornerà uva e tornerà un vino poco avvezzo ai muscoli moderni di scaricatore di porto.
La spalla appesa al chiodo impepata di spezie del panforte è li che asciuga  e aspetta la fine dei lavori.

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Porta della Tav

Imbarazzante alzarsi una mattina e vedere il proprio ambiente  fatto di boschi, vigne, uliveti e fiumi intorno morbide colline e antichi castelli divelto da ruspe e scavatori per fare spazio a un’opera inutile, dispendiosa, sproporzionata alle esigenze  e del momento storico viviamo.

Imbarazzante vedersi calare dall’alto progetti faraonici incomprensibili che andranno di fatto a modificare l’assetto bellezza di un luogo con i conseguenti strascichi giudiziari da pappeggiamento per una selva di anni.
Siamo il paese dei ponti sospesi per aria, del terremoto dell’Aquila, del binario unico, del ponte sullo Stretto che non si farà ma viene finanziato da anni, dei grandi eventi e di città alluvionate per pioggia e cemento, dove nelle sciagure esce il nostro gran cuore dalle cassette di sicurezza o dai conti correnti, e si è felici per non vedere le Olimpiadi a Roma nel 2020, molto meno nel vedere corsi dei fiumi restringersi e imputridire.

No Tav sicuramente, ma ricordiamo chi appoggia questo lanciando schede con una grande X li copre tutti nelle urne.
Mentre chi lancia sassi a Polizia, Carabinieri e scrive No Tav nei muri è solo un gran bischero.

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