La signora dei fiori di maggio

La signora dei fiori di maggioLa signora dei fiori di maggioLa signora dei fiori di maggio

Ad un certo punto ho dovuto frenare e sterzare perchè con la coda dell’occhio mi pareva di scorgere una scena che non ricordavo e vedevo da tempo.

C’era una signora, anziana, ma molto vispa e dal sorriso sincero e aperto che stava raccogliendo  i fiori gialli delle ginestre.

Mi sono avvicinato, le ho chiesto se le potevo fare una foto, e con la civetteria da donna bella, ha preteso che si potesse sciogliere e togliere il fazzoletto sui capelli.

C’è voluto un pò per farla desistere da questa tentazione, le ho spiegato che una foto senza il fazzoletto, era fuori contesto e sarebbe venuta male, insomma, solleticando un pò, sono riuscito a farle tenere il fazzoletto sui capelli, e mentre lei faceva le sue cose, l’ho fotografata.

Le ho chiesto cosa ne facesse di quei fiori e mi ha risposto che le servivano per la festa della domenica nel paese lì accanto e ne servivano una bella quantità, tanto che presto avrebbe dovuto arrivare il marito e il fratello a darle una mano.

Ho chiesto che festa e lei con la paciosità e lo stupore massimo, non sapendo del mio digiuno di cose e feste di Chiesa, mi ha detto squillante, come stupita della mia ignoranza che servivano per la processione del Corpus Domini, mescolati a petali di rosa, per fare dei disegni in terra lungo il percorso della marcia.

Ha voluto sapere di dove fossi, che facevo: le sono brillati gli occhi quando  ho detto che mi occupo di vino ed ho degli olivi accanto Vertine, ha voluto sapere tutto, delle piante e dell’olio, ha chiesto se con il marito poteva venire a trovarmi uno di questi giorni dopo finita la festa, prima che facesse caldo.

Può venire quando vuole, oltre ad essere una bella persona, mi ha fatto rivedere una scena di una raccolta che avevo perduta.

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8 risposte a La signora dei fiori di maggio

  1. roberta ha detto:

    Che bello ritrovare gesti antichi e persone anziane che danno vita al presente!
    Bella la signora dei fiori di maggio, come tutti quelli della sua età che si prendono cura di un mondo moribondo e sanno che con il loro tocco forse si salva….

  2. Adriano Liloni ha detto:

    la poesia dei gesti perduti
    perduti perche’ nessuno piu’ si accorge
    nessuno piu’ si accorge perche’ siamo morti dentro
    siamo morti dentro perche’ costa fatica amare
    costa fatica amare quando si perde la poesia
    la poesia dei gesti perduti…..

  3. Andrea Pagliantini ha detto:

    Roberta,
    credo che il futuro del mondo sia negli occhi e nei gesti delle persone anziane e dei bambini.
    Non avrei mai pensato di dire che il futuro dipende dai vecchi, ma ora lo sento, noi nel mezzo del cammin di nostra vita siamo stati allevati a Nesquik e Mulino Bianco e non abbiamo la saggezza dei gesti dei vecchi e il candore immane dei bambini.

    Adriano,
    non so se siano parole tue, ma ci sento e ci vedo varie cose, presto ho intenzione di promuovere il commento a post

  4. Mammamsterdam ha detto:

    Il Corpus Domini, un’altra di quelle feste che mi ricordo per sentito dire, e giusto quello.

    Bellissime queste signore anziane, spero di diventarlo anch’io, se quando invecchierò ad Amsterdam ci saranno ancora posti in cui fioriscono i sambuchi (che è una settimana che devo andare a raccoglierli, ma il tempo peggiora, e che piacere c’è a cogliere fiori di sambuco co n il tempo autunnale?) puoi assolutamente venire a farmi le foto. Solo che non porterò il fazzoletto, ma il mio soltio cappello. Dici che andrà bene?

  5. Andrea Pagliantini ha detto:

    Ciao Mammaamsterdam,
    invecchierai serena, anche se concedimelo, staresti molto meglio in luoghi che metto sul blog in foto ogni tanto che ad Amsterdam.
    Per venirti a fare le foto, sei un pò fuori mano e quando avrai l’età della signora, anche io non sarò più tanto giovincello.
    Comunque le belle donne sono tali anche con il cappello di carta da muratore, il tuo andrà benissimo.

  6. Pingback: Andrea Pagliantini » Blog Archive » Il mistero dei cerchi nel grano

  7. Monica ha detto:

    per me che son nata nelle pietre di Siena, ma cresciuta da due nonni provenienti uno dalle crete ed una dal chianti; per me cresciuta tra la contrada e le giornate in campagna; per me che quando parlo e dico…poco tempo fa…agli inizi del 900, come se quella fosse la mia realtà; per me che non mi ritrovo in questa realtà….queste foto sono un tocco balsamico al mio cuore. Grazie

  8. Pingback: Andrea Pagliantini » Blog Archive » Gesti perduti di/da Adriano Liloni

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