Il violinista del Museo dell’Opera

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Nella piazza del Duomo di Siena, di fronte all’entrata del museo dell’Opera in cui sono raccolte le opere del famoso pittore Duccio Di Boninsegna difficile non incrociare le note di violino che lo splendido personaggio riprodotto qui sopra consegna a turisti e veloci viandanti indigeni.

Non so come si chiama, non conosco la sua storia nè da dove viene, so solo che in quel  posto c’è sempre e regala note di musica classica che rimuovono ossidi e ruggini della vita quotidiana nei pochi minuti che si può sostare prima di creare un ingorgo pedonale.

Accompagna l’entrata dei turisti alla visione della Maestà di Duccio e rende meno friabile il percorso per chi per quelle strade non ci passa per diletto.

Se poi c’è il buon senso e l’accortezza di mollare qualche euro nella sua valigetta fa un inchino di ringraziamento mentre suona e una solerte faccia a culo di rito che rinnova uguale per ogni donatore.

Le monete di metallo giacciono, di foglio, ma dal peso ben più corposo non le possono portare via la voracità del vento, che non toccano il panno di velluto e già si infilano nelle sue tasche attrezzate.

E’ un bel personaggio sicuramente, merita un grazie abbondante per le note che regala a chiunque passa, non va mai dimenticato chi è capace di procurare un sorriso o un bel ricordo.

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5 risposte a Il violinista del Museo dell’Opera

  1. roberta ha detto:

    Non va mai dimenticato chi procura un sorriso o fa sonare note dell’anima. Non si dimentica mai e la sua musica arriva, anche se i passanti sembrano distratti o se qualcuno fa finta di non ascoltarla.
    Per te, Andrea

  2. Andrea Pagliantini ha detto:

    Musica per te Roberta che innaffi quelle note e gli collochi colore di salsedine

  3. Monica ha detto:

    da 4 mesi non lavoro più in piazza del duomo, e l’unica cosa che mi manca è quel suono (a parte la bellezza del posto)

  4. Andrea Pagliantini ha detto:

    Monica, sei stata fortunata ad essere lì e sentire quel suono che accompagna le giornate statali e burocratiche

  5. babeuf72 ha detto:

    a me trasmette grande dolcezza..nella distrazione generale, in mezzo al mordi e fuggi generale, alla frenesia della pausa pranzo per molti di noi, lui è li a regalarci note antiche e meritevoli di ben altra attenzione..non sappiamo più fermarci ed ascoltare.

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