Antonino Scopelliti, 9 agosto 1991. Un ricordo di Antonella

le more di antonellaantonino-scopelliti.jpgle more di antonella

9 agosto 1991

E’ pomeriggio. Un pomeriggio caldo, per strada solo il canto delle cicale ed olivi tutti bruciacchiati, insieme al panorama mozzafiato di uno Stretto sonnacchioso. Percorro i tornanti che mi portano verso Campo, vado per strade di campagna a raccogliere more. Sono dolcissime le more raccolte tra i rovi in questo periodo. Mi arrampico su per la strada, fino a mezza costa. Resto incantata davanti alle sponde di Ganzirri e Cannitello che si avvicinano e non si toccano, si confondono tra mare e cielo….penso quanto sia bello vivere in questo posto, in questo paesaggio incantato.

Penso alla magia di questa terra, mentre scendo di nuovo verso il mare, per la strada di Campo Piale da dove lo Stretto si vede ancora meglio… Dietro la curva una fila interminabile di macchine, gente che accorre, che urla. Che succede? Un incidente, una macchina è caduta nel burrone. Dio mio! E’ morto… Ma come è successo? Boh, forse ha perso il controllo della macchina. Ma si sa chi era? Sì, era il giudice Scopelliti. Capisco che non ha perso il controllo della macchina. Come è successo? Nessuno sa niente, nessuno ha visto.

Si è fidato anche lui di questa terra; ha pensato forse che qui, in questo posto di incanto, tra il suo cielo ed il suo mare, non aveva motivo di aver paura, non aveva bisogno di prendere precauzioni, perché cosa può succederti di male in un sonnacchioso pomeriggio di agosto, tra le cicale che friniscono e questa magia dello Stretto?

Guardo giù….la macchina è lì, crivellata di colpi. Tutti si accalcano sull’orlo del burrone. Parole confuse, come se hanno paura di essere dette… “Si sapeva che finiva così, era troppo onesto e non si faceva corrompere”.

Ci saranno i funerali, in grande, quelli di Stato. Poi calerà il silenzio, di nuovo, su questa terra che dorme.

Antonella

Da www.ansa.it/legalita

Antonino Scopelliti è stato ucciso in un agguato il 9 agosto del 1991 in località Campo Piale a Campo Calabro, il paese a pochi chilometri da Villa San Giovanni (Reggio Calabria) del quale il magistrato era originario e dove tornava ogni anno per trascorrervi le vacanze estive. Scopelliti, 56 anni, (nato il 20 gennaio 1935) era sostituto procuratore generale presso la Corte di Cassazione. Era entrato in magistratura nel 1959. Era stato giudice a Bergamo, Milano e Roma.

Senza scorta, metodico nei suoi movimenti, Scopelliti viene intercettato dai suoi assassini mentre, a bordo della sua automobile, una Bmw, rientrava in paese dopo avere trascorso la giornata al mare. L’ agguato avviene all’ altezza di una curva, poco prima del rettilineo che immette nell’ abitato di Campo Calabro. Gli assassini, almeno due persone a bordo di una moto, appostati lungo la strada, sparano con fucili calibro 12 caricati a pallettoni. La morte del magistrato, colpito alla testa ed al torace, istantanea. L’ automobile, priva di controllo, finisce in un terrapieno. In un primo tempo si pensò che Scopelliti fosse rimasto coinvolto in un incidente stradale. L’esame esterno del cadavere e la scoperta delle ferite da arma da fuoco fecero emergere la verità sulla morte del magistrato.
Secondo i pentiti della ‘ndrangheta Giacomo Lauro e Filippo Barreca, sarebbe stata la cupola di Cosa Nostra siciliana a chiedere alla ‘ndrangheta di uccidere Scopelliti, che avrebbe rappresentato la pubblica accusa in Cassazione nel maxi processo a Cosa nostra. Cosa nostra, in cambio del ”favore” ricevuto, sarebbe intervenuta per fare cessare la ”guerra di mafia” che si protraeva a Reggio Calabria dall’ottobre 1995, quando fu assassinato il boss Paolo De Stefano. Nell’ abitazione del padre di Scopelliti, dove il magistrato soggiornava durante le vacanze, fu trovato il fascicolo del processo alla ”Cupola” di Cosa nostra. Dopo una serie di processi, con condanne ed assoluzioni, nel 2001, la Corte d’ Assise d’Appello di Reggio Calabria assolve Bernardo Provenzano, Giuseppe e Filippo Graviano, Raffaele Ganci, Giuseppe Farinella, Antonino Giuffre’ e Benenetto Santapaola dall’accusa di essere stati i mandanti. L’omicidio Scopelliti rimane quindi senza una soluzione giudiziaria.
Il 2 febbraio Rosanna Scopelliti, figlia del magistrato ucciso, è eletta primo presidente della ”Rete per la Calabria”, cartello che riunisce diverse realtà associative antimafia calabresi.

Questa voce è stata pubblicata in Lo spicchio di Antonella, persone. Contrassegna il permalink.

21 risposte a Antonino Scopelliti, 9 agosto 1991. Un ricordo di Antonella

  1. Andrea Pagliantini ha detto:

    Avevo pensato di scrivere qualcosa io legato a questa ricorrenza che non volevo far passare inosservata fra le colonne di questo blog.
    Sei arrivata con un tuo ricordo personale (che io già conoscevo), ma che non volevo tirare in ballo in questa ricorrenza.
    Hai risolto tutto te e hai lasciato il ricordo più intenso e vero che si potesse lasciare.
    Piccola coincidenza. Sono rientrato dagli olivi poco prima arrivassi, accanto c’erano more e ne ho raccolte diverse, domani saranno visibili.
    Grazie del tuo ricordo, Antonella.

  2. liloni adriano ha detto:

    mai dimenticare…mai. per il nostro orgoglio di esseri civili…. per chi forse non lo e’ mai stato civile ed umano…peggio per loro..

  3. antonella ha detto:

    Hai ragione, Adriano.
    Non dimentichiamoli mai e non dimentichiamoci mai di tutti i posti del mondo dove bisogna pagare con la vita o per la vita intera il non volersi piegare al modo consueto di vivere.

    Grazie mille ad Andrea, non solo per aver inserito questo mio ricordo (sapevo che comunque la data non gli sarebbe sfuggita), ma anche per aver dato spazio ad uno spicchio mio su questo blog. Ne sono onorata

  4. Andrea Pagliantini ha detto:

    Antonella,
    hai uno spazio tuo che sò per certo sarà riempito da parole e argomenti interessanti.
    L’onore di averti qui è anche il mio

  5. Pingback: Andrea Pagliantini » Blog Archive » Foto morbide more

  6. Filippo Cintolesi ha detto:

    La cosa triste e tragica e’ che il ricordo non sara’ negato mai. Hanno vinto gli assassini e, come si conviene, il ricordo delle vittime e’ sempre concesso. Quand’anche si riuscisse a punire gli esecutori materiali, il che avviene molto di rado, si puo’ star certi che o si tratta di elementi ormai caduti in disgrazia, che non contano (piu’) nulla, oppure che il successivo nella fila d’attesa ha trovato modo di avanzare di posto.
    Ricordiamo, inorgogliamoci e compiaciamoci. E’ tutto cio’ che possiamo fare.

  7. Andrea Pagliantini ha detto:

    Filippo, non sono d’accordo.
    In un paese privo di memoria e mite di gente che ha voglia e costanza di mettersi in mezzo, anche il ricordo di queste persone che hanno avuto il coraggio di farlo, ha un senso alto.
    Su chi siano gli esecutori materiali conta fino ad un certo punto, ciò che conta è che non saranno mai svelati i mandanti e i motivi per quale questi assassinii sono stati compiuti.
    La domanda imponente è sempre una: perchè? A chi ha giovato? tutto il resto è letteratura e fumo negli occhi ampliato da mezzi di comunicazione omertosi e da un giornalismo che in Italia sa raccontare solo delle serate in costa Smeralda o poco più.
    Però esiste anche il dramma che pochi ti starebbero ad ascoltare…

  8. liloni adriano ha detto:

    intanto prossimamente un normale cittadino del nord armato di pazzia entrera’ nei percorsi maledetti…a presto notizie.

  9. Andrea Pagliantini ha detto:

    Adriano, se vuoi darmi e darci l’onore di un tuo diario di viaggio, qui hai tutto lo spazio disponibile per farlo.

  10. liloni adriano ha detto:

    sarai il primo a leggere…sono emozionato per essere stato contattato da Adduso e pure da una figlia di magistrato che mi ha offerto ospitalita’ a Palermo….io scrivero’ poi ci sara’ una regista radio rai che realizzera’ un piccolo documentario…ci stiamo organizzando.

  11. Andrea Pagliantini ha detto:

    Benissimo e bellissimo, aspetto di leggerti e di inserire il tuo muoverti in questo spazio.

  12. Adriano Liloni ha detto:

    se qualcuno ovviamente vuole contattarmi od unirsi al gruppo ……
    3403825028

  13. antonella ha detto:

    Adriano, ma cosa farete precisamente? E dove?
    Ieri sera incontro di Legalitàlia a Reggio Calabria, organizzato da “E adesso ammazzateci tutti” e “Associazione Antonino Scopelliti”. Tra gli altri, presenti il fratello di Paolo Borsellino, De Magistris, il giudice Lima di Catania. La piazza non era molto piena, ma finalmente si respirava silenzio e riconoscimento di ogni parola detta ed ascoltata, in una città dove nemmeno un vicolo è intitolato alla memoria di Scopelliti e sul lungomare una lapide commemora Ciccio Franco “leader dei boia chi molla” (scritto proprio così, sulla pietra, a indelebile ricordo).
    Filippo, non è tutto inutile. Se si vive in una terra come questa, anche la più piccola foglia che si agita in direzione opposta al vento, dà un senso ai costi pagati da chi non si adegua…..

  14. Filippo Cintolesi ha detto:

    Non ho detto che il ricordo e’ inutile. Ho detto che la cosa triste (l’ultima in ordine temporale, in realta’) e’ che il ricordo non te lo negano. E che sembra l’unica cosa che sia concessa.
    Che uno come un magistrato che si e’ fatto ammazzare, venga appunto ammazzato, e’ cosa che fa paura. Ma a me fa ancora piu’ paura il pensiero di quello che fanno (o non fanno) tutti quelli che invece non vengono ammazzati. Dopo Falcone, a ruota, ammazzarono Borsellino, perche’ evidentemente Falcone da solo non gli bastava. Dopo? Perche’ con Borsellino si fermarono? Che significa? Che ottennero quello che volevano? E cioe’? Che cosa?
    Non so se riesco a spiegarmi.

  15. antonella ha detto:

    Sì, riesci a spiegarti benissimo.
    Proprio all’incontro di Reggio, De Magistris e Lima hanno detto che è molto più inquietante la situazione ora che i magistrati non vengono eliminati fisicamente; questo non significa che le cose vanno meglio, anzi…. significa esattamente il contrario, cioè che la mafia è talmente dentro tutte le istituzioni (magistratura e forze dell’ordine comprese) che non ha più bisogno di uccidere nessuno. Per questo, siamo in uno dei periodi più bui della nostra storia ….
    Io ho vissuto qui i tempi in cui non potevi uscire per strada che ti ammazzavano qualcuno davanti o ti esplodeva un’autobomba sotto gli occhi. Vivo anche questi tempi e, sinceramente, non so se davvero erano più inquietanti quelli…..

  16. Andrea Pagliantini ha detto:

    La mafia prospera nel silenzio, senza scarmazzo, ha solo cambiato strategia perchè è con la testa sott’acqua, il peso dei soldi e il poco rumore che fa affari e prospera.
    Quando dicevi dentro le istituzioni, forse oltre alla magistratura e alle forze dell’ordine ti sei dimenticata anche di citare la presenza nei palazzi del potere.
    Lì non può mancare, lì si decide dall’asfaltatura di una strada, al ripristino di un monumento, alla costruzione di case e strade.
    Credi che quei palazzi ne siano immuni e non siano presenti dove si prendono questo genere di decisioni?

  17. antonella ha detto:

    Quelli li davo per scontati…..

  18. Andrea Pagliantini ha detto:

    Sai, è sempre bene non dare le cose per scontato, qui la memoria è corta e si fa presto a dimenticare le cose.
    L’illegalità c’è perchè sono anelli di una catena, ognuno autonomo, ma collegati all’altro e l’indifferenza e il silenzio sono il filo della saldatura per andare avanti in una cloaca che non produce odore, ma c’è.
    Ovunque, anche se in forme e con stili diversi.

  19. antonella ha detto:

    Il problema, Andrea, quello più grande, credo sia la cosa che più di ogni altra do per scontata in questo periodo….che il vero terreno fertile per la mafia non siano solo le collusioni con poteri ed istituzioni a tutti i livelli. Il vero problema, credo, è quando alcune regole, meccanismi e modi di fare e vedere la vita, entrano nel sentire comune e lo animano.
    E’ quello il vero pericolo. Ogni cancro sociale si può sconfiggere se il resto dell’organismo è sano… Il nemico più duro da combattere, oggi, credo sia la diffusione quasi ormai incontrollabile della cultura mafiosa. Per questo forse è più disarmato, ma anche più prezioso, l’agire di chi non si piega…

  20. Andrea Pagliantini ha detto:

    Antonella, condivo in pieno ciò che dici.
    Ed è molto prezioso non piegarsi, e non lo faremo.

  21. liloni adriano ha detto:

    sto sistemando la serie di contatti …questa volta in terra sicula….fra pochi giorni ci sara’ l’itinerario ….sto aspettando conferme.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...