“Polvere di cipria nel Sangiovese”

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L’ultima trovata proviene da una degustazione in cui “Il Sangiovese sà di polvere di cipria”.

Passino retrogusti di selvaggina morta, di cuoio sudato, di piscio di gatto, di ginestre abbrustolite, ma la cipria, via, non è possibile, siamo di fronte ad un “come se fosse antani anche per lei soltanto in due”.

Si parlasse di ” polvere di cipria sull’uva” avrebbe più senso, essendo una manifestazione dell’oidio, quella che comunemente per le vigne si chiama “malattia dello zolfo” (prodotto che serve per curarla).

Ma dalle foto si vede che la situazione è tranquilla.

La cipria sull’uva, rimane un termine carino per definire l’oidio, la polvere di cipria nel Sangiovese è a tutti gli effetti una manifestazione di antani: una bischerata.

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16 risposte a “Polvere di cipria nel Sangiovese”

  1. ambra ha detto:

    Cipria nel sangiovese ?? e perchè no….se è quella che cade dal trucco!

  2. Capric ha detto:

    Ho provato ad assaggiarne una cucchiaiata e devo dire che è proprio vero: la cipria sa di sangiovese!

  3. Andrea Pagliantini ha detto:

    @ Riccardino,
    ma quanto l’hai la febbre stamani? 🙂

    @ Ambra,
    bona, nona, mettere insieme trucco e sangiovese è come unire polvere da sparo e fiammiferi, sappiamo bene tutti i recenti trascorsi di ciò che doveva essere in purezza e forse non lo è molto.

  4. Filippo Cintolesi ha detto:

    Ahh, trucco nel senso di truccato.. E io che credevo, sulle prime, che fosse trucco nel senso di fimmina…. Malizioso sono..

  5. piergiovanni ha detto:

    Ma che dici Andrea ? La cipria come descrittore è tipico dei sangiovese più eleganti e femminili !! 🙂

  6. vignerei ma non posso ha detto:

    la definizione è roba mia
    e non la rettifico. perchè io la cipria ce la sento

  7. ambra ha detto:

    le posso chiedere di che marca è la cipria ? forse non sono all’altezza di tale degustazione. grazie

  8. Filippo Cintolesi ha detto:

    Sara’ che forse la cipria a volte e’ profumata e quindi (sempre forse) “sentirci la cipria” significa sentirci la fragranza che improfuma la cipria? Il punto semmai e’: di che cosa e’ profumata la cipria che vignerei ma non posso usa? Forse di mammola? Tornerebbe…

  9. Andrea Gori ha detto:

    la cipria è tipica di molti vini giovani, anche nel bolgherese. E in molti sangiovesi appena usciti dal legno, specie barrique

  10. Andrea Pagliantini ha detto:

    Innanzi tutto un benvenuta a Vignerei che interviene in un post suscitato da una sua degustazione (ma che non avrei mai citato per nome senza il suo intervento) in cui difende con orgoglio e onestà il suo pensiero.
    A questo punto posso mettere il link della degustazione per vedere e sentire l’origine della cosa di cui si sta parlando.
    http://vinodaburde.simplicissimus.it/2009/06/16/anche_francesca_persa_nel_bicchierema_che_vino_sar/

    Dunque, assodato che l’odore di cipria c’è e anche secondo Andrea Gori si avverte in vini appena usciti dall’incubazione in barriques, rimane da districare quale odore in natura sia riconducibile alla cipria.
    Mammola, frutti di bosco, giaggiolo, ciliegia, scorza d’arancia?
    Oppure è una derivazione di totale provenienza da legno?
    Tanto per dire, tabacco, pepe, noce moscata, vaniglia ecc.?

  11. Andrea Gori ha detto:

    direi è una vaniglia dolciastra che si somma ad un floreale, forse proprio la mammola o una rosa

  12. vignerei ma non posso ha detto:

    @ambra: nessuna marca da consigliarle in verità
    Vi dico in breve la mia esperienza in fatto di marcatori
    Per cercare di affinare il mio naso cerco di attivare al meglio i recettori quando sono in luoghi particolarmente “odorosi”. Uno di questi può essere una profumeria.
    L’odore di cipria è un più generico sentore cosmetico, che – come dice il gori – si avvicina più al floreale che al fruttato (Nella cosmesi si usano moltissimi essenze floreali ovviamente). In effetti c’è da pensare alla rosa , ma non al fiore fresco o appassito, più a qualcosa di impalpabile ( leggero appunto come la cipria), ma anche a una trama: sottile, a maglie strette. Credo che c’entri anche il legno piccolo e nuovo in effetti . Pensate alla polvere, o meglio pensiamo di prendere dei petali di rosa fresca e trituriamoli: ecco l’effetto è un po’ quello, per me

    @Pagliantini: il post potevi inserirlo anche prima. che problema c’è
    Siamo qui per confrontarci. Poi sul Sangiovese da te e dai tuoi commentatori ho solo da imparare. Ragazza volenterosa la sottoscritta che ha una lunga strada da fare…..

  13. ambra ha detto:

    per affinare l’olfatto la profumeria è il posto meno adatto, mi creda, forse è rimasta a lungo e suoi sensori olfattivi ne hanno risentito. Nel sangiovese la cipria
    è un lontano desio, in quanto al legno è consigliabile un soggiorno dove botti e barrique vengono fatte dal legno alla tostatura e sentire l’alternanza di odori che si sprigionano. Grazie e..comunque nonostante le divergenze di idee, è stato un piacere leggerla.

  14. Andrea Pagliantini ha detto:

    @ Andrea Gori
    Ieri ho assistito ad un travaso e ad un riempimento barriques di primo, secondo e terzo passaggio.
    Come sempre l’unico odore che riempiva gli spazi di cantina era la vaniglia derivante dal legno dell’ Allier che sovrastava tutti gli altri.
    Vaniglia……… non Platinette http://static.blogo.it/guide/amici/Platinette.jpg.

    @ Ciancio
    Franceschina, non ho messo il video per rispetto tuo e del tuo giudizio.
    Su internet si fà alla svelta, come nel mezzo di piazza ad indicizzare al pubblico ludibrio una persona per i più svariati motivi e non è e non era certo il mio scopo.
    Sei una donna tosta e tenace: divertente il primo contatto che abbiamo avuto che è stato come un incrocio di sciabole.
    Non posso e non ho l’autorità per insegnare niente a nessuno, ma ricordiamoci tutti che il vino è solo un alimento e un prodotto della terra, e come tale va trattato con semplicità.

  15. vignereimanonposso ha detto:

    arrovellata dai dubbi ho inserito le parole “sangiovese e cipria” in google.
    risultato? diverse decine, forse centinaia, di richiami tra cipria e sangiovese.
    forse passiamo tutti troppo tempo in profumeria e poco in terra. avercela, aggiungo io…..la terra intendo non l’ultima palette di Dior

    bisogna per forza decidere chi ha ragione? secondo me no e vale quello che dice andrea in conclusione, che il vino va trattato con semplicità
    @Pagliantini: divertente primo incontro, è vero. Non ce le siamo mandate a dire, non credo che tu non abbia da insegnare nulla però

  16. Andrea Pagliantini ha detto:

    @ Francesca
    in profumeria non ci metto piede neanche per sbaglio, quindi l’accostamento Sangiovese-Cipria non può proprio venirmi.
    Al massimo possono venirmi in mente profumi o aromi che si alternano nelle stagioni.
    Se non hai terra, non stare a fartene un cruccio, se vuoi puoi sempre tentare un’esperienza nel vino partendo perchè no, proprio dal farlo.
    Non serve stare a sindacare io ci sento questo, io ci sento quello, il vino è bello perchè ognuno ne può parlare tranquillamente e ci sente quello che gli pare……… il vino è di chi lo beve, non di chi lo fà..
    E poi Francesca ti garantisco in sincerità che ho poco da insegnare, sono un vinaio vertinese, non un wine-maker.

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