Agosto vegetale

La pesca, non vi è storia, finisce la propria esistenza affogata a pezzetti in un bicchiere di vino, chi non ha provato mai tale delizia, si è perso il sale della vita.

Anche nei silenzi acuti di certi peperongini  passa la porta del vento di certi lineamenti brizzolati  teneramente conditi dal tempo .

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17 risposte a Agosto vegetale

  1. ag ha detto:

    Buongiorno.
    da quel grappolone da 1 kg mi piacerebbe tirare fuori 250 – 300 gr di acini (e raspo) perfetti.

  2. Andrea Pagliantini ha detto:

    Ciao ag
    quel grappolo non è così grande come sembra dalla foto, ma ha una magagna caratteristica dell’anno.
    La maturazione procede “magagnata”, quegli acini verdi saranno poco più che rossastri alla vendemmia, immagina che acidità e che grado potranno avere.
    Si possono selezionare e togliere a mano uno ad uno, ma in questo momento, ce le vedi le azienda a fare selezione manuale dei chicchi?
    Il momento è parecchio balordo, nessuno lo ammette, nessuno lo dice, ma tanti hanno l’acqua alla gola.

  3. ag ha detto:

    Sinceramente la poche vigne che ho visto di recente in Chianti non mostrano problemi, anzi pensavo in cuor mio che quest’agosto torrido avesse spinto in avanti non poco (almeno una settimana) i tempi della vendemmia, ma se mi dici che le situazione è diversa approfondirò…….
    Che molte aziende siano con l’acqua alla gola è risaputo. Sulle cause ne potremmo parlare a giornate intere e sarebbe stupido citare l’antico adagio dell'”io l’avevo detto” ma tant’è …….
    Riguardo al tema fondamentale del post, ovvero le pratiche agronomiche, penso che una sana vendemmia verde ai primi di luglio e un adeguato rapporto di superficie foliare avrebbe in buona parte evitato i problemi di cui mi riferisci. Ma se quando parli di certe pratiche e di certi rapporti ti senti rispondere dal tuo “illuminato” intrlocutore “ma il monte-ore di quanto mi aumenta?” capisci che si va da poche parti nel micro e nel macro…..

  4. Andrea Pagliantini ha detto:

    La botta di caldo, sesti di impianto estensivi, scarsa lavorazione dei terreni, sete.
    Le piante hano preso uno schok termico e di seguente crisi idrica che di fatto impedirà la perfetta maturazione di quei chicci verdi.
    Ho visto giusto ieri sera vigne di una decina di anni con le foglie in parte accartocciate, altre proprio secche.
    In terra poca lavorazione e blocchi di gramigna.
    E’ una tecnica culturale, non dettata dai tempi grami, bada bene.
    Tanto le viti in Chianti non patiscono già di suo e normale!!!!!!
    Parlare delle causse della crisi è tempo perso, diciamo solo che serviva essere più formiche e meno cicale.
    C’è da farci i conti con il monte ore, infatti viene fatto in tante realtà il minimo indispensabile per tirare avanti le vigne.
    I vini risultano essere meno neri, meno alcolici, meno possenti……. ma in questo ad essere maligni si potrebbe dire che c’entra anche la crisi del trasporto pesante e del sangiovese riscoperto in vigneti che non era.

  5. ag ha detto:

    L’importo del monte-ore è uno di quegli investimenti dal quale non si può mai prescindere. E’ un costo sì, ma a 10 € l’ora lorde rappresenta il migliore investimento per il futuro che si possa fare.
    Ho conosciuto uno dei più famosi vigneron (perchè tale è) italiani: ecco, lui ogni settimana organizza una cena (offerta, ovvio) coi suoi dipendenti confontando i suoi vini con i più nominati concorrenti mondiali. Questo per dare un’idea di come è possibile far diventare un dipendente un collaboratore. Teorie bizzarre, eh?

  6. Andrea Pagliantini ha detto:

    Non è questione di solo monte-ore.
    Ci sono gabelle, iscrizioni ai consorzi, viaggi in uffici, altri viaggi in uffici, materiali aumentati del 20-30% mentre il vino si sà bene dove è rimasto.
    Piangersi addosso non serve a niente, anzi, sono convinto che questa crisi del vino sia benemerita e salutare.
    Io ho cercato di proporre una produzione di vino calata nel territorio coinvolgendo le persone, i luoghi, il contesto, dando mano in vino e cartacce da compilare, facendo girare fra le vigne persone, uomini e donne, non cumolo ore.
    Ho perso, sono arrivati degli americani, hanno comprato tutto al doppio o forse più del costo reale e la gente annusando l’odore del soldo ha dato di matto.
    Le belle storie, i bei rapporti umani, di fronte ai soldi non valgono nulla, questa è una riprova.
    Non sarebbe bizzarro far diventare un dipendente in agricoltura una risorsa, una testa, non un costo, ma alla fine cosa conta sta nella mela destra.

  7. ag ha detto:

    Scusami ma mi permetto di pensare che il gonfio sulla mela destra dipenda da una serie di capacità. Nessuno è obbligato ad averle tutte. ma più si è piccoli (e deboli) più ognuno deve mettere le proprie qualità al servizio degli altri. Questa si chiama collaborazione e soprattutto, a monte, comunicazione. Legalmente la puoi chiamare cooperativa.
    “bocca chiusa non entra aria” diceva mia nonna. Se non si parla, non si comunica, non si impara e non si insegna. E il mondo corre. E i concorrenti ti tagliano fuori.
    Ci arriveremo quest’anno a 60 €/qle per il uva di CC? tu a questa quotazione quanto ci rimetti? (non voglio risposta, ovvio)
    Ho una proposta da farti mi scrivi in privato per favore

  8. Andrea Pagliantini ha detto:

    Chi ha il sacco non ha la farina, e chi non ha la farina non ha il sacco, verrebbe da dire.
    In grande chi ha numeri, o farina, di come si arriva al prodotto finito non ne sa niente e deve affidarsi a tutta una serie di collaboratori o consulenti.
    Il piccolo, insieme ad altri piccoli si salva se unisce conoscenze e rapporto umano e si copre a vicenda le lacune di attrezzature o conoscenze.
    Persone dalla mente e spirito giusti, possono farsi solo del bene……. legalmente cooperativa di persone con ognuno le sue capacità e competenze al servizio di un progetto e un prodotto serio e sano.
    I 60€ a quintale sono da canna del gas.
    Mi faccio vivo domattina.

  9. Capric ha detto:

    M’hai fatto venire voglia di pesca&vino e ieri sera m’è toccato mangiarla!
    Ma va affogata nel rosso o nel bianco? Qualcosa mi dice che la tradizione indichi rosso, ma forse la morte sua è con un Sauvignon o un Gewurztraminer. Io c’avevo sottomano un Morellino e ci faceva la sua figura anche lui…

  10. Andrea Pagliantini ha detto:

    @ Capric
    ti dico proprio la verità, con il vino bianco non l’ho mai assaggiata……. la tradizione dice rosso e il morellino mi à che ci stava d’incanto.
    Queste sono cose da buongustai, altro che novelle cousine!!!!!!!

  11. ambra ha detto:

    Qui, le pesche si mangiano col vino bianco….meglio con un Cannellino.
    Al mio paese con un rosso, di media struttura, si mangiano le fragole.
    Ambra

  12. Capric ha detto:

    Siccome ero curioso, ieri sera l’ho rifatta con un bianco che era un blend (scherzo Andrea, con un taglio! 🙂 ) di vermentino e sauvignon. E era parecchio, ma parecchio, bona!

  13. Filippo Cintolesi ha detto:

    Concordo col bianco sulla pesca (o la pesca nel bianco). Meglio se bianca anche la pesca. Una settimana fa giravano delle pesche bianche da urlo, profumatissime di rosa.

    Quanto al settore vino e alle sue crisi: tanto peggio tanto meglio. Va contro il mio interesse immediato ma chi se ne frega. Una bella sburianata servirebbe a ripulire di tanta fuffa, chiacchiere e prosopopea. Tanto.. leviamoci dalla testa che le cose possano tornare a essere anche solo vagamente simili a com’erano sette otto anni fa. Mai piu’. La festa e’ finita, anche se e’ stata breve. Perche’ era un momento inedito. Era la prima volta. E il mondo e’ decisamente cambiato.

  14. ag ha detto:

    Buongiorno.
    Filippo buongiorno. Mi permetto di dire la data esatta: 16 aprile 2001. Ero a cena con un mio Amico e parlando ovviamente di vino analizzando svariati segnali quali valori immobiliari e quotazioni di uva DOCG per noi 2 sancirono come finito ALLORA il boom. Questo mio Amico che è anche un bravo imprenditore in questi 8 anni da grande imprenditore è diventato un “mostro” seguendo quelle deduzioni. Io, invece, facendo la Cassandra presso orecchie più sorde scrivo qui……..

  15. ag ha detto:

    Ah, dimenticavo, le suddette orecchie oltre che non sentire ammantano anche pretese di nobiltà (sociali, ovvio, l’animo invece rimane misero e piccino come il peggiore dei pusillanimi) senza ovviamente esserlo.

  16. Filippo Cintolesi ha detto:

    Il mestiere di indovino, Ag, e’ mestiere ingrato. Prima di mettermi a fare questo gioco al momento in cui e’ diventato duro, nella mia vita precedente, pochi mesi dopo il mio arrivo in UK feci una previsione sul livello qualitativo che la cucina britannica avrebbe raggiunto (era il 2000 e prevedevo che nel giro di dieci o quindici anni sarebbe diventato il paese dove sarebbe stato possibile mangiare al meglio in Europa). I fatti (i vari riconoscimenti sul tipo della lista dei 100 migliori ristoranti al mondpo, ad esempio) mi hanno smentito circa il lasso di tempo necessario, dimostratosi di molto inferiore a quanto preventivato.

  17. ag ha detto:

    Sicuramente quello dello scrittore di battute non è che le riesca proprio bene bene. Meglio il vino, credo, sa?
    Mi scuso per la vena polemica ma se la merita.
    Lo potrebbe chiedere a chi era con me, visto che molto probabilmente lo conosce…. ma non ritengo un gran merito predire mala tempora. Merito è fare quello che ha fatto lui (il mio Amico).

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