La solitudine dell’onorevole

Autista, segretaria, portaborse, meglio ristoranti di via del Corso in Roma e del collegio elettorale sempre aperti, ufficio nel centro con anticamera piena di questuanti fin sulle scale per un posto in provincia, in regione e sul tram, una parola buona, un posticino fresco o caldo, una scrivania riconoscente in eterno.

Inchini, baciate di mano, adulazione, credersi importanti ed imponenti e poi il silenzio e la solitudine condita dell’indifferenza di chi prima leccava e adesso non saluta neanche per pudore e soprattutto perchè non si conta più niente.

Inizia  così la solitudine dell’onorevole che credeva perpetua la riconoscenza  della selva di raccomandati e culi sistemati che invece gli si negano perchè ha perso lo scranno e non conta una minchia.

Rien ne va plus, altro giro, altro colore, altro cavallo su cui puntare.

E  spuntano le inchieste in cui si accusano Clemente, signora e famiglia di raccomandazioni e sistemazioni di amici e “poveracci” in posti dove gli stipendi sono veri, non gettoni di presenza o coriandoli di carnevale.

L’inutilità di questa inchiesta sta nel fatto che Clemente non raccomanda ma segnala e  desta meraviglia tanto clamore di fronte all’ovvietà di un ceppalone che anche all’asilo   si destreggiava  segnalando i giovani colleghi accanto alla maestra più bellina!!!

Ma che razza di paese siamo se non si permette all’onorevole di segnalare e poi lo si lascia abbandonato nella solitudine di campagna da ingrati approfittatori irriconoscenti?

Proposta di legge: aumentiamo le pensioni onorevoli e alle mogli  in base alla quantità di raccomandati che riescono a produrre….. parenti esclusi, sennò è troppo facile.

Volendo fare il ministro dell’ambiente, delle brutture e degli abusi edilizi, Clementino, che bisogna fare?

In quale schieramento ora conviene di più?

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6 risposte a La solitudine dell’onorevole

  1. Ci.... ha detto:

    Potresti davvero candidarti alle prossime elezioni, porteresti una ventata di bontà in quelle stanze appassite.

  2. Capric ha detto:

    Forse (e dico forse) per un pò non ne sentiremo parlare del poro Clemente.
    Poi, tutto d’un tratto, ri-spunterà fuori a unomattina; il giorno dopo a verissimo; poi da Cucuzza; comparsata al bagaglino; infine uno speciale del “motorino di Pontedera” ristabilirà la verità sul complotto che è stato ordito per farlo fuori.
    Prossimamente, sui vostri schermi.

  3. Andrea Pagliantini ha detto:

    Clemente non potrà mai essere solo, Ceppaloni è il suo regno e nonostante i modi di fare Clemente rimane anche simpatico.
    Più divertenti sono i fuochi di paglia di chi si crede o si è creduto potente nel periodo nel quale sedeva nel sacro scranno, aveva la coda di questuanti fin sulle scale di casa e poi una volta che ritorna normale non rivede più nessuno.
    Nè quelli che cercano, nè tantomeno quelli che hanno trovato.
    E’ questa la vera, dura tristezza dell’onorevole, passare dalle raccomandazioni all’uncinetto per riempire il tempo.

  4. Zara ha detto:

    Dicono che siamo in crisi e noi persone normali la sentiamo tutta e non vi sto ad annoiare con la mia storia, una di tante.
    Fossero loro, vecchi e nuovi politicanti a dare il buonesempio riducendo privilegi, pensioni e compensi nessuno di loro credo sappia quanta fatica si fa ad arrivare a fine mese in precariato perenne.

  5. Filippo Cintolesi ha detto:

    Macchissenefotte, si tenessero tutti i privilegi, le pensioni, i compensi, le autoblu, le autobianche, le scorte e l’escorte, tanto il potere questo e’ e questo sempre sara’. Ripartito su ciascuno di noaltri schiavi, quanto ci viene a costare il carrozzonio? Sempre meno di quel che costa la corve’ supplementare e volontaria di grattaculo e vinci, totoficca, superenaluccio, e cazzi vari cui in massa ci si sottopone ripeto volontariamente. E sommandolo con le botte periodiche non volontarie dei vari cerit iniquitalia e quantaltre intimazioni di pagamento varie… No, veramente il lusso e lo sfarzo del potente di turno costa un cazzo rispetto a tutto il resto degli sculaccioni, alle stelline, alle veline, alle pompine, al calcio…
    Maccrisideche’?

  6. Andrea Pagliantini ha detto:

    Vero, però tutte le lotterie e i gratta e perdi sono volontari, non ci vengono imposti, mentre mantenere questa categoria di persone in un modo o nell’altro ci viene accollato.
    Parlano di sacrifici in un momento di crisi, una volta tanto siano loro a dare il buon esempio.
    Lo sò che è un proposito inutile come svuotare il mare a secchi, ma la realtà stride con certi tenori di vita e certe chiacchiere.
    Almeno sognare non ha un costo per la collettività…………. sono riusciti a farci perdere anche questa risorsa che aiuta a camminare.

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