Chianti Classico Podere Campacci 2007

Brillante rosso rubino delle origini, campo di fiori, fatto per bere e ribere con piacere.

Otto ettari a ridosso del borgo di San Gusmè con Sangiovese e Canaiolo per il rosso, Trebbiano e Malvasia per bianco e soprattutto Vin Santo, vigneti piantati negli anni ’60 in una magnifica esposizione e posizione.

Vinificazione nel cemento, sfecciatura nell’acciaio, invecchiamento in grandi botti senza tempo da 34, 58  e tino coperto da 80 hl senza nessuna barrique in cantina.

Non c’è merlot, non c’è cabernet, niente petit verdot e pinot a puà, niente barrique………….. eresia da scomunica?

Il Consorzio Chianti Classico predica la tradizione, la qualità………….   in vitigni che  chianteggiano.

Podere Campacci.

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7 risposte a Chianti Classico Podere Campacci 2007

  1. ag ha detto:

    Andrea buonasera e auguri.
    Perdona la superbia ma un po’ di ordine, un po’ di pulizia e una telefonatina a Garbellotto, no, eh?

  2. Andrea Pagliantini ha detto:

    Non ti dò torto ag, però ha il suo fascino perchè è ruspante, quello che c’è è visibile a chiunque.

  3. ag ha detto:

    Buongiorno.
    Non è ruspante, è sporco quello. E in cantina senza pulizia si va poco lontano.

  4. Andrea Pagliantini ha detto:

    Non brilla per ordine, questo è certo.
    Ho visto cantine migliori, ma anche di peggio, però fra la supertecnologica, quella con l’osmosi inversa, quella che propone nani e ballerine e il vino non si sà da dove viene, quella dei vitigni che chianteggiano e non ci dovrebbero essere ecc io preferisco una realtà “ruspante” come questa.
    Sotto certi aspetti almeno è pulita.

  5. ag ha detto:

    Almeno qui parliamo senza metafore….. il mio amico Brett e le mie amiche Fecce mi sa che in quella cantina ci sguazzano

  6. Andrea Pagliantini ha detto:

    Brettanomice e Feccia se ne faranno una ragione.
    C’è una bella botteghina, la possibilità di far due chiacchiere fuori dalle solite solfe stile temperatura di servizio, tannino croccante, winemaker e delicata selezione delle uve in follature morbide ecc. ecc. imparate a memoria………… basta plastica, meglio un muro scrostato e due chiacchiere in libertà che le solite lagne da liturgia.
    E’ vino, un siamo mica alla messa!!!! E questa piccola realtà è lo specchio di come si era e per certi versi ruspanti di umana semplicità come si potrebbe tornare ad essere………….. dopo essersi leccati le ferite di questa crisi che lascia per il culo per terra.

  7. Pingback: Petit Verdot

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