Riso nella vigna

Vigne e campi ridotti a risaia dopo una quasi settimana di acqua fitta travasata per caduta.

La temperatura è fresca, per non dire fredda allo scendere del buio e questo lascia margine di tranquillità per la peronospera.

Le foglie sono bagnate, i trattamenti scivolerebbero via e la terra lavorata e inzuppate c’è il rischio rimanga tutta attaccata al trattore sotto forma di fango.

Se qualcuno vuole farli alla luce poetica del tramonto con il ciuchino accanto, il libro degli oroscopi aperto e la macchina a spalla si accomodi pure.

Ha più margine di manovra chi le vigne non le lavora o le lavora un filare  si un no dove si può passare agevolmente in qualsiasi momento essendo il terreno compatto e sodo, ma bisogna vedere se le viti gradiscono  vivere in un marciapiede solido di gramigna.

Appena il sole fa capolino e la temperatura scalda rame e zolfo sulle foglie a coprire sono da fare immediatamente, sabato, domenica, festivo che sia….. queste sono le gioie di chi fa il biologico per davvero.

Qualche lettore  segue sempre i miei suggerimenti per vigne e la salvaguardia dei cipressi.

Il riso nella vigna è un’ allegoria, non è da prendersi alla lettera per allagare tutto.

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9 risposte a Riso nella vigna

  1. gian paolo ha detto:

    Ecco se Dio vuole oggi sono riuscito a finire i trattamenti senza che mi si pisciasse in testa!!!Beata pianura dei miei … ,scusa sai ma ripetere i trattamenti troppe volte mi rende nervoso . Ormai sul fondoschiena ho scritto Goldoni ciao Toscanaccio!!!gp

  2. Andrea Pagliantini ha detto:

    Oggi c’è il sole e non sembra vero e non è detto prima di buio ci ripisci in testa un’altra volta solo per non rompere la tradizione.
    Ti faccio ridere se ti dico che con i sistemici hanno passato la stessa vigna giovedi, venerdi e sabato?
    Come vedi c’è gente ci si diverte a perdere tempo e fonodoschiena!!!
    Salutone goldoniano.

  3. Paolo Cianferoni ha detto:

    Mah, io i trattamenti aspetto a farli, tanto se arriva un po di peronospora larvata può fare solo una selezione naturale dei grappolini.
    A dire il vero però le temperature notturne sono basse, quindi ragazzi non c’è molto da preoccuparsi!
    Vedi il mio post sull’influenza del vulcano su questa stagione inverosimile:
    http://paolocianferoni.caparsa.it/

  4. Andrea Pagliantini ha detto:

    Infatti Paolo non starei a fare allarmismi con i trattamenti, bene averne fatto uno nello spazio di sole del fine settimana, ma con le temperature così fresche la preoccupazione è pari a zero per chi ha viti.
    Semmai hai toccato il tasto di una stagione bizzarra a causa del vulcano in Islanda e le probabili ripercussioni climatiche che si avvertiranno sulla qualità dei prodotti agricoli di quest’anno.
    Sul prezzo delle annate scorse non so che dirti, tanta domanda di vino non la vedo in giro, di certo se continua in questo modo l’annata si ha di fronte non si preannuncia delle più esaltanti….
    Ci mancava pure un vulcano islandese, come se ve ne fossero già poche da affrontare..

  5. gian paolo ha detto:

    mi piacerebbe anche a me dire che le temperature notturne son basse ,qui l’unica cosa bassa l’è la tera- con una r sola -“beata la mia pianura” :(:(,se non tratto si vinifica poco…e mi piacerebbe anche avere le vigne in posti come quelli del grande Paolo e fare i suoi vini ,ma siamo ancora lontani da Natale per scrivere una letterina…ciao GP

  6. Paolo Cianferoni ha detto:

    GianPaolo, le tempeature notturne fresche con minime al di sotto dei 10° mi riferivo al Chianti in generale. So bene che le altre zone sono molto più calde e quindi avanti con la vegetazione. E poi fammi aggiungere che ogni zona ha le sue caratteristiche esclusive, e quindi anche la tua con qualità eccellenti!
    Comunque qui in chianti ci sono le stazioni con le temperature min e max pioggia,ecc,rilevabili via internet:
    http://www.chianticlassico.com/territorio-meteo.asp
    da qui si evince che solo gli ultimi due giorni hanno superato una minima di 10 gradi, e la pioggia non ha superato in quei giorni 10 mm, per cui per la famosa regola dei tre 10 non c’è stata infezione primaria. Almeno con i numeri, naturalmente è essenziale la conoscenza del vigneto e quanto uno vuole rischiare. Secondo agroambiente.info http://agroambiente.info.arsia.toscana.it/arsia/arsia?ae5Report=si&IDArea=38
    c’è stata infezione primaria il 1 Maggio. Ma io sostengo che se dopo l’infezione c’è stata temperature minime sotto i 10 l’infezione si annulla.

  7. Paolo Cianferoni ha detto:

    Oggi acqua (e grandine) a catinelle…

  8. Andrea Pagliantini ha detto:

    Mi ci scappa quasi da piangere Paolo.
    Spero non ti abbia fatto gravi danni, la grandine nella vigna per la bontà che fai proprio non la meriti.

  9. gian paolo ha detto:

    Oggi mi sono svegliato con una nebbia ed ero già sudato alle 9.30 ,poi nel pomeriggio H2O a catinelle toccandomi per bene niente grandine però ..queste caro Paolo -scherzo ovviamente :):) -sono le caratteristiche esclusive della mia zona.Spero anch’io che la grandine non abbia recato roppi danni.buona notte bischeri.gp

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