Spuma bionda con le scarpe strette in punta

La colei che indossa scarpe strette in punta per schiacciare  ragni negli angoli, ha tutto ciò che le serve per aspirare alla massima carriera e fulgore nel mondo del vino.

Avendo le scarpe in questione strette e non solo essendo rigirate all’insù, le basi per candidarsi alla presidenza di qualche importante DOCG, ci sono tutte.

Il fatto che alle sette della sera sorseggi e degusti spuma bionda  e patatine con un gatto in collo non depone in  favore per una carica verso l’alto, ma da la speranza che possa essere redenta verso cariche e scarpe più comode.

Uno dei più grossi misteri è come un piede possa entrare in quei sottili strumenti di tortura e soprattutto come possa riuscirne vivo.

La spuma era sciapa e non dell’annata migliore.

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5 risposte a Spuma bionda con le scarpe strette in punta

  1. angelica ha detto:

    le scarpe a punta hanno valenza feticistica? Possono essere simbolo di estrema attualità, ma non per questo chi le calza deve necessariamente essere privo di suoi valori.Vuoi fermare la tua memoria, Pagliantini, sulle fibbie d’argento al tempo del Re Sole che portavano gli uomini, sulle parrucche che custodivano mandrie di pidocchi, sui merletti che ornavano le palandrane di guerrieri tutto onore e armi?
    Forse è meglio guardare alle creazioni del nostro tempo con più indulgenza soprattutto se ad indossarli è una ragazza che ancora non ha avuto il tempo di conoscere le bellezze e le storture del nostro tempo.Diamo tempo al tempo e limitiamoci a sorridere senza però dimenticare i problemi di varicocele che hanno creato, a voi maschietti, i pantaloni stretti.Angelica

  2. Andrea Pagliantini ha detto:

    Le scarpe strette in punta non hanno alcuna valenza stramba, sono il marchio di fabbrica di chi aspira ad essere o ronza in un certo ambiente vinario.
    E’ un uniforme la scarpa stretta a punta insieme al vestito nero, il cellulare, l’occhiale da sole negli interni, i modi educati e felpati di chi bazzica nel vino e vuole farci carriera.
    Sono in diminuendo, ma i più meglio sono così, a cui fanno da contrappeso quelli che prima erano stretti e a punta e ora vestono alla cialtrona, mani sporche finto callose, scarpe terrose e camicia celeste di rame per far vedere di essere uscito dalla vigna un momento prima di essere li.
    Ma la mamma resta sempre la stessa.

  3. angelica ha detto:

    la divisa da prostituta della mente appartiene al mondo e nel mondo vive e prolifica solo finchè la mangiatoia è bassa perchè questo tipo di protituta non è intelligente, ma furbetta di poco spessore intellettivo in quanto è essenzialmente un saprofita che succhia il sangue altrui.Gli stivali potrebbero far parte di un travestimento, ma a questo punto è d’obbligo una domanda. Gli stivali servono a farsi riconoscere o a nascondersi? Quelle punte potrebbero essere strumento di perforazione anale! E quindi…..
    Angelica

  4. Andrea Pagliantini ha detto:

    Piano Angelica, piano.
    Quel modo di essere, di vestirsi, di sembrare, di apparire sono solo una divisa per farsi vedere e notare nel mondo carrieristico e patinato del vino, poi non è detto che chi le calze sia una prostituta mentale, è un modo come un altro per esserci, posizionarsi e fare carriera e non è unico alle donne.

  5. Filippo Cintolesi ha detto:

    Mi associo alle prime parole del commentatore Angelica. Sarei piu’ indulgente e soprattutto meno propenso a pensare che il monaco sia fatto dall’abito.

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