Maggio 2010

Un mese di “altre solite cose”.

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12 risposte a Maggio 2010

  1. Ci ha detto:

    Mare lasciamo perdere di dove e foto belle…………. ma quel fiore che è un papavero o un garofano?
    Mi pare un garofano, mica sarai diventato craxiano?

  2. Andrea Pagliantini ha detto:

    Sono un osservante del quinto comandamento.
    E’ veramente un garofano rosso, onorevole omaggio per chi ha passato una vita “difendendo i diritti del popolo” ma in sostanza facendo i fatti ed interessi propri.
    Ma niente di anormale, in Italia siamo.

  3. Michele Braganti ha detto:

    fiasco di villa pagliarese…..di bicchierino……..c’e’ tutta la storia del chianti.che fu….:-(……..mitico!!!

  4. Andrea Pagliantini ha detto:

    Pagliarese 1987….. sembra passata un’era glaciale da allora, nel modo di fare vino e nella gente che ci circola intorno.
    Quel fischetto da mezzo litro ce l’ha Vita nello studio e lo tiene in bella mostra come un cimelio prezioso….. minchia, sono passati 23 anni da quella vendemmia.

  5. gian paolo ha detto:

    Pagliarese nel senso che lo hai fatto tu ..Pagliantini???fammi sapere che sono curoso come una bestia.ciao gp

  6. Andrea Pagliantini ha detto:

    Pagliarese era il nome dell’azienda in cui ho compiuto i miei primi passi vinari ed ho avuto la fortuna di imparare tantissime cose in una fattoria di medie dimensioni ma dal nome e dal vino prestigiosissimo.
    I miei Maestri erano due, uno si chiamava Gino, l’altro si chiama tuttora Giulio e fra tutti e due di vino ne capivano parecchio.

  7. gian paolo ha detto:

    Andrea ,mi trema il mouse ..ma Giulio è il …Giulio?

  8. angelica ha detto:

    Mi sono andata a leggere il link segnalato a Gian Paolo.Giulio Gambelli. Il Maestro.L’apostolo del vino. Ma di questa gente non ne nasce più? Questo fa male. E’ come se andassimo avanti nel tempo mutilati di una parte di noi! Angelica

  9. Michele Braganti ha detto:

    Giulio Gambelli e’ semplicemente il babbo del sangiovese….nessuno….e da produttore dico nessuno ha saputo interpretare il sangiovese e il territorio su cui nasce meglio di lui…….case basse,poggio di sotto a montalcino…..montevertine,bibbiano,villa rosa nel chianti……..nomi e vini da brividi……. anche se adesso tromboni di critici e fantocci di produttori s’affrettano a tirarlo per la giacchetta…..i vini di gambelli sono quegli storici che ho appena citato e pochissimi altri…..e all’orizzonte ci sono solo buoni/ottimi esperti di sangiovese ma nessuno ha il palato e l’esperienza di gambelli…..si, con lui finira’ spero tra 100 anni un’epoca..!!!!

  10. gian paolo ha detto:

    Michele , le tue parole sono le mie ,il Maestro lo apprezzo da lontano leggendo e bevendo di lui da un po’ di tempo.Se fai vino non puoi che pensare ogni tanto al Sangiovese e se pensi Sangiovese il nome di Giulio viene fuori subito,quasi fossero la stessa cosa. Qui in Emilia romagna si coltiva,pardon, si tenta di “allevare” buoni Sangiovesi,con qualche buon risultato.Stefano Berti in Ravaldino in Monte,Gabriele Succi -aspettate i suoi vini non liquidateli subito per il tropppo legno….dopo un po’ posso fare urlare di gioia-!!!!
    E poi ripenso a Paolo Cianferoni e sorrido perchè il futuro ci sorride ad averlo con i suoi vini,io spero ,scanchero-tradotto ci provo con molta foga-e il Sangio è lì che ti aspetta….ciao e scusate le chiacchere GP

  11. Andrea Pagliantini ha detto:

    Il Maestro ed il Sangiovese sono un tutt’uno che non avrà eguali una volta che lui avrà deciso fra cento anni di tirare i remi in barca.
    C’è stato un periodo, nemmeno tanto lontano, nel quale la follia dei prezzi e dei santoni che dicevano prima di loro il nulla con loro la civiltà, l’avevano fatto mettere da parte tacciandolo di superato o di dinosauro.
    I fuochi fatui hanno il fiato corto, le competenze e il cuore alla fine trionfano sempre ed ora sono tutti a tirarlo per la giacca cercando di tirarlo ognuno dalla propria parte per sfruttarlo nel nome e commercialmente.
    Giulio Gambelli è un gran signore e persona mite oltre che gran Maestro del Sangiovese, io questi paraculi del dopo li avrei fanculati a dovere, ma anche in questo lui è di un altro pianeta.
    A te Michele l’ho detto più di una volta che quanto fai a Monteraponi ti pone fra le vette più belle del panorama Chianti Classico, con l’uscita del Baron Ugo ti metto un filino sotto le vette più alte, ma solo perchè il tuo arrivo è più fresco, ma il futuro è tuo che fai le cose con cuore ed arte.
    Radda è sempre più la capitale del Chianti.
    I nomi di Succi e Berti me li segno Gian Paolo, non mancherò quanto prima di assaggiarli, ma anche te non sei male, ricordatelo.

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