Come il vino rosso diventa bianco

Terroir, cru, blend, sovescio, biologico, gestione della chioma, vendemmia verde, preservo della qualità, autoctono, rintracciabilità, coktail in piscina, tannini levigati, colori scarichi e giusti, bevibilità ecc. ecc.

Insomma……. due palle come due fiaschi.

Oggi invece si spiega come il vino rosso diventa bianco.

Hl 30 di vino rosso,

si aggiungano con rimontaggio 100 grammi carbone decolorante ad hl e si porti la solforosa libera a 30 mg/l, il giorno dopo si rimonti.

Il giorno successivo ancora si rimonti aggiungendo 40 grammi catalasi ad hl in 10 parti di acqua per 12 ore, 50 grammi bentonite ad hl in 10 parti di acqua per 12 ore.

Dopo 7/8 giorni si travasi e si filtri.

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14 risposte a Come il vino rosso diventa bianco

  1. ambra ha detto:

    che ???????????

  2. Andrea Pagliantini ha detto:

    Ma come, alle degustazioni modaiole con abbinamento alle varietà di baccalà e riso ripieno non l’hanno mai detto che le nozze di Cana furono l’inizio della sperimentazione?

  3. Michele Braganti ha detto:

    bravo andrea questo e’ un bel post…..non tutti sanno dei magheggi che in cantina si possono fare…..e’ bene iniziare a raccontarlo nello specifico come hai fatto tu…….la prox volta direi come”miracolosamente” il vino bianco diventa rosso…..o come sempre miracolosamente a un vino fatto con il 70% di uva botritizzata gli si da corpo colora acidita’……!!!!!

  4. Andrea Pagliantini ha detto:

    Lo racconto subito come il bianco torna rosso, non c’è problema alcuno.
    Ci sono varie possibilità, le più usate sono ripassare il vino bianco insieme alle vinacce dopo la svinatura con l’aggiunta di un pò di uva fresca e di concentrato o eridania, svinare, toccare con un pò di rossissimo e acido tartarico e via in campionamento.
    Oppure vino bianco, montepulciano d’abruzzo arrivato di notte, un pò di rossissimo se serve, acido tartarico, aggiustata di solforosa e via in bottiglia.
    Non racconto novelle, i maghi di cantina che vi raccontano cazzate di cru e minchiate di terroir sono sempre gli stessi dei giochi di prestigio.

  5. Cristiano ha detto:

    Il vino costa talmente poco, e quello bianco ancor di meno di quello rosso, che mi parrebbe una cosa a dire poco stravagante dover ricorrere a dei simili espedienti.Sarei comunque curioso poter assaggiare un vino che ha subito un tale trattamento,te no ? Un vecchio cantiniere una volta mi raccontò come raddoppiavano la quantità della produzione vinificando le uve due volte: la prima normalmente, la seconda facendo il “vinello” aggiungendo acqua, zucchero, acido tartarico alle bucce sgrondate e facendo rifermentare il tutto.Poi univano le due partite, un po’ di mosto meridionale a governare la mistura ed ecco fatto il Chianti…Oggi il vino costa talmente poco che non varrebbe nemmeno la pena adottare simili mezzucci, non tutti i mali vengono per nuocere…Saluti

  6. Andrea Pagliantini ha detto:

    E’ un amarcord dei tempi neanche lontani che furono Cristiano ora con i prezzi che giranonon è più tempo di intrugliare per allungare e quella racconti è la storia dell’abominevole acquerello..
    Io te lo dico sinceramente: sono felice di questa crisi, sono convinto che cialtroni e speculatori se li porterà via la piena.

  7. p. Andrea ha detto:

    Mi è successo che avendo lasciato e dimenticato una bottiglia di vino bianco da supermercato nel congelatore…. il vino è diventato rosso rubino.
    Dato che sono un parroco, mi piacerebbe capire se il frigo della canonica ha bisogno di un esorcismo!

    Cmq dato che in parrocchia ho almeno tre aziende di produzione vini (Umbria tra Perugia e Gubbio) mai più e mai poi comprerò una bottiglia al supermercato.

    Errare umanum est, perseverare diabolicum.

  8. Andrea Pagliantini ha detto:

    Mi sa che non sia il frigorifero ad avere bisogno di un esorcismo, ma il vino che necessita di essere preso in un altro posto perchè non può avere una reazione del genere al freddo se genuino……
    Ha tanto buon Grechetto da quelle parti se non sbaglio.

  9. p. Andrea ha detto:

    Grechetto sì, ma meglio verso Assisi; qua si comincia a ragionare con dei buoni rossi.
    A casa mia 2 ettari di vigna 2005 con impianto a goccia merlot, sangiovese, grechetto e malvasia….prox settimana vendemmia! E il colore del vino di certo non cambia….
    La bottiglia famosa l’avevo comprata per una manifestazione di beneficienza in offerta a un ipermercato 😦

  10. Andrea Pagliantini ha detto:

    Occhio, nella zona di Assisi si va incontro a fregature, cerchi piccole aziende.
    Ma non sarà un pò presto vendemmiare adesso anche se si tratta di bianco?
    Malvasia nera o bianca?

  11. p. Andrea ha detto:

    Sì, piccole: Saio, Margaritelli soprattutto.
    Malvasia bianca, ma prox settimana vendemmiano il merlot.
    Per il resto dovrei chiedere informazioni agli addetti.
    Qui è molto che non piove (ante-ferragosto) e tutti sperano che l’acqua dei prossimi giorni almeno lavi un po’ l’uva, altrimenti è un problema.

  12. Andrea Pagliantini ha detto:

    Mi pare sempre un pò presto anche per il merlot, però bisognerebbe vedere le condizioni dell’uva, il clima c’è stato e altre cosette, perchè il merlot fa presto ad andarsene in marmellata di 15 gradi… ma padre, anche lei ad andare a piantare il merlot nell’Umbria con tanto buon Sagrantino o Sangiovese da poter mettere..

  13. p. Andrea ha detto:

    Con l’impianto ad acqua (o a goccia come si dice ‘un lo so’) pare che il merlot sia pronto. Il sagrantino ‘un si po’, ma il sangiovese c’è e viene stupendo. Non sono cmq il gestore dell’azienda agricola, altrimentri avrei messo tutto a sangiovese.
    Non mi piace il mischio 50 e 50 con il merlot che fanno gli ‘esperti’, preferisco il sangiovese in purezza.
    Confesso: mi manca ‘n po’ino il vinello delle colline della mi’ patria d’origine….DEh!

  14. Andrea Pagliantini ha detto:

    Il Sangiovese in purezza di codeste parti è notevole, molto meglio non fidarsi degli esperti e fare di testa propria non misceandolo con il merlottone.. ho capito deh, zona Livorno 🙂

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