Pane di Amantea

Il pane è un’arte ed il bene più prezioso, anche avvolto in quella plastichetta forellata mangiabile nelle poche ore dall’acquisto, avventato di corsa  nel carrello fra pomate, bigodini, pannolini, detersivi, ovomaltina e quattro salti in padella.

Nella mia zona un forno antico è stato distrutto per fare posto ad una tettoia con fontanina bianca di marmo, americanate di chi ha predisposizione a vivere nelle favole fra la plastica .

Forse è per questo un quintale di grano viene pagato intorno 20  € e un kg di pane svaria intorno i 2 €.

Per ritrovare certe situazioni di impasti e cotture familiari, riti, profumi, forni caldi, non occorre mettere in moto la memoria, basta scendere o frugare luoghi fuori mano non ridotti a cartolina patinata come hanno fatto diventare il Chiantishire o come diavolo si scrive.

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7 risposte a Pane di Amantea

  1. Stefania ha detto:

    Il Chiantishire della foto è molto fuori zona dal nostro Chianti Storico!!! Avverto il profumo del pane fin da quì…….Monterubbiano nelle Marche….un piccolo paese da presepe, dove tuttora vige il rispetto alle tradizioni e il forno di Venanzo ne è una piccola prova……

  2. Andrea Pagliantini ha detto:

    Non mancano scorci similari all’interno del Chianti Storico, non ci facciamo mancare niente di pacchiano pomposo e americano da queste parti.
    Monterubbiano, Amantea in certi scorci, Venanzo, teniamoceli stretti e nascosti questi piccoli angoli in disparte che rimangono sani prima che vengano divorati e rigenerati in plastica con fontanina bianca di marmo davanti.

  3. valerio ha detto:

    grande …sai che in casa nostra il pane lo faccio io …incredibile ma vero , non ho il forno a legna , lo cuocio nel forno di casa , beh mi dicono che lo faccio bene .
    uuaaooohhh

  4. Andrea Pagliantini ha detto:

    Susanna Grassi da Lamole, produttrice di vino sopraffina è un’altra persona si fa il pane in casa imparando dai mesi di neve e dalla voglia di essere autonoma su nello scoglio dove vive… bello tutto questo Valerio, il profumo del pane che cuoce è una delle meraviglie del mondo.

  5. angelica ha detto:

    Ma voi conoscete il pane di Pellegrina? Pellegrina è un paesino arrocato sopra Baganra in Calabria, subito dopo Scilla e guarda il mare che è ai suoi piedi posizionato in maniera perpendicolare alle sue case che sorgono su rocce che emergono dal mare. Lì è tutto alchimia di colori e sapori ed anche quel loro vino prodotto sui terrazzamenti che arrivano alla Marinella di Bagnara ha qualcosa di magico nel suo colore e nel suo sapore……..Angelica

  6. Andrea Pagliantini ha detto:

    Il pane di Pellegrina per quanto mi riguarda non lo conosco, il Rosso di Scilla invece si e bene dato che lo produce anche Criserà in quei terrazzamenti.

  7. angelica ha detto:

    Pagliantini, anche tu quindi conosci solo le vesti di una terra che sotto le sottane nasconde tesori e magie? Sotto quelle sottane c’è il volo della poiana che sicura stende le ali nelle vallate, ci sono le acque ancora violette di quel mare popolato dalle sirene che fermarono Ulisse, ci sono i silenzi di una montagna severa e taciturna come lo sono ancora i pochi pastori rimasti sull’Aspromonte,ci sono le vestigia di una antica civiltà greca che ha lasciato testimonianze architettoniche bellissime, ci sono i suoni dei tamburelli che raccontano il duello tra due uomini per amore verso una donna “traditora”, ci sono mille cose da scoprire sotto quelle sottane, ma bisogna viaggiare per questa terra abbandonando l’autostrada ed imparando ad ascoltare i silenzi o i dialetti di cui non si capiscono i significati a volte, ma i cui suoni sono canti gregali o di di antica provenienza albanese testi monianza di quegli albanesi che per motivi religiosi abbandonarono la costa calabra e trovarono ospitalità nel cuore della montagna. Noi Gli albanesi li indiachiamo come”ngnegghi”, ci sono molti nettari degli dei………
    La Calabria è la mia terra e ne amo ogni zolla ,ogni dirupo,ogni colore, ogni suo odore. La amo con tutti i suoi mali antichi.Angelica

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