Chianti Classico Cà del Tondo Risoluto 2001

Uno di quei grandi vini concepiti e cresciuti negli anni di vacche grasse.

Artistico blendettino di materiali croccanti di varia foggia e consistenza, anche in infusione, che si elevano nel tempo e diventano scoppiettanti come ginestre nel fuoco e fanno commuovere pensando: ecco il gran vino del tempo di quando le magie giravano bene.

Nella bottiglia fondata ammmirevole spessa un dito.

L’etichetta però è bella.

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8 risposte a Chianti Classico Cà del Tondo Risoluto 2001

  1. vita ha detto:

    Troppo gentile Andrea! in tutto questo una cosa buona c’è, è iniziata la nostra amicizia! quanto tempo è passato? 7-8 anni?

  2. Paola ha detto:

    Dà proprio l’idea di essere di una genuinità cristallina…… da farne grande scorta.

  3. Ric ha detto:

    Parlo da appassionato 🙂
    All’infusione ci arrivo, per il resto degli ingredienti aspettiamo delucidazioni per questo vino molto, molto interessante!

  4. davidebonucci ha detto:

    “Anche in infusione” è un capolavoro 😉

  5. Dario ha detto:

    La circostanza mi offre il destro per ricordare che da queste nordiche parti, nelle osterie che non ci sono più e che mescevano vino piemontese o dell’Oltrepò, ho avuto modo di conoscere l’esistenza di due partiti: pro e anti fondo.
    Chi lo vedeva come la prova provata che di un’uva pestata, chi lo aborriva, per gusto, estetica e presunta contraffazione.
    Al netto, erano tutti bevitori di vino che non ci sono più, non solo anagraficamente.

  6. Andrea Pagliantini ha detto:

    Il vino nasconde come il vivere cose belle e meno belle, di certo se il vino fosse tutto come questo ci sarebbero i presupposti per farsi frate missionario e partire alla svelta.
    La parola genuinità qui è fuori contesto come il diavolo in chiesa.
    L’infusione non è una evoluzione linguistica ma il mettere a mollo materiale tostato in piccoli pezzi per darne sentore.
    Il fondo caro Dario per quanto mi riguarda non sarebbe un difetto se non si tratta di colorante aggiunto all’ultimo momento che al primo freddo caca scorie.
    Se nel vino da osteria c’erano fondate non è da farne un dramma, spesso era perchè si trattava di vino giovane che al primo sbalzo di temperatura deponeva sulle pareti e sul fondo del contenitore normali tartrati.
    Se si trattava di feccia era un operatore poco accorto con i travasi, ma niente di dirompente…. quelli venuti dopo, i maghi maghetti del vino “sempre uguale e di qualità” hanno fatto molto peggio.

  7. Andrea Pagliantini ha detto:

    P.S
    L’espressione “Fare vino passando sotto le gambe dei Carabinieri” nasce proprio in questi fulgidi anni di gloria vinaria…..

  8. Andrea Pagliantini ha detto:

    @ Vita
    era fra la fine del 2000 e l’inizio del 2001 quando ti fu chiesto di creare un etichetta, un logo, una scatola a quella sciccheria di vino.
    Ti ricordi quando ti faceva quella raffica di foto al camino?
    Di questa esperienza si salvano pochissime cose, una fra tutte te.

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