Vendemmia in Valtellina

Breve resoconto della vendemmia a Buglio in monte, Valtellina, zona Sassella, fatta in un sabato di ottobre a cui Elena e io abbiamo partecipato su gentile invito dell’amica Emanuela.

Tutto il paese è un fermento di apini, autocarri, persone che vanno su e giù per le vigne abbarbicate sulla montagna, perchè si vendemmia tutti assieme.

La vigna dove siamo attesi è grande una pertica, come definito dal saggio maestro Anacleto (d’ora in poi Cleto), che ci prende subito sotto la sua tutela didattica.

Due parole per dire chi è Cleto: valtellinese migrante, 40 anni di lavoro in terra Svizzera, ma con un forte radicamento e amore per quella di origine, come non perderà occasione di dimostrare più volte.

Le viti sono di uva varietà chiavennesca (cioè Nebbiolo) ultra decennali poste su due balze di terreno, di cui la seconda ben ripida.

Tra i filari della prima balza ci sta un tavolo apparecchiato per quattro, a conferma dell’impianto in epoca in cui il marketing era solo una parola di fonetica pugliese.

Raccolta con forbici, pulitura del grappolo sul posto dalle parti muffite o rinseccolite, facendo molta attenzione a non disperdere “pinciroeu”, ossia glli acini validi.

Cleto narra che con i “pinciroeu” lasciati a terra i frati ci hanno sempre fatto del gran vino.

Ma i grappoli sono splendidi, solidi, botticelliani: non è difficile fare quanto viene chiesto.

Il raccolto è portato con secchi e mastelli in una vasca posta su un apino:si moliscono i grappoli sul posto con un passauva a manovella e l’ape fa avanti e indietro alla cantina, che è sotto la casa di Cleto.

L’uva è versata tramite un tubo inserito in un pertugio direttamente nel tino di fermentazione, dove rimarrà almeno due settimane, per “bollire e ammazzare i ragni”, dopodiché sarà pressata e imbottata per un anno: si imbottiglierà la settimana prima della vendemmia 2011.

E sarà vino che toglierà la sete a tutta la famiglia. Solfiti? Neanche a parlarne. Anzi, Cleto è tranchant in merito: “te set mat?” (sei matto?).

E le fecce che fine fanno? Finiscono “nella grassa”, ossia a compostare.

Terminata la raccolta, tutti insieme, uomini e donne, si fa merenda: pane, formaggio, salumi, qualche torta e il vino di anno, a suggello del passaggio di consegne In poche parole, giornata sublime.

Dario

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2 risposte a Vendemmia in Valtellina

  1. Andrea Pagliantini ha detto:

    Dario, il frangichicchi è simile a questo?
    Imbutone, due argani dove passa l’uva e macina, azionato da manovella?

    http://www.vinix.it/myPhoto_detailPhoto.php?ID=2972

  2. Dario ha detto:

    Si, del tutto analogo. Frangichicchi potrebbe essere un bel soprannome, o anche cognome.
    Ciao

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