Vendemmia 2010

Rischiare fa parte del gioco quando si parla di fare vino nel miglior modo possibile, il che implica cercare di avere l’uva migliore dal punto di vista maturazione e sanità tirando il collo ai tempi.

Meglio rischiare qualcosa e lasciare qualche ciocca in terra ma avere un mosto dolce come le tentazioni del diavolo che trovare il paradiso a mezza strada e poi annoiarsi a morte per l’eternità succhiando un risultato anonimo.

Uva nelle cassette non tirandocela da lontano, diraspatura da li a poche ore, 8 grammi di metabisolfito a quintale e soggiorno nei  barili sculati lasciando lo spazio per il cappelo di vinaccia quando gonfia.

Di lieviti è già vestita l’uva, tempo qualche ora ed inizia a friggere da sola.

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3 risposte a Vendemmia 2010

  1. davidebonucci ha detto:

    Ottimo! Prossimo anno ti si da una mano a vendemmiare nelle vigne di Filippo 🙂

  2. Ambra ha detto:

    Antico Testamento, Ecclesiaste:

    “… che sarebbe la vita, senza il vino? Il vino bevuto in tempi e quantità giuste è gaiezza del cuore, gioia dell’anima…”

    Ambra

  3. Andrea Pagliantini ha detto:

    Chissà dove sarò il prossimo anno, può anche darsi inizio a dare spago al mio vero amore e passione: l’uncinetto 🙂

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