Sandro Pertini

Certi onorevoli nuovi e vecchi hanno vestiti di sole tasche.
Ieri gli studenti delle università hanno lanciato su Palazza Madama sede del Senato una bella quantità di uova fresche.

In questi giorni il trentennale del terremoto in Irpinia, poco altro da aggiungere a quanto successe allora nei lutti e nei paesi distrutti e in cosa ha comportato la ricostruzione.
E una sera di fine novembre 1980 all’ora di cena entra in casa il Presidente Pertini viso scuro e stravolto dall’aver visto di persona lo strazio della gente e le deficenze dei soccorsi, con poche secche parole pretendere la testa degli incapaci e uno scatto d’orgoglio del paese per aiutare i terremotati.

Uomo serio, schietto, burbero il Presidente Partigiano, socialista si, ma vero, di quelli senza tasche, stimato da chiunque.

Ieri al Senato gli studenti hanno portato persino le uova………….. tanto mangiano poco….

Sandro Pertini, il nonno Presidente.

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7 risposte a Sandro Pertini

  1. an ha detto:

    Con le parole, ma non solo sei un giocoliere che non se ne fa scappare una di code di paglia.
    Vai avanti.

  2. davidebonucci ha detto:

    Un faro nella nebbia, un uomo senza retrocopertina, uno dei migliori politici di sempre. E anche un pezzo della nostra gioventù

  3. filippocintolesi ha detto:

    A me piace ricordare Pertini per la famosa “A brigante brigante e mezzo!”. Visto che di lui e’ rimasto il ricordo presidenziale, fin troppo buonistico, non mi pare male ricordarne la (sacrosanta!) intransigenza. Soprattutto di questi revisionistici tempi.
    Bene anche ricordare che Pertini non ebbe nessuna paura a schierarsi apertamente contro il Fronte popolare nel

  4. Gielle ha detto:

    Certo che Sandro Pertini è una grande persona e un galantuomo a fronte di quella massa di cialtroni partorita da quel partito nèèè.

  5. filippocintolesi ha detto:

    (maledetti tasti)…. nel 1948. Cosa che ovviamente gli valse una messa all’indice e l’accusa infamante di essere “un traditore della classe operaia”.
    Ovviamente da parte di chi soltanto otto anni dopo non ebbe problema a definire “fascisti” gli operai ungheresi che facevano indesideratissimi consigli operai nelle fabbriche. Alla salute della memoria, e di chi ce l’ha.

  6. Andrea Pagliantini ha detto:

    Aprirei un discorso lungo e mi limito a dire una breve cosa.
    Sui due punti di Filippo, Sandro Pertini aveva ragione in pieno.
    Demonizzare l’avversario o tacciarlo di fascista è una vecchia tattica molto ben utilizzata per mettere a tacere teste pensanti e voci scomode.
    Per stare sul vino invece c’è un bell’aneddoto di un produttore “chiantigiano” ricevuto al Quirinale dal Presidente Pertini.
    Mica gli volle portare il vino che produceva su questi colli!!!!!
    No ci sarebbe mancato altro che portasse al Presidente ciò che produceva, secondo lui non sarebbe stato galante portargli il “vinello chiantigiano” e gli portò in dono una cassa di vini pagati un occhio della testa……. mi pare Barolo ma non vorrei sbagliare.
    Io sono certo che Sandro Pertini in quell’occasione gli mollò di bischero e il Barolo lo fece bere ai corazzieri a cavallo, se non direttamente ai cavalli mescolato alla biada.

  7. valerio ha detto:

    Indimenticabile !!!!
    ciao Andrea

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