Odi alla vita

L’ardente pazienza cromatica della terra adagiata con garbo nella superficie di ampi piatti bianchi accompagnati nei bicchieri dal frutto radicato nel suolo di viti curate da manualità mentale le sa ben trattare.

Una gatta al primo capodanno impaurita e atterrita dai botti illuminanti l’aria, scivolosa sotto i letti e dentro i lavandini.

Sono gli animali di casa i più sensibili al cambiamento di anno, tanto che è stato chiesto l’intervento di medici che prima l’hanno sedata, poi hanno misurato pressione e riflessi delle gambe col martelletto.

Ora la gatta sta bene, tranquilla nel silenzio senza botti.

Ma ha due gambe ingessate.

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8 risposte a Odi alla vita

  1. Laura ha detto:

    Povera micia con le gambine rotte…

  2. Silvana Biasutti ha detto:

    Due gambe ingessate? Ma io credevo avesse il collo svitato…un po’ come il manipolo di medici visitanti e misuranti.

  3. filippocintolesi ha detto:

    La metrica del primo periodo (strofa?) e’ notevole. Un caricatore di esametri raddoppiati da una percussione di giambi nella seconda parte, il tutto produce un effetto ritmico incredibile. Ne sei/eri consapevole?

  4. Andrea Pagliantini ha detto:

    La gattina si è messa in contatto con il mio Gighen (gatto socialista craxiano) e a forza di raccomandazioni domattina farà a tempo di record la risonanza magnetica per controllare la cervicale.

    Filippo, i post li scrivo in tre minuti e le parole scappano da sole istintive, mai pensati e studiati sia nelle minchiate che nelle cose più belline.

  5. vita ha detto:

    La vista mi dice che la cena era più importante del solito! più raffinata dei soliti ritrovi del lunedi! vero?

  6. Andrea Pagliantini ha detto:

    La cena era una delizia di associazione di colori (e questa non è una novità) e di sapore…….. la salsina gialla intingolata di verdura era una favola oltre resto.
    E anche i biscotti di pastafrolla fatti con gli stampini erano da Oscar.

  7. Silvana Biasutti ha detto:

    I biscotti di pastafrolla erano “un’altra cosa”, tanto che definirli biscotti dim pastafrolla non rende per niente l’idea…

  8. Andrea Pagliantini ha detto:

    Bisogna farsi dare la ricetta e rendere pubblica quella infinita gioia che ho massacrato a definire semplicemente biscotti.
    Il buono e il bello devono sempre essere di tutti.

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