La porta di Milano

Una scrittura retroattiva  il motivo della nuova visita in questa città rincoglionita dai lucciconi delle feste.

Breve colazione di lavoro a base di stuzzichini di in salame in via in Montenapoleone piena di palle d’oro anche per aria.

Conciso e concreto piano di sviluppo delle foto e testi da mettere insieme per la casa editrice curerà la pubblicazione di miei scritti  e poi poche ore in zonzo per in centro prima di riprendere la diligenza da in Cadorna piazza per in Chianti.

Finirò per amare questa terrificante città piena di  guardone di vetrine e signore escono di casa con le borse di carta di in Gucci o in Dior per far credere comprano ogni giorno un cappottino al cane e al ficus……. ” costa caro sai,mica siamo operai che non se lo possono permettere nèèèèè!!!!”

Però nonostante la buona volontà, più di qualche ora la città non si regge.

Troppe nonne rincoglionite allo stato brado firmate e rette con la lacca, troppa cremeria di tutte le taglie, quel modo di parlare che pare un misto fra il commendator Zampetti e Silvio del Drive-In…. non è cosa… qualche ora reggo, poi manca l’eco delle poesie al signore evocate fra i miei poggi.

E dispiace venir via  e non salutare vari amici  e alcuni conoscenti patetici, e dispiace non aver potuto salutare la Loren del giornalismo gastronomico italiano, ovvero Francesca Ciancio ( bel vedere fra le nebbie) in questo momento impegnata in vacanza disintossicante da nèèèèèèèèèè in Sicilia.

Rendeteci solo la sincera simpatia dell’avvocato Prisco.

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11 risposte a La porta di Milano

  1. an ha detto:

    Pagliantini sarà che questa città non ti è simpatica ma ci sei troppo spesso, finirai per abbandonare vigne e ulivi per andare a fare il commendatore panzone

  2. francesca ciancio ha detto:

    se fossi davvero come sofia loren starei anche io a fare er cinema!
    comunque il complimento lo prendo e lo porto a casa
    non sapevo di un libro. sarò tra le prime acquirenti.
    sulla città ho già detto tanto. certo è che dopo la sicilia è durissima essere tornata su. in questo momento piove a dirotto, tutto è grigio e sa di lavoro inutile. fino a qualche giorno fa avevo sempre l’occhio strizzo a causa del sole abbacinante. quanto sole andrea e quanto cielo. ovunque.
    buon anno e la prox volta a milano ritagliati uno spazietto. ti aspettano ottime bottiglie

  3. Dario ha detto:

    Come al solito condivido tutto e a ragion veduta, standoci nel luogo insostenibile.
    Anzi no, condivido quasi tutto: di simpatia nell’avvocatura citata ne ho sempre trovata poca. Ma il mio parere, da avversario calcistico, non è mai stato sereno.

  4. gian paolo ha detto:

    Visto che andavi a Milano potevi anche fermarti….però noi la Loren della gastronomia la vorremmo anche vedere…e poi l’avvocato prisco aveva un solo problema era Interista 🙂 🙂 ciao Tosco. GP

  5. Ci ha detto:

    Bello come un mal di corpo

  6. vita ha detto:

    Pensa Andrea, ero convinta che le pellicce non andassero più di moda, ma invece a milano spopolano o forse fanno parte delle passate collezioni!

  7. ambra ha detto:

    Vita…non ci crederai sono solo la metà di quelle che si vedono sfilare a Teramo,
    super pellicce d’ eccellenza…
    Ambra

  8. Andrea Pagliantini ha detto:

    Per un bel pò di certo adesso non ci metterò piede in questo posto che va preso con parsimonia e moderazione perchè a grandi dosi si digerisce parecchio male.
    Francesca una delle belle immagini fra le nebbie.
    L’avvocato Prisco come la si pensi calcisticamente era davvero notevole, uno spirito libero e divertente…. poi vedendo Galliani un c’è paragone rimanendo nel pallone.
    Pellicce e cumenda ormai sono un pò ovunque, ma in questo posto l’aria ti taglia con le azioni della borsa, le persone sono consumatori e l’amore è per la pelle del portafogli.
    Preferisco il niente di un muro di pruni da pulire e bruciare che stare a logorarmi la vita fra i nèèèèèè che accatastano soldi ed invidia ipocrita.

  9. Silvana Biasutti ha detto:

    Contesto al settanta per cento. Certo l’aria non la posso contestare, tuttavia “nééé” è proprio torinese.
    Non è che vai a Milano per vedere torinesi nè?

    L’avvocato Prisco invece non te lo contesto – l’ho conosciuto cent’anni fa, quando ero milanista e gli ho strtto la mano con prudenza. Fosse vivo ora gliela stringerei con più convinzione; però simpatico.

    Le pellicce, chi dice che a Teramo ce n’è di più dice il vero, perché tu devi aver incontrato delle sciure molto retrò, A Milano si porta il loden (e ai tempi d’oro, il parka comprato a Livorno).

    Spero che alla fine la mia città alla fine ti piaccia, anche se è piena di stronzi; ma tanto quelli crescono da tutte le parti.

    Quanto a Galliani ti capisco bene.

  10. Andrea Pagliantini ha detto:

    No, no Silvana ti garantisco che i miei amorevoli milanesi infilano il nèèèèè nei loro intrecci di ciarle e sono di una milanesità assoluta in tutto quello intendo mettere in risalto.
    Dal fare bella figura spendendo poco, alla puzzetta sotto al naso, ad essere ipocriti di generosità affamata di soldi.
    Ora ci vuole un buongiorno nèèèèèèèèè 🙂
    L’avvocato Prisco non ci piove era simpaticissimo mentre devo correggerti… a Milano non si porta il loden ma si mette il paltò.
    Gli stronzi crescono bene ovunque, non solo lassù.

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