La porta di Villa San Giovanni

Avendola di fronte stesa a tre passi di mare poteva chiamarsi la Porta della Sicilia, ma i calabresi sono gente tenace e non disdegnano ciò che sono appropriandosi di nomi non corrispondono alla realtà.

Qui la tenacia, ma anche la testardaggine sono di casa avendo dovuto ricostruire la città praticamente da zero dopo il terremoto del 1908 che sconvolse Messina ma anche la costa calabra e dopo i bombardamenti della seconda guerra essendo Villa un importante snodo ferroviario e marittimo.

Qui la pancia delle navi ingoia camion e treni interi come neanche la balena di Pinocchio e li dondola sulle acque dello Stretto belli e paciosi fino a Messina.

Qui non c’è necessità alcuna di costruire un ponte.

Qui crescono annone saporite, mamme distratte , mandarini succosi, a Catona ottimo Sangiovese e i cani non vengono tanto giusti di testa.

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10 risposte a La porta di Villa San Giovanni

  1. Daniela ha detto:

    Il mondo si va riempiendo di Porte di qualcosa non si è :-), almeno in questo caso invece di chiamarsi Porta della Sicilia continuano ad essere Villa San Giovanni.

  2. Stefania ha detto:

    Enotria…..è anche un ristorante a Firenze! 😉

  3. Andrea Pagliantini ha detto:

    Ristorante la Porta dell’Enotria, suona anche bene 🙂 avanti così a pigliare nomi non appartengono per farsi pubblicità………. i nomi sono importanti, le storie, le persone, i ricordi di tanti non possono essere rapiti da pochi.

  4. gian paolo ha detto:

    Ciao Andrea ,tutto Ok? io a parte potare e potere..bene.
    Calabresi testardi …non non mi sembra:) 🙂 vuoi forse dire che è per via di quel nonno calabro che ho ereditato la cocciutaggine o forse sarà per i nonni Montanari.. che mix, speriamo solo che il ponte lo facciano ad arcore…sopra la villa. ciao GP

  5. Andrea Pagliantini ha detto:

    Qualcosa di simile anche io Gian Paolo, ulivi e muriccioli di rovi da ripulire con parecchia pazienza ma anche soddisfazione.
    Se te hai nonni montanari e antenati calabresi il granito in confronto è morbido come una caramella di liquirizia.

  6. ambra ha detto:

    spero che il ponte passi “attraverso ” la villa…
    ambra

  7. Silvana Biasutti ha detto:

    Enotria sarebbe il nome dell’Italia, quello di sempre, con cui era conosciuta la nostra terra dagli antichi, già ri-conosciuta per i vigneti, le uve, i vini…

  8. Silvana Biasutti ha detto:

    di questi tempi, quando telefoni a qualcuno che ha terra e vigne, lui (lei) ti parla fluidamente, ma la telefonata è regolarmente scandita in sottofondo da un ben spaziato sssssk, sssssk, sssssk.
    Il confortevole suono delle forbici (elettroniche? a batteria?) che dilazionano il tunnel carpale. La campagna è bellissima e chiede pezzetti di corpo in omaggio.

  9. Andrea Pagliantini ha detto:

    Quelle senti sono il rumore delle forbici elettriche.
    A me piace patire e uso le solite di sempre in ogni situazione.
    Te che sei una donna di mondo Silvana, mica ti ricordi nel film La meglio gioventù l’isola nella quale viveva felicemente Maya Sansa?

  10. Silvana Biasutti ha detto:

    vedo adesso la domanda: mi ricordo nitidamente dell’isola, Sicilia… e se non mi confondo ….Favignana?

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