Potatura ulivi

C’è chi sostiene che prendersi cura degli ulivi sia parecchio tempo perso.

Presto si arriverà a dire le persone anziane sono improduttive e andranno lasciate a se stesse.

Vendere caramente soggiorni e brande di antani  da marzo ad ottobre equivale a  vendere paesaggio che altri curano e farci niente per mantenerlo.

In queste ulivete la gente viene, passeggia, aspetta il tramonto e sfida la notte, a novembre l’olio scappa dal separatore e  finisce sul pane.

Ha senso occuparsi di ulivi per il piacere dell’olio e dei  vecchi ce li hanno lasciati, patrimonio paesaggistico e alimentare privo di fronzoli,  certamente più nostro di come siamo diventati.
Mai toccare la pianta di  ulivo quando è bagnato.

Questa voce è stata pubblicata in campino e olio, Fotografie 2011. Contrassegna il permalink.

13 risposte a Potatura ulivi

  1. davidebonucci ha detto:

    Il paragone di una pianta di ulivo con un’anziano è illuminante. Con radici profonde, ben radicata nel terreno, con tronco grande e larga chiuma. Stiamo ignorando un patrimonio di grande sapienza per inseguire velocità ed efficienza. E’ un suicidio intellettuale.
    Nel caso dell’ulivo, trascurare le piante significa disprezzare la bellezza del vero.
    Resistiamo alle sirene, la storia insegna che ad ogni abbandono delle campagne è seguito un ritorno. Non ci devono interessare i flussi e i riflussi, la natura va tutelata sempre, anche quando diventa fuori moda e poco conveniente.

  2. filippo cintolesi ha detto:

    Sono piu’ che d’accordo con Andrea e con Davide, ovviamente. Pero’ sono impertinente, come Engels, e ripropongo la dialettica dei fatti che, si sa, hanno la testa dura: occuparsi degli olivi anche quando non conviene va bene, la natura e il paesaggio vanno tutelati a prescindere, anche quando poco conveniente, va bene. Ma… chi paga il conto? Perche’ un conto da pagare, alla fine, c’e’ sempre. Chi, chi e’ disposto a pagarlo? La risposta “il bischero di turno”, si converra’, non e’ accettabile.

  3. Silvana Biasutti ha detto:

    @Filippo: è un bel pezzo che questa domanda aleggia negli oliveti; la risposta avrebbero dovuto darla gli “amministratori” (delle proprie tasche) che sono presidenti di qua e reponsabili di là, che in cambio di una nontutela chiederebbero tangenti, che affiggono marchi manco fossero di partiti…non dissimilmente da ciò che accade in qualche consorzio del vino (nomi a caso), ma con l’aggravante che questo è oro puro: per la salute, per il made in Italy (quello vero), e ultimo -ma solo casualmente- per l’economia dei piccoli produttori…di paesaggio.

  4. mario ha detto:

    …i soldi ogni tanto arrivano dai”presidenti qua e là”,pochi ,ma talvolta arrivano…ultimo piccolo esempio alla collection ..pochi avranno osservato un piccolo”volantino plastificato”,per l’olio, con simboli ”dei vari presidenti” (comunità europea,regione toscana ecc.)..io ho notato una sola cosa..SECONDO ME,IN CONCLUSIONE, HANNO FATTO FELICE LA TIPOGRAFIA E ..QUALCUN ALTRO…(gli olivicoltori no!)

  5. Andrea Pagliantini ha detto:

    Gli ulivi più che produrre ulive creano posti e associazioni che decantano le lodi salutistiche, paesaggistiche e non mi ricordo cos’altro dove sguazzano diverse persone.
    Silvio fra le tante leggi gli fanno comodo voleva essere sepolto in un mausoleo e modificare le regole delle sepolture dando la possibilità, (essendo la legge uguale per tutti) di essere sepolti dove si vuole.
    Sotto l’ulivo più vecchio del Campino io starei benissimo.
    Il gusto del patire mi appartiene, mi è capitato di mandare avanti aziende agrarie. Mi è capitato di vedere piantati vitigni assurdi e non previsti perchè “ero vecchio e il mondo voleva altro che il solito Sangiovese”.
    Poi salti mortali per trovare il Sangiovese in sostituzione a quei troiai, salti per andare avanti cercando in prestito anche i serbatoi in cui mettere il vino e il carrello in cui caricare le cassette dell’uva…
    Poi quando arrivano i soldi e tanti, divento vecchio, un calcio in culo e arrivano i moderni, spendono, spandono, infilano in tasca…. e poi la colpa delle cose non funzionano è del destino.
    Quando torna di moda il Sangiovese sono sempre vecchio perchè i cisternisti diventano custodi del passato e delle tradizioni facendo innestare le viti la notte riconvertendole a Sangiovese.
    C’è il difetto di avere una coscienza e un briciolo di rispetto per il luogo in cui sono nato e vivo…. il casino è proprio questo.
    Oltre ad essere un grandissimo bischero.

  6. davide bonucci ha detto:

    Andrea, il tuo lavoro è assolutamente meritorio, non dobbiamo ridurre solo ad una questione di danè. In mezzo al generale lassismo e incompetenza, ritorno sul discorso che ho scritto ieri di là: il valore dell’esempio. Non sei famoso come i grandi nomi che hanno fatto la storia del sangiovese toscano, ma il tuo esempio serve da stimolo per molte altre persone che si vogliono prendere cura del territorio e sai che anche per me il tuo esempio è importante. ok, le amministrazioni potrebbero dare una maggiore mano, ma nel frattempo lasciamo andare in malora? Giammai!

  7. Andrea Pagliantini ha detto:

    NOn ho la pretesa di essere famoso e non cerco riflettori e tantomeno voglio essere fra i padri nobili del Sangiovese.
    Di certo nei luoghi in cui vivo dovranno passare sul mio cadavere con le ruspe per violentarli ancora.
    Mi ci finisco la salute e non importa, ma non esiste abbandoni tutto.

  8. filippocintolesi ha detto:

    Fioeu, qui non e’ questione di dane’ e di diventar ricchi. Non e’ questione di riflettori. E’ questione di campare! Puro e semplice campare. Se una persona dovesse semplicemente sopravvivere con un oliveto tradizionale situato su terrazzamenti retti da muretti a secco (eventualmente intercalato di vite in coltura promiscua, va’….) se dovesse far questo, rispondetemi cortesemente alla doppia domanda: quanto esteso dovrebbe essere il suo podere e a quanto dovrebbe vendere il vino e l’olio?
    Una volta data la doppia risposta, potremmo poi (solo poi) cominciare a organizzare la fila di quelli che sicuramente si accalcheranno gridando “a me! a me!” nel tentativo di accaparrarsi a quei prezzi quell’olio e quel vino.

  9. mario ha detto:

    …meno ulivi ha” meglio campa”…il prezzo quello di ora è bassissimo…ma se non ”avesse da campare quella frotta di persone che siedono dietro le scrivanie a decidere il tuo futuro”( sindacati,consorzi,ministeri,enti di controllo,prov,comuni,regioni arsie artee asl… e acci….. varie..)…forse si potrebbe ”tentare di tirà a campare”..

  10. Silvana Biasutti ha detto:

    Andrea@, devi dire ai tuoi amici (magari anche miei) che non devono storpiare il milanese: danée. Così si scrive, uffa.
    Comunque quoto Filippo Cintolesi@ per il reasoning sull’olio e fuffa connessa.
    Farebbero a cazzotti per averci l’olio buono e giusto, a prezzi che pochi si sognano.
    Se non ci fosse una frotta di persone che poco sanno fare e niente fanno per chi coltiva olivi e fa l’olio, come si deve…

  11. Andrea Pagliantini ha detto:

    La meglio cosa è fare come dei poco distanti che hanno venduto gli ulivi e le viti ma dicono (non se ne capisce il motivo) di averli dati in affitto… e fanno più olio ora preso al frantoio a due lire per rivenderlo su fra le nebbie di quanto ne facevano prima passandolo per loro.
    In questo modo si fa.
    Il bischero come al solito sono io o gente cerca di fare le cose per bene sia pur nelle difficoltà del momento…. l’agricoltura non è un pranzo di gala.
    poi mettendoci dentro cartaccia, enti, certificati, asociazioni una ci diventa scemo.
    Olio è oro e se lo sapessimo far capire l’agricoltura camminerebbe un pochino meno peggio.

  12. mario ha detto:

    …siamo avvolti dalla nebbia tutto l’anno”..e dal fumo che fuoriesce ”da dietro le scrivanie”….

  13. Andrea Pagliantini ha detto:

    Burocrazia, enti, seggiole ci mettono del loro a far passare la voglia alla gente di occuparsi della campagna, ma la terra rimane bassa lo stesso e se non produce reddito diventa boscaglia…
    O rimane cosa da filantropi, da miliardari che vogliono farsi ganzi facendo la bottiglina di vino per le festicciole allo yacht club di Miami.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...