Vogliamo il sole non la luna

Coltivare i campi di un’agricoltura eroica e col culo a diacere con i pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica o riempire i centri storici e le aree di pregio con gli stessi può voler dire farsi mangiare il cinci dalle mosche per la miopia intellettuale e paesaggistica.

Mettere la museruola agli interessi criminali nell’energia pulita e nel rifiuto da smaltire è cosa buona e giusta.
Nel mezzo un decreto governativo di quel fulmine di Silvio che sega le gambe alle energie alternative che taglia risorse di punto in bianco, nel paese delle proroghe e dei condoni fiscali ad una forma di energia certa, non inquinante e non dipendente da altri come per petrolio e gas.
Ogni volta scaldo una tazza di latte con il gas mandano  Gheddafi o Putin mi fumano le pale eoliche.

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6 risposte a Vogliamo il sole non la luna

  1. Ci ha detto:

    queste foto di gamba gialla lasciano senza fiato.
    Sono bellissime.

  2. Liz ha detto:

    Eppure ci sono dei comuni che fanno la differenza…

    “In Italia, quando splende il sole e soffia il vento produciamo energia e con quella che non utilizziamo ricaviamo idrogeno attraverso l’elettolisi. Possiamo usare l’idrogeno per alimentare i veicoli o quando le rinnovabili non producono, per convertirlo in elettricità.
    Punto primo ci convertiamo alle rinnovabili. Secondo, rendiamo tutti gli edifici centrali attive. Terzo, immagazziniamo l’energia in eccesso in idrogeno. Quarto, usiamo la stessa tecnologia che ha creato Internet. Prendiamo la rete elettrica italiana ed europea e ne facciamo un’unica grande rete, intelligente e distribuita. Esattamente come Internet.” (Rifkin)
    Questo già si fa in molti comuni della Germania e Svizzera.

  3. Andrea Pagliantini ha detto:

    LIz, questo è un colpo basso, il video inzia con “Tavarnelle VAL DI PESA bellissimo comune nel cuore del Chianti”.
    Sul bellissimo mi astengo sul cuore del Chianti siamo parecchio lontani, al massimo da queste parti si potrà essere dalle parti della punta dei piedi del Chianti.
    Di questo passo anche piazza duomo di milano (volutamente scritto piccino senza maiuscole) diventa cuore del Chianti.
    Il fatto di riempire il mondo e soprattutto i campi di pannelli solari mi inquieta, anche se in quella zona gran belle cose da salvaguardare non me ne viene in mente se non la zona industriale della Sambuca dove ci sono le fabbriche dell’olio, del vino dei mobili, dei macchinari per lavorazione uva e vino….
    Usiamo i tetti delle case, lasciamo in pace i campi.
    Qui da queste parti c’è una vecchia cava di pietra di MOntegrossi divenuta un cratere immenso e invisibile se non dall’alto.. parlano da secoli di richiudere le falle e spianare.
    La ditta ha presentato un piano di recupero pieno di antani con la costruzione di albergo, case, recezione, non mi ricorda cosa altro.
    Ecco, riempirla di pannelli invece di cose non si sanno sotto terra, mi sorride di più.

  4. Liz ha detto:

    Con il video si vuole risaltare il lavoro fatto da questo comune, la sua ubicazione non è rilevante.
    Qui parliamo di rinnovabili mentre si ha appena approvato il decreto Romani. E proprio nel bel mezzo del dibattito, in Giappone cosa sta succedendo?

  5. Liz ha detto:

    Dimenticavo, sono d’accordo con te, i pannelli meglio sui tetti.
    Su Montegrossi avevi fatto un post. Peccato che la situazione è ancora da definire, temo che ci vorranno secoli.

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