Rizzaculi nell’ulivo ascolano

Pareva un crocifisso  tarlato questa unica pianta di ulive da tavola aggrinzita dai pasti di legno ridotto a semola ad opera degli architetti rizzaculi non milanesi.

Un’ amputazione drastica lasciando due talli sani ripulendo le carni morte del tronco per liberarlo dalla semola delle condutture scavate con garbo e  pazienza dai rizzaculi che corrono come cavalli scossi lungo le righe degli anni sconvolti dall’accaduto.
L’operazione è riuscita, la pianta vivrà.

Questa voce è stata pubblicata in campino e olio, Fotografie 2011. Contrassegna il permalink.

14 risposte a Rizzaculi nell’ulivo ascolano

  1. Dario ha detto:

    Pronto a scommettere sul buon esito della tua operazione.
    Forse anche per l’occorsa perizia dell’architetto della Vertine da bere.

  2. Gielle ha detto:

    Quell’ulivo vivrà, un c’è versi liberato come è dai rizzaculi e da te che li controlli

  3. Silvana Biasutti ha detto:

    Si ha – ogni tanto – leggendo ‘sto blog (che pur mi piace molto), l’impressione che “i milsnesi” siano considerati una genìa danniva.
    Son d’accordo quando si tratta di ‘castigare’ certe molestie e certi abusi (che però non sono un prodotto tipico esclusivamente milanese); niente affatto d’accordo quando mi pare sia un pregiudizio di stile bossiano.
    Non so se mi sono spiegata bene, perché non voglio essere fraintesa!

  4. Silvana Biasutti ha detto:

    errata corrige: “i milanesi” (ovviamente).

  5. Andrea Pagliantini ha detto:

    Non sono afflitto da leghismo all’incontrario cara Silvana, non c’è verso attecchisca questa sindorme influenzale ideale.
    Ho parecchi amici e poi diversi lettori milanesi che sanno bene non ci sia niente di maligno nei confronti di quella bella città operosa e con un pò di nebbia ogni tanto, ma non è mai male specificare che non si tratta di acredine verso i milanesi ma solo verso quelle persone che fanno i popolani per passar bene spendendo sempre poco e ottenere il massimo dei risultati dando un prezzo a tutto, amicizia compresa.
    Qui ci starebbe bene un nèèèèèèèèè ma non ce lo metto perchè si trovano ovunque eleganti sospiri del genere, cito Milano solo perchè è più figo ma anche la cremeria dei nostri posti male non ci starebbe.
    Nessun pregiudizio verso alcuno di nazionalità, credo, idea, origine e luogo di nascita e residenza.
    Con il genere stronzetti.. che non ha frontiere, mi si passi un poca di allegoria.

  6. ambra ha detto:

    sempre mitico il Pagliantini…..

  7. Dario ha detto:

    La vulgata attuale imporrebbe di dire “quoto”. Invece io da milanese (quanto mi costa dire questo) firmo quel che ha detto Andrea.
    Dario

  8. Michele Braganti ha detto:

    sopratutto quando (solo alcuni) di questi milanesotti calano in toscana con la saccenza e la supponenza del cummenda e si fanno l’aziendina che fa il vino carino perfettino biodinamichino e si spacciano per agricoltori che da decenni lavoarno la terra…invece a guargargli le mani si vedono solo mani ben curate con smalto e crema…….ma vaia….!!!!!!!

  9. Andrea Pagliantini ha detto:

    Ripeto che non c’è nessun livore nei confronti dei vertinesi milanesi, inglesi, calabresi, unni o visigoti.
    La sola discriminante è non fare male al prossimo vivendo onestamente, in caso contrario, se uno reagisce è più che normale.
    Tranquillo Michele, i bilogicodinamicini con i tacchi a spillo e frac vedrai saranno i prossimi a finire nelle indagini per quest’onda di moda fatta come siamo noi solito fare talianamente.

  10. Silvana Biasutti ha detto:

    UN giorno ho portato al cimitero di Sant’Angelo in Colle le ossa di mio padre. (Le ceneri di mia madre no: mi aveva chiesto di portarle al suo paese in Francia, anche se si alzava sempre quando suonavano “Fratelli d’Italia”).
    Dunque ho portato quelle ossa paterne al cimitero del paese in cui sto; a Buonconvento ho commissionato una lapidina per l’ossario. La scritta dice: Tullio Biasutti Cittadino del Mondo.
    Non che non si possa essere stronzi anche essendo cittadini del mondo, per carità, tuttavia il mì babbo (come direbbe un toscano) xera venesian, si era sposato in Francia, a singhiozzo abitava a Milano, aveva diretto il casinò Uaddan a Tripoli, tenuto un ristorante a Cervinia, un altro a Pallanza, per quindici anni aveva solcato tutti i mari, aveva una mamma ebrea vissuta in Montenegro. Era infine morto a Milano ed è – attualmente (perché dovessi andar via me lo porto dietro) – sepolto a Sant’Angelo in Colle.
    I bravi santangiolesi, mi hanno chiesto che cosa voleva dire la scritta sulla lapidina. Capoccioni.

  11. Silvana Biasutti ha detto:

    Ah dimenticavo: il babbino aveva un babbo (mio nonno) friulano, agronomo, che aveva innestato viti in tutt’Italia!

  12. Andrea Pagliantini ha detto:

    Un giorno me ne parli del tu babbo e mamma, la storia mi intriga moltissimo.
    I cittadini del mondo hanno gli speroni affondati nel costato di Ronzinante non sono mai stronzi.

  13. Silvana Biasutti ha detto:

    Il babbo sapeva anche essere un po’ stronzo.
    Per esempio: l’anno scorso ero a Cava dei Tirreni, era il 9 giugno (il babbo era nato quel giorno); io mi ero un po’ distratta, senonché d’improvviso – dandomi appena tre minuti di vantaggio – piomba, dal quarto piano del palazzotto sotto cui mi trovavo, un toccone di marmo che fa esplodere il parabrezza della mia auto…ero appena scesa.
    Io gliel’ho detto al babbo che mica mi ero dimenticata del suo compleanno, ero solo un po’ distratta, in quel momento, ma siccome – da cittadino del mondo – lui si trovava a passare di lì aveva pensato che quello fosse un modo efficace di ricordarmelo!

  14. Andrea Pagliantini ha detto:

    I cittadini del mondo cara Silvana sono menti apertissime ma dispettosi come ghiandaie quando ci si mettono… il prossimo 9 giugno fossi in te ricorderei la data onde evitare di ricevere da un folletto di passaggio qualche colpo di vanga sulla porta di casa..

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...