Nel cuore del Chianti

Le fantasia della comunicazione del vino fatto nella in vigna, insieme ai venditori di sogni annessi a piscine, brilla per originalità scaturendo direttamente dal profilico estro stretto delle scarpe a punta.

Il Chianti essendo indefinitamente impalpabile e  astratto esteso a tutta la Toscana produce vino o quasi, attraverso le brillanti genialità di panini riempiti di fumo trapassa poggi e torrenti per adagiarsi sopra ogni pieghevole o sito spendaccione di fantasia.

“L’azienda e le in vigne  nel cuore del Chianti” oppure “l’albergo si trova nel cuore del Chianti” e via dicendo in un dispendio di atri e ventricoli assolutamente noioso e banale come se il Chianti fosse ovunque, avesse tutto cuore e fosse sprovvisto degli altri organi e privo  di orefizio anale come invece c’è, è presente e spesso risulta parecchio più grande e dimanico del cuore.

Intanto la fase vegetativa delle viti è avanti di venti giorni rispetto alla norma, così andando il merlot rischia di diventare uno sciroppo caramellato dal sapore di cotto se non raccolto a luglio.
Nel cuore del Chianti.

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23 risposte a Nel cuore del Chianti

  1. davidebonucci ha detto:

    L’orifizio anale del Chianti è l’ennesimo tuo colpo di genio 😀
    Direi che si vedono anche molto bene, anche senza bisogno di sentire la puzza, si riconoscono dalla profuzione di vitigni più o meno occulti, migliorativi come fosse antani…

  2. Rossano ha detto:

    “così andando il merlot rischia di diventare uno sciroppo caramellato dal sapore di cotto se non raccolto a luglio”

    Ottima definizione Andrea (come sempre del resto)… anche se io non ci sto tanto male non essendo un amante del merlot… anche se essendo più precisi non sono un amante del merlot in purezza… lo apprezzo invece nei tagli… in bassa percentuale…

  3. Andrea Pagliantini ha detto:

    FRa le tante versioni credo sia più onesta una versione in purezza alle tante miscele.
    Di merlot in tale modo ce ne sono diversi e non nascondo alcuni piacevoli.
    Poi se volete metto a anche i nomi, ma gorssomodo chi legge sa dove si va a parare..

  4. Rossano ha detto:

    Che sia più onesta in purezza non lo metto in dubbio… ma io non amo il gusto del merlot… è per questo che mi piace nei tagli in bassa percentuale… proprio perchè magari da quel gusto che riesco a tollerare in piccole dosi… e magari diventa anche piacevole…

  5. mario ha detto:

    …ed io che pensavo di essere”all’ingresso del chianti”..ma su google c’è anche il macellaio di mercatale a pochi passi da me che anche lui dice ”di essere nel cuore del chianti”…ma guarda un po’ ..ed io non sapevo ….. quante cose (balle) s’imparano….poeri noi!

  6. Andrea Pagliantini ha detto:

    Questione di gusti Rossano, comunque ora pare diventato sport nazionale criminalizzare chi ha il merlot dentro il vino anche allo zero virgola qualcosa.
    Pare gli innestini abbiano lavorato giorno e notte per riconvertire certe file di foglie rossee 🙂
    Mario, se ti metti a ercare in quel link di chicche se ne trovano parecchie…. nel cuore del Chianti a….. Montespertoli e altro e altro ancora…

  7. Rossano ha detto:

    Questa di criminalizzare chi ha il merlot non la sapevo… e come mai??? Da dove deriva questa guerra???

  8. Silvana Biasutti ha detto:

    Ma il merlot (nel taglio) non era super-tuscan-chic?

  9. Andrea Pagliantini ha detto:

    @ Rossano
    Hai presente le mode?
    Prima chi faceva Sangiovese, magari ci metteva Canaiolo e Malvasia e o Colorino e le raccoglieva al momento giusto senza tanti scrosci di aggiunte, senza disacidificazioni, senza lieviti, senza mannoproteine, senza azoto rpntamente assimilabile, trucioli di legno o baricche nuove, siringate di gomma arabica ecc. era un retrogrado antico.
    Andavano quei beveroni di frutta sciroppata neri come tante coscienze che ora fanno i puristi dell’autoctono e del biologico…. ma in linea di massima poi i volti rimangono gli stessi.
    Chi è rimasto sempre se stesso, vedrai che alla fine farà strada, chi vende fumo, illusioni e falsità, va sempre poco lontano.
    Non è criminale avere merlot nella in vigna, è peggio dire di non averlo nei documenti e farlo passare per Sangiovese.. discorso lungo, ma te assaggia e fatti guidare da ciò ti piace.

    @ Silvana
    il merlot nel taglio era super-antani-tuscan scicchissimo.
    Solo che quando si diceva in pochi che era una deriva sbagliata si passava per retrogradi, ora che tuti sono tornati indietro e vogliono passare per sangiovesisti, chi prima era rimasto tale e non si era spostato passa per andare dietro alle mode del momento…strano il mondo del vino ehhhh?
    Anzi, strano un pò tutto 🙂

  10. Rossano ha detto:

    oddio andrea… far passare il merlot per il sangiovese la vedo dura… sono risuciti a fare anche questo??? Incredibile! Non ne so’ veramente un cavolo… mi devo mette’ a studia’!

  11. Silvana Biasutti ha detto:

    Beh, caro Andrea, quello che era scicchissimo (mi ricordavo bene, allora!), ora è divenuto esecrabile; anzi, avere merlot o cabernet nella vigna (ben riquadrato e nominato come tale)è diventato quasi pornografia; soprattutto se lo dichiari e magari lo vinifichi e imbottigli come tale!
    Chissà perché! Sì, il mondo del vino è assai strano davvero.

  12. mario ha detto:

    ..e come x incanto o magia ..appaiono vermentini, malvasie nere (quella bianca …”è troppo faticosa”..),barbera…ma tutte/i ””’autoctone””(o quasi)…

  13. Andrea Pagliantini ha detto:

    @ Rossano
    All’atto preatico è successo anche quello, ovvero che nelle vigne ci fosse merlot e nelle carte ci sia stato scritto Sangiovese, prendendo anche dei bei contributi per fare le vigne dalla Comunità.
    Il collaudo, se fatto all’acqua di rose e potando le viti in fretta e furia per non far vedere il colore delle foglie all’ispettore della provincia, permette anche questo: che il merlot sia Sangiovese.

    @ Silvana
    mica è un delitto avere cabernet, merlot e affini piantati…. basta lo si dica.
    Distese di viti dalle foglie rosse d’autunno e poi tutto Sangiovese in purezza mi pare una presa per le mele.
    Negli ultimi anni gli innestini hanno fatto miliardi per riconvertire le viti giullari erano state messe nelle vigne.

    @ Mario
    c’è di tutto come ho detto prima, persino cannonau….

  14. Rossano ha detto:

    che dramma!!!

  15. mario ha detto:

    …meno male che c’è la vendemmia ”VERDE”..NON QUELLA DEL DIRADAMENTO…MA QUELLA ”COMUNITARIA-REGIONALE”,CIOE’ TOTALE.. PRIMA DELLA MATURAZIONE..”ADOTTATA ” X IL 2011 CON TANTO DI DECRETI E ..BOLLI IN TUTTO IL CHIANTI E CHIANTI CLASSICO ( X CHI LA VUOLE FARE,CHIARAMENTE)…forse vogliono ”far sparire” le tracce di grappoli non nostrali ..?

  16. Andrea Pagliantini ha detto:

    Scusami Mario, ma bisogna ti spieghi perchè non ci arrivo a questa cosa.

  17. mario ha detto:

    certo..sul bollettino degli agricoltori è apparsa la notizia che la regione toscana è la prima regione che a ”ottemperato ad uno dei ”vischiosi” regolamenti comunitari che da la facoltà agli imprendtori(falsi o veri)..di chiedere 3200 euro ad ettaro x vigneto di chianti o chianti classico purchè,oltre a presentare una domanda entro il 16 maggio,..vendemmino l’uva (cioè la distruggono totalmente..) entro giugno o forse luglio..un po come ”abortire” ..oltre a ”sperperare denaro pubblico…ci offendono…come facevano x la distillazione volontaria anni fa e come con le arance in sicilia ..più o meno ..io dico solo ”VERGOGNA” SE ATTUANO CERTì PROVVEDIMENTI..

  18. Silvana Biasutti ha detto:

    Ah, una specie di set aside dell’uva; immagino che nella sua vischiosità sarà d’aiuto a chi ha gli ettari iscritti a Pinco Pallo ma c’ha piantato un’uva fuori disciplinare…o no?
    Quando gli amici di città invidiano la qualità della vita ‘bucolica’, non sanno che i bracconieri sono a stendere trappole soprattutto per gli umani.

    Un paese di santi, poeti, burocrati e truffatori.

  19. Silvana Biasutti ha detto:

    Ah dimenticavo: gli ettari di cui sopra: per cui hanno magari preso i contributi comunitari. Ha ha (riso amarognolo)

  20. mario ha detto:

    …una cosa è certa…se tutto confermato e attuato , secondo me, (anche se i veri chiantigiani se ne ”infischieranno”…come fanno spesso di questi tempi..)..con questo provvedimento altamente burocratico-assistenzialista, vogliono colpire … AL CUORE il chianti !

  21. Andrea Pagliantini ha detto:

    Se l’agricoltura come ormai appare è ridotta solo a un cumulo di burocrazia e furbetti campano nelle pighe di uffici e decreti, dio me ne scampi e liberi.
    Per coltivare una fila di poponi ti annoccano le menti con dpr, piani di sviluppo, visure, minchie regionali e provinciali, caa e camere di commercio…. ascolti questi burocrati parlare come se da loro dipendessero i destini del mondo, mentre in massima parte non ne sono che il bachino della mela.

  22. mario ha detto:

    … e bisogna anche ”obbedirgli” l’unica sarebbe ,per chi ha lo scavatore, aprire una buca e….poi ricoprirla…richiuderla..

  23. mario ha detto:

    ..peccato che manca il commento qua di Filippo Cintolesi.. forse Lui ”indicherebbe il da farsi”…

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