Spiedini di sole e vento

La gioia di bimbetti struscianti nell’erba non ha eguali nel configurare o descrivere cosa sia lo stare bene.
In secondo piano ottime solidità alla brace che da vive hanno il marsupio e saltano, accompagnate da meraviglie della vite con radici in Calabria, Sicilia e Toscana.

La piacevolissima freschezza del Nero d’Avola d’alta collina del Placido Rizzotto di Libera Terra  ( da terreni confiscati alla mafia) che berremo anche  fosse aceto e diremo sempre chè la legalità odora di buono, il sontuoso San Giusto a Rentennato Riserva 2007 Le Baroncole che fra dieci anni sarà ancora meglio………. lo sciauru del profumo dello Stretto, vino passito di Greco e Zibibbo che nasce esattamente fronte mare poco distante da Villa San Giovanni, non la porta della Sicilia, ma la cara città davanti lo Stretto di Messina prodotto dalla Cantina Criserà.

Il sole negli ulivi, le fusa di un gatto, cangurini festosi e capriolanti.

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5 risposte a Spiedini di sole e vento

  1. riccardo ha detto:

    cos’è questa storia dei canguri che ogni tanto tiri fuori?

  2. Dario ha detto:

    Nella foto centrale riconosco i profili genetici di Panezio Necci e Nana Damigiana. Questa non è storia, ma cronaca.

  3. Ci ha detto:

    La fatica, la testardaggine, il voler bene ai tuoi posti alla fine hanno pagato, ora sono posti vivi e frequentati.
    Non c’erano dubbi riuscissi a fare cose belle tenace e determinato come sei… ma occhio a non esagerare con gli sforzi….

  4. Andrea Pagliantini ha detto:

    La storia dei canguri risale ad un pò di tempo fa, ovvero a quando una dolce volontaria animalista mi tira fuori quei saltatori da custodire per un poco, (accidenti ai suoi occhioni) che mi fecero pigliare queste palline matte rimbalzano ovunque 🙂
    No, scherzo, sono docili e giocherelloni, a volte permalosi quando si vogliono infangare o schernire per una seria difficoltà fisica, solo che si riproducono allo stremo delle forze e diventano una tribù.
    Ora sono rimasti solo il maschio e la femmina, ovvero, come dice Dario il duo Panezio Necchi e Nana Damigiana.
    L’animalista ora ha spazio e li rivorrebbe, solo che sono un pò dispiaciuto a renderli indietro, mi ci ero affezionato a vederli rimbalzare lì all’oliveta della cappella dalla mattina alla sera insieme a quell’altro matto di gatto che ci staziona..

  5. Rossano ha detto:

    pensavo che fosse una favola quella dei canguri… e invece te Andrea anche a questo giro mi hai sorpreso!

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