Sostiene Pereira

Sostiene Pereira che occuparsi della pagina culturale di un giornale  proiettato al passato in tortuose giravolte, permetta di sentirsi  sereni nella coscienza come fosse un ambiente  sterile dal resto del giornale, pubblicando in piccoli spazi versi di scrittori francesi dell’800 che quasi nessuno leggerà, pensando con questi di contribuire a modificare le coscienze con piccoli, impercettibili, ma a lui mostruosamente grandi gesti di sovversione al sistema, salvo poi strariparsi ogni sera di omelette alle erbette con acqua  frizzante di accompagno per non mescolarsi alle genti dei tavoli accanto su cui un bicchiere di rosso non manca.

Sostiene Pereira di passare ore nei caffè letterari ascoltando in sordina gli argomenti sul destino del mondo diretto nella sola direzione dei soldi che anestetizzano le idee e le coscienze e in cuor suo da piccolo sovversivo e conservatore si compiace delle poesie francesi dell’800 scritte in piccolo (che nessuno  legge) come sberleffo massimo al paese di banchieri e biscazzieri.
Sostiene Pereira che una mattina, mentre al giornale correggeva bozze varie scritte da coltivatori diretti russi del primo novecento, un boato immenso scosse i mobili, mosse i lampadari e ruppe vetri e vide  il magnifico palazzo di fronte del seicento che non c’era più, avvolto in una nuvola di fumo e polvere bianca.
Sostiene Pereira che il fisico panzuto e frollo divenne elastico come la voglia di capire  e si trovò  in mezzo alla strada appena dentro il polverone cercando di vedere e raccogliere i pianti dei presenti e la rabbia di altri.
Sostiene Pereira non fosse un atto folle e bombarolo di qualche scalmanato, ma  la semplice esecuzione  marche da bollo apposite, di un’ ordinanza imponeva la perdita collettiva lenta della memoria storica dei luoghi e chi si era, lasciando spazio alla costruzione fresca e lieve del primo di tanti insediamenti grigio cemento di un centro commerciale con arnie per uffici, centri benessere, massaggini arditi.

Sostiene Pereira di sostenere di aver capito in quel momento l’impossibilità del quieto scorrere del tempo e del suo stare fuori in quel suo limbo  di versi francesi dell’800 in piccolo negli angoli del giornale posti fra una pomata per le emorroidi e un’estrazione a premi per le colonie marine.
Sostiene Pereira di sentire la testa girare e gli anni passati soffocanti e stretti alla gola, sciolse il riserbo fra gettare cintura o bretelle non fidandosi nemmeno dei suoi calzoni e sfilata la striscia di pelle alla vita,  la giacca, ciancicata su una spalla come mai in vita sua aveva osato fare, cominciò a spiegare al primo passava la miopia del perdere coscienza del passato nei propri luoghi per colpa di ladri di storie e il passante capiva che era importante sentire Pereira e parlare con lui.
Insieme, contro i ladri di identità e di storie.

Sostiene Antonio Tabucchi che lo scribano di queste bischerate sia messo a sedere su un guanciale di pruni.

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