Sotto il mio colpo la muraglia crolla

E’ il motto della Contrada del Valdimontone che ha iniziato le celebrazioni della Festa Titolare con un cena negli  scenari di una terrazza e un prato con mille  scorci su Siena sempre affascinante di notte.
Contrada di popolo e di grandi regine della cucina le signore del Montone che con una pasta al forno con rigatino e funghi non meritano le stelle delle guide ma tutte quelle per aria di notte messe insieme, per non parlare degli altri piatti cucinati con infinita destrezza.

Le signore in cucina, gli affettatori di prosciutto, i ragazzi ai tavoli, i versatori di prosecco….. forza umana  di presenza volontaria.

Questa voce è stata pubblicata in Fotografie 2011, Palio. Contrassegna il permalink.

14 risposte a Sotto il mio colpo la muraglia crolla

  1. anna maria ha detto:

    condivido in pieno quanto da te scritto….siamo stati una volta alla cena Pre Palio dell’Onda e siamo rimasti scioccati dalla bobtà dei piatti (ed anche dal fatto che arrivassero caldi) dalla velocità nonchè cortesia del servizio
    Buona giornata

  2. Rossano ha detto:

    La cena pre-Palio si chiama CENA DELLA PROVA GENERALE…. scusate ma so’ fissato con le terminologie… come giustamente tempo fa Andrea sottolineò… Andrea ti devo anche dire che questo discorso <> merita un 10!!!

  3. Silvana Biasutti ha detto:

    Ecco, una volta – con antichi amici senesi (ora non ci sono più) – andavo alla cena della prova generale, proprio nella contrada di valdimontone.
    Lo scenario, dall’apparecchiatura digradante, le sera che insolve, le luci tremolanti, le voci, i saluti al cavallo (non so se abbiano una denominazione particolare, ma sono commoventi, tanto il cavallo è consapevole).
    Ho conosciuto la storia delle attività laniere, ammirato la formella con l’ariete che sbalza, gustato il cibo antico e conosciuto la gente. Sono passati diversi anni, era una Siena diversa, meno saputa e tuttavia più affettuosamente colta; meno intenta a fare i conti e più consapevole dei valori che contano; meno turismo d’accatto e più accoglienza. O sbaglio?

  4. Valerio ha detto:

    Ciao Andrea , ho postato su Flickr la foto che ti ho mandato ed ho messo un tuo commento che mi hai fatto , spero che non ti dispiaccia , allego il link così puoi vederla .
    ciao

    Fiore by bayer

  5. Stefania ha detto:

    Questa comunque era la cena della “Festa Titolare” 😉 La prima contrada a girare è il Montone! La prima festa dopo il lungo inverno…e l’aria di Palio si avvicina….Una delle cose più belle di Siena è quando si comincia a sentire le prove del tamburo che echeggia in città…

  6. Andrea Pagliantini ha detto:

    Rossano,fai bene a puntualizzare i nomi esatti delle cose, non aver timore a farlo ogni volta ne trovi, che i nomi, i luoghi ecc. sono davvero importanti, specie in una tradizione storica come il Palio di Siena.
    Ogni Contrada è un mondo diverso, ma ognuna è retta assolutamente dal lavoro volontario di decine di prsone di ogni età, e questo è sempre bene non dimenticarlo mai, in un’epoca in cui i soldi pare prendano il sopravvento su tutto e tutti.
    Si Silvana, lo scenario è cambiato ed è sempre meno vero e ruspante, però nel frattempo è cambiato anche il mondo e la gente… preferisco anche io la genuinità, ma i tempi lo vedi da sola che sono quelli che sono.
    Si, è vero si inizia a sentire nell’aria il pizzicore del Palio si avvicina, i tamburi al sole ne sono un segnale..
    Valerio, hai fatto benissimo ad usare la tua foto con le parole ci siamo scambiati in privato riguardo ai diserbanti.
    Volevo riparlarne di diserbo e mi sarà molto utile la tua foto.

  7. Dario ha detto:

    Le parole sono importanti.
    Mi sono piaciute molto, fra quelle dette da Silvana, “una Siena meno saputa”.
    Punto centrato.

  8. ag ha detto:

    Non è il “meno saputa”, è il “più affettuosamente colta” che fa la (grande)differenza.
    La differenza che passa tra unica e mediocre.

  9. Dario ha detto:

    Questione di punti di vista (gazzilloramente si direbbe IMHO): per me la fa la “meno saputa”, che permetteva di conservare l’affettuosamente colta. Intimità del canterano.

  10. ag ha detto:

    Ciao Dario. Intanto ringrazio la Silvana che da “straniera” ha usato grandi parole, poi ci torno sopra: al di là degli aggettivi, sono il “meno” e il “più” che rendono la fondamentale differenza di atteggiamento, tra il dare e il sentirsi in dovere di essere omaggiati.
    Tra essere unica e l’essere mediocre, appunto.

  11. Dario ha detto:

    Ciao Ag. Ci torno sopra anche io: nell’epoca dell’esserci a qualsiasi costo, della sovraesposizione, del partecipare a qualsiasi prezzo, mi fa più sugo una sottrazione (e in termini gastronomici, quindi, una riduzione) che un’addizione. Per questo mi piace più “Siena meno saputa”. Ossia meno conosciuta dai più.

  12. filippocintolesi ha detto:

    Silvana, tu giri il coltello nella piaga… Siena, quella Siena, non esiste piu’ da un bel pezzo. Ora c’e’.. ora c’e’.. lasciamo stare, va’.

  13. ag ha detto:

    Caro Dario, magari fosse quello il senso di “saputa”, magari……

  14. Silvana Biasutti ha detto:

    Ma no, quelle di ora sono incrostazioni; i tempi cambiano e le incrostazioni possono essere raschiate via. Ci vogliono tempo e determinazione. E un giro di vento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...