Porta dolce Havana

Dove sia stata reperita la ricotta necessaria per la riuscita del dolce nel quartiere Vibora dell’Avana resta un mistero, tuttavia è stato gradito e festeggiato proprio nel momento in cui una tubazione dell’acqua è saltata per aria per via della pressione aprendo asfalto per la gioia di chi ha visto la novità come una doccia improvvisa e non come una lamentela al comune come siamo soliti fare  nelle nostre solite lagne senza capire poi a chi spetta la competenza di chiudere la cannella.

In giro non c’erano milanesi sennò accomodavano tutto loro.

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8 risposte a Porta dolce Havana

  1. Laura ha detto:

    Noeeee, passi per il dolce ala ricotta, ma milanesi mai contenti e perfettini per le spiaggie bianche e belle dell’Avana, no davvero, andrebbero tenuti a distanza nèèèèèèèèèèè almeno dai posti belli…..

  2. Andrea Pagliantini ha detto:

    Meglio una rumaiolata nei genitali subito che andare all’Avana e avere vicino un milanese di quelli sanno fare tutto loro e non sono mai contenti.
    Ma lì credo sia difficile trovarne: mentre parlano di soldi, traffico e code di paglia i cubani gli fanno due curegge e tre passi di salsa e vanno via.

  3. Silvana ha detto:

    Perdete la speranza giovanotti e giovanotte. La Habana brulica di milanesi – di tutti i formati – che riparano o si riparano, che ballano e che pure consumano. Potreste proporre un loro invio a Guantanamo.
    I milanesi sono dovunque (sono, anzi siamo, tantissimi); si stanno un po’ diradando nella provincia di Siena, ma ci si inciampa ogni dove, nel resto del mondo.
    Portate pazienza, oppure ballate in contrada, a porte chiuse, chiudendo fuori i (pochi) milanesi rimasti!
    PS la ricotta a Cuba ce l’ha portata un milanese incallito, a cui però hanno impedito di riparare l’acqua, perché avevano chiamato (un mese prima) un senese che aveva assicurato che in mezz’ora era lì. Hasta muy pronto.

  4. ag ha detto:

    Il senese si sarà fermato a bere un mojito al Bodeguita….

  5. Andrea Pagliantini ha detto:

    Credo molto elegantemente la Silvana abbia dato di emeritissimo stronzo a chi generalizza e fa di ogni erba un fastello…… e non ha tutti i torti.
    Di milanesi ne ho conosciuti tanti negli anni, prima fra tutte una signora e suo marito che sono arrivati qui alla fine dei sessanta, amanti molto più di noi del luogo dove siamo e viviamo. Persone dolcissime, sempre con un bassotto dietro e dal cuore e rispettabilità grandi.
    Poi ne sono arrivati e ne ho conosciuti altri, ultimi dei quali non sto a sciuparci neanche aggettivi, il che vuole dire equipararli tutti in un generico milanesi è da bischero galattico.
    Bisognerebbe coniare un nuovo termine che accolga tutti questi risaliti…
    Silvana, credo de ser un cabron de delicadeza 🙂

  6. Liz ha detto:

    Ma siete sicuri che questa ricotta è milanese? Comunque una torta così va molto d’accordo con “el calor cubano”.
    Andrea bella definizione la tua 😉

  7. Silvana ha detto:

    Ma come facevi a sapere che ho un (spiccata) passione per le capre? Animali diabolici ma perspicaci – occhi di brace che ti guardano dentro, e … vedono! –
    Y los cabrones pagliantinos son un poco amardos (traduco per evitare fraintendimenti: “amari”), mas bonitos.

  8. Andrea Pagliantini ha detto:

    Los cabrones pagliantinos creo que son tambien muy cabezudos en un amor verdadero por el lugar donde vive…

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