Lupa fra i rosati

Al termine della splendida serata nel terrazzo sopra le fonti della Contrada della Lupa organizzata dall’Enoclub con abbinamento cibo curato da Daniele Dattoli e rosato del territorio, le più scalmanate erano due angeli di bambine di 4 e 6 anni mentre i grandi godevano il fresco notturno in un posto che richiama aggettivi infiniti.

Sei i rosati presenti, alcuni con il produttore altri con l’enologo li segue: Campriano, Monteraponi, Palazzo di Piero, Poggerino, San Donato in Perano e Val delle Corti.

Tutti figli di estrazione da salasso per vini rossi destinati ad essere molto importanti, tranne uno, Mustiola di Palazzo di Piero con uva raccolta appositamente per fare rosato e vinificata in bianco senza macerazione, con sgrondo del fiore e pressatura ai minimi termini.

Tutti buoni, conosciuti e piacevoli non per esigenze diplomatiche ma perchè lo sono, vini dal colore proprio che non tendono al corallo, ma sono come nascono.
Una parola in più per Campriano, azienda di Murlo che se il rosato è il fratello più giovane del rosso ha in cantina, diventa molto, molto interessante da conoscere.

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