I vestiti del fantino della Torre

I tre giri di Piazza a cavallo nel Palio di Siena sono l’equivalente di una tappo estratto da una bottiglia di vino: il gesto ultimo dell’assaggio e delle emozioni calano lungo la schiena o le papille gustative che rimane impresso, dimenticando però cosa sta a monte di una cavalcata sul tufo di Piazza o di un tappo che salta e vino scende nel bicchiere.

Nel Palio ci sono  riti accompagnano da secoli l’evento, dall’assegnazione dei cavalli, al corteo storico, all’uscita dall’entrone fino ai tre giri di piazza.

Ma non sono altro che la punta emergente di un fitto lavoro di eventi, socialità divertente o aiuto al prossimo, di rapporti umani e vita dei rioni, di amicizia e fitta rete di salame con bicchiere di vino che dura tutto l’anno e poi sfocia nelle due date di corsa del Palio (2 luglio, 16 agosto).

E in mezzo a tutto questo botteghe di artigiani, abili ricamatrici, fini intagliatori, restauratori e partigiani dell’arte e della manualità usano le proprie capacità al lustro della Contrada.

Si parla del vestito del fantino della Contrada della Torre per aver avuto l’onore di veder crescere e documentare questo fitto lavoro di artigianato che ha messo insieme i tamburi, le bandiere, il vestito e lo zucchino.

Il rosso cremisi impreziosito dalla pittura dell’elefante  grintoso e rampante nel giubbino,lo zucchino e le bandiere dipinti da Vita Di Benedetto, ricami e cuciture di Paola Rosini, i tamburi dipinti da Lorenzo Monciatti, lo zucchino di vetro resina imbottita realizzato da Alessandro Brocchi.

Una rete artistica, manualità artigiana, socialità e aiuto al prossimo, diverimento e cultura del territorio moltiplicata per le 17 Contrade danno vita al Palio di Siena.
L’equivalente del lavoro invisibile sta a monte di una bottiglia di vino appena stappata.

Questa voce è stata pubblicata in Arte e curtura, Fotografie 2011, Palio. Contrassegna il permalink.

15 risposte a I vestiti del fantino della Torre

  1. Liz ha detto:

    “La prima virtù di un dipinto è essere una festa per gli occhi”. (Eugène Delacroix)

  2. Isabel ha detto:

    Voglio assolutamente il foulard della Torre….

    per ovvi motivi…;-)))

    un abbraccio caro Andrea

  3. Dario ha detto:

    purtroppo il foulard della Torre non esiste

  4. bobbe ha detto:

    Andrea, potevi anche scegliere un’altra contrada!!!
    Magari quella che ha vinto a luglio…. 🙂

  5. mauri ha detto:

    isabel@io il tamburo!!
    andrea@è la mia contrada!!!
    liz@yesss

  6. Rossano ha detto:

    Caro Dario… cambierei, il tuo messaggio, con “per fortuna” e non “purtroppo”!
    Ringrazio Andrea per queste bellissime foto che ha pubblicato, ma sopratutto per le poche righe che ha scritto che, secondo me, hanno, nelle parole, amore per la festa…per la città… per la storia!

  7. vita ha detto:

    Caro bobbe, vuoi mettere il color cremisi, con il bianco, rosso e verde? basta solo questo!

  8. vita ha detto:

    Andrea, non smetterò mai di ringraziarti per la stima che hai nei miei confronti e della mia arte. grazie

  9. Andrea Pagliantini ha detto:

    Io mi sento solo uno spettatore esterno, privilegiato spesso dal poter vedere di persona cosa sia l’approccio e l’avvicinamento al Palio con i suoi riti, ma soprattutto con il lavoro e la socialità vi stanno dietro.
    Felicissimo se vince la Torre, l’Onda, la Lupa e il Montone per amicizie e affetti mescolati, quindi già solo per questo motivo si capisce quanto ne sia uno spettatore attento ma esterno.
    Appena rimetto piede a Siena Isabel, sarà mia cura farti avere il fazzoletto della Contrada della Torre da non sbagliare con fular che i nomi sono importanti e soprattutto quel pezzo di stoffa cremisi è l’orgoglio di una delle 17 umanità di Siena.
    Bobbe, il Palio di luglio c’ero e non ti dico la felicità delle persone con cui poi ho condiviso la serata……… si è parlato persino di calcio… e questo dice tutto 🙂
    Vita, a te che devo dire che giò non ti ho detto? Io arrivo con le foto dove non arrivo con il pennello o le forbici grosse per potare al posto della tavolozza.
    E’ bella Siena nei suoi colori immortali.

  10. Silvana ha detto:

    Ma, ovvìa, “foulard” è praticamente una parolaccia, una blasfemia.
    Fazzoletto. E’ la prima cosa che ho imparato. Si dice fazzoletto, e mentre scrivo mi gonfio come un tacchino (altro che l’oca: ha ha!).

  11. Rossano ha detto:

    Grazie Andrea per la puntualità!

  12. Filippo Cintolesi ha detto:

    Il fazzoletto di una Contrada si trova in quella Contrada.

    Notevole il tamburo per chi suona di destro e quello per chi suona di sinistro.

  13. Rossano ha detto:

    Aggiungo: magari Andrea tutti gli “spettatori esterni” fossero come te… peccato che sono tutto il contrario!

  14. Stefania ha detto:

    Vorrei aggiungere che Vita di Benedetto e Paola Rosini, sono delle donne dalle mani d’oro: pittrici, ricamatrici e grandi cuoche.

  15. Pingback: Andrea Pagliantini » Blog Archive » Elefanti a in Milano

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