La ficata

Prelibatezza fatta con ingredienti sani e stagionali che piace tantissimo al nostro papy-presidente tanto che arriva ad ordinarne ben undici per sera a rischio colica di angina pectoris.

Prosciutto crudo ma di quello bono, mozzarella, un pochino di stracchino e scaglie di fico biancuccio, un filo d’olio sopra a crudo e macinata di pepe.

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Questa voce è stata pubblicata in cose buone dal mondo, Fotografie 2011. Contrassegna il permalink.

10 risposte a La ficata

  1. vita ha detto:

    una pizza che ha avuto un gran successone……..tra gli uomini!! è veramente buona e bella da vedere…..

  2. Laura ha detto:

    Allora, tanto per dire, i milanesi cari questa pizza la chiamerebbero figata nèèèèèè???

  3. bobbe ha detto:

    mi hai fatto venire l’acquolina in bocca!!!
    ora provo a farla, poi ti dirò il risultato…

  4. Gian Marco ha detto:

    mi è venuta fame!

  5. Andrea Pagliantini ha detto:

    Di come la chiamerebbero i milanesi questa pizza un ce ne pole fregà di meno.
    Non per superbia, non perchè siamo meglio, ma semplicemente perchè siamo molto diversi (io almeno si) e rivendico tutta la mia diversità.

    Che poi Bobbe si dedicasse a gustare la ficata non v’era dubbio alcuno (fresco di addio al celibato) e cultore di cose buone e se vedessi il gran mondo di bellezza sta dietro a chi impasta queste pizze ne mangeresti anche più del papy-presidente, e a te Gian Marco con sopra l’ottimo olio ligure una goduria assoluta.

  6. Roberto ha detto:

    Mi ricorda il Baralla…quello che morì senza assaggialla…

  7. Silvana ha detto:

    Non credo proprio che il papy-president sia in grado di mangiare questa pizza. Secondo me diffiderebbe, e poi questa è una pizza per gente dotata di pensiero laterale, e il sciur papy è mono-pensiero, lui pensa solo a … sé stesso. Ha ha ha.

  8. Stefania ha detto:

    Ma quante ne inventano “Sotto il Ponte”!!!! 😉

  9. Andrea Pagliantini ha detto:

    Roberto, localmente potrei rispondere con il disollazzo “Gianco, quello più strullo del branco”, ma poi meglio non lo dica che qualche coda di paglia ci si potrebbe riconoscere 🙂
    Benritornato, un abbraccione.

    Bisogna tener conto della qualità dell’impasto, di chi lo fa, di chi lo lievita, del brio ci mette, dei fari verdi….. Silvio vede una cosa sola, una stanza umida e diaccia (fredda) che lentamente si aggira sul suo bonsai pensiero…… non è la moltitudine di skhaw, ma l’ufficio anagrafe di sanvittore……….. e lì pizze così buone non ne fanno.

  10. Roberto ha detto:

    Andrea grazie e ben ritrovato a te e al blog 🙂

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