Il pozzo dei desideri

Un luogo merita una visita in stagioni diverse per il mutare di sfondi nella sua campagna: d’estate nel secco di stoppie, a primavera nel verde lussurioso, d’inverno per le sfumature degli zolloni rigirati dagli aratri.

Ma stona con tutto il contesto Pienza l’incuria con cui sono tenuti i pozzi sparsi per le vie, soprattutto quelli accanto al Palazzo Piccolomini, uno dei quali (mancante di una pietra sotto l’inferiata di protezione), viene usato bellamente dai passanti come cestino portarifiuti con il fondo intonacato da ogni schiferia.

La maleducazione non dipende dell’amministrazione comunale, ma se la gente trova invitante un pertugio senza una pietra o una grata dalla rete a maglia larga in cui infilare la propria imbecillità, l’amministrazione non  farebbe bene a rendere meno appetibili i pozzi ai lasciti di infelici, ripulendo e  usando maglia di rete più stretta per chiudere le gratelle dei pozzi?

Questa voce è stata pubblicata in Fotografie 2011, Porcate. Contrassegna il permalink.

9 risposte a Il pozzo dei desideri

  1. Concordo, e dal vivo è ancora più orribile…Una cosa ancora più brutta sono tutti i chewingum “biascicati” appiccicati sopra un ponte che dal porto dove attraccano le navi da crociera va verso Venezia città…..Toscana voglio vivere così proprio non ci azzecca in questo post….;-)

  2. angelica ha detto:

    E’ un malcostume tanto diffuso che si potrebbe dire norma, aiutato nel suo esistere come tale dall’incuria delle varie amministrazioni comunali verso i beni pubblici. Eppure sono certa che nelle nostre case non buttiamo le cartacce ovunque ed allora perchè mai lo facciamo fuori casa? Forse non abbiamo ancora metabolizzato che le città altro non sono che le nostre “case allargate”?. Forse il problema nasce da quel senso distorto di individualismo che ci induce a credere, sbagliando, che tutto quanto è oltre la nostra porta non ci appartiene!. E quindi è la nostra coscienza sociale che è carente? In quanto alle amministrazioni comunali cieche e sorde valutiamo che ad eleggerli siamo stati noi e quindi mandiamo a casa chi fa politica per fini e scopi propri.Angelica

  3. Laura ha detto:

    Ma è possibile nessuno si sia mai accorto prima che i pozzi venivano usati come bidoni della spazzatura?

  4. Andrea Pagliantini ha detto:

    E’ vero quanto dice Angelica, ovvero ciò si trova fuori del bordo delle nostre case non interessa, non riguarda, perdendo di vista il fatto che il patrimonio storico, culturale, ambientale è di tutti e va tutelato e soprattutto rispettato.
    La nostra coscienza sociale e ambientale inizia e finisce nella mela destra dei calzoni dove si tiene il portafogli, oltre si vede poco o niente.
    Ci si infdigna per una cosa lontana, ma poi si fa finta di niente quando dove si vive viene aggredito e minacciato.
    A Pienza, un luogo come Pienza, non fa onore vedere ridotti gli antichi pozzi cittadini come un bidone dela spazzatura.

  5. Silvana ha detto:

    “voglio vivere così” è uno dei più infelici spot pubblicitari mai visti; a cominciare dalla musica presa dall’era (e dalla poetica) fascista, per continuare con un ‘modello’ di donna gradito alla berlusconeria della cosiddetta opposizione.
    Dimostra, ancora una volta, e se mai ce ne fosse stato il bisogno, che chi governa la Toscana non sa perché essa colpisce al cuore così tante persone e non ne apprezza l’anima. Del resto è ben stato un assessore regionale a dichiarare pubblicamente: “non ne possiamo più dei cipressi, vogliamo anche noi le fabbriche, per farvi vedere che non siamo gente di campagna” Avanti con le fabbriche che faremo tutti la fila per ammirarle, buttando i kleenex nei vecchi pozzi, fatiscenti e inutili orpelli di un tempo ormai finito!
    Non voglio vivere così, non vogliamo vivere così.
    Chi insozza il paesaggio (e la poetica) della Toscana non la merita. E dopo ‘sta bella tirata:
    ma con tanti vigili, con tanti posti occupati nella pubblica amministrazione, con tanta comunità montana in pianura, con tanti costi, una bella multa?
    Sulle rive del Mississipi ho letto una scritta: “100$”. Era la multa per chi lasciava lì un mozzicone o un brandello di carta o un kleenex. E la multa viene puntualmente comminata a chi insozza.

  6. Andrea Pagliantini ha detto:

    Mi ha contattato la proloco di Pienza dicendo che inoltrerà “a chi di dovere” la richiesta di pulizia dei pozzi cittadini.
    Una bella e buona notizia dovessero davvero tornare puliti.

  7. vita ha detto:

    il bellissimo pozzo, se tanto un serve per buttarci la monetina per esprimere un desiderio, basterebbe metterci una rete metallica, noo?

  8. Liz ha detto:

    Delle scritte come quelle che dice Silvana le ho trovate in giro per l’Australia, ma erano $500 per chi lasciava delle schifezze fuori dai cassonetti.

  9. Andrea Pagliantini ha detto:

    Multe salate per chi lascia fuori dai cassonetti la spazzatura e multe salatissime per chi mette tutto insieme senza suddivividere…. ma so benissimo siano idee folli e da mondo dei sogni le mie, però è anche vero che la gente in genere la si educa sempre partendo dai posti più sensibili, non il cuore ma il portafogli.
    A Pienza invece basta solo una rete a maglia più stretta e rimettere un pezzetto di marmo mancante.
    E intanto si aprla di condono fiscale e pure edilizio, tanto per dare un toccco di classe e legalità a questo nostro bel paese in cui si trovano bene solo i farabutti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...