Etruscany

Termine di nuovo conio raccoglie tutto il vero finto toscano creato nell’immaginario collettivo da pubblicità, letteratura e film e poi trasferito nel vivere quotidiano riconoscendo come capostipite del filone il nonno del mulino bianco e le giacche di velluto gaddesche.

Aspri paesaggi rurali rustici e asprigni siliconati di fontanine bianche, cipressi arizona e cedri del Libano, casali imbanditi di sasso pare vero cemento e piscine dove ruota intorno l’universo intellettuale del movimento innaffiato di sprizze, salatini, sangiovese ridotto a morbidezza di cedrata Tassoni, stelle, stelline, scarpe a punta, riuniti insieme per una caccia alla volpe o una tegamata di tipici pici al sugo di cignale dopo panzanella alla musse di caviale.

Aziende biologiche spianano colline ma piantano tre cipressini e disintegrano ulivi e salici, l’arte orafa della minchiata venduta al passante come brigidino turistico, tre maiali cintati in una in vigna di merlò intrensecato cabernè che fanno molto dipinto del Buongoverno  e parecchio salame di cinta e pecorino senza pecore e maiali (che hanno cattivo odore) i film di Pieraccioni, le risposte hollivuddiane del paziente inglese e  del ballare da sola sotto il cielo della in Toscana.
Sciami di americani attratti dal finto vero luccica e gli costa parecchio.
Sangiovese spumantizzato, cipria di cipresso, cozze e buristo, casale con fontanina bianco nuziale e cancello blindato, trattore con navigatore satellitare.

Poi ci mette del suo anche Bocelli.

Etruscany.

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18 risposte a Etruscany

  1. Laura ha detto:

    E’ oscena quella piscina contornata dai cipressini……………

  2. Rossano ha detto:

    Da schianta’ dal ridere (da piangere?)!!!

  3. Silvana ha detto:

    L’autunno della comunicazione – dicevo altrove – corrisponde all’autunno della realtà (così come era e come transita). La realtà non ha sempre un transito naturale; spesso viene truccata per far vedere che c’è anche ai più grulli. Per esempio la Toscana, che si traveste da Toscana (e poi magari ci canta sopra “voglio vivere così”) lo fa per farsi (ri)conoscere da quelli che l’hanno solo sentito dire, ma che non hanno esperienze personali. Vale anche per Milano – dove mi reco per x giorni e da cui vi manderò sentiti saluti – però lì si vede meno…

  4. Gielle ha detto:

    Anche la fontanina bianca della foto fa piuttosto cacare, come tutte quelle sparse per vecchie case coloniche che non si sa più cosa sono

  5. Gian Marco ha detto:

    Bocelli, ci scommetto, è la colonna sonora “a sua insaputa” di questo video. Non credo che c’entri nulla con questa promozione dell’Etruscany.

    Bella l’espressione “Toscana che si traveste da Toscana”, prima o poi la riciclo 🙂

  6. Filippo Cintolesi ha detto:

    “… La toscanita’ e’ un dato ovvio e innato come quello di ogni altra condizione locale. Piu’ di altri tuttavia e’ divenuto un concetto e una elettiva assunzione di valori. Se pero’ rivado a Soffici, a Papini, a Cecchi o a Campana o ad altri che piu’ l’hanno affermata come tale, la toscanita’ non ostenta alcuna albagia, non esibisce alcun pavoneggiamento. I grandi titoli della gloria domestica sono messi da parte: quello che la parola toscanita’ evoca e’ piuttosto sobrieta’, elementarita’, concretezza; qualcosa di spoglio, di arioso da cominciare e non da celebrare. Cosi’ e’ sempre stato nei momenti buoni, vivi; non in quelli meschini, quando la nostra cultura nella sua fiacca ha ripiegato sulle proprie frontiere a difendere ceneri ormai fredde o delizie vernacolari.
    Mi auguro che se farete leva su questa ‘categoria’ non sia per chiudervi ne’ per circoscrivere un piccolo mondo o una grande memoria ne’ per rimuovere o per escludere il diverso. Si e’ tanto piu’ toscani quanto meno si toscaneggia. Altrimenti si e’ toscanucci e non e’ una bella razza.”
    Mario Luzi, “Toscana Mater”, 2004

  7. Andrea Pagliantini ha detto:

    Credo anche io Bocelli sia immune da quel video perchè è di una tristezza unica come una infarinatura di luoghi comuni essendo la Toscana diversa e meno poetica nei paesaggi di come mostra il video.
    Bella la definizione di Luzi sulla concretezza e sul qualcosa di spoglio, ma in generale mi pare non sia più così, ovvero l’immagine ha preso il posto della sostanza, la finta Tuscany ha quasi preso il posto a quella vera.
    Tante piscine, cipressini, lampredotto ai pranzi di gala, ostriche e gamberoni nelle case.

  8. Rossano ha detto:

    Ecco un’altra perla che ho trovato: “Chiantishire” presso San Casciano Val di Pesa… non ho parole… volutamente sono scarno nel descrivere la cosa… se ne siete incuriositi vi mando dettagli!

  9. Andrea Pagliantini ha detto:

    Che sia qualcosa relativo al nuovo stabilimento delle rulotte in cui il sindaco di San Casciano VAL DI PESA diceva fosse un vanto per tutto il “Chianti”?
    Manda dettagli, manda, non aver timore..

  10. Rossano ha detto:

    come mai non mi fa scrivere^?

  11. Rossano ha detto:

    Cliccate sul link sopra ed avrete i dettagli.

  12. Andrea Pagliantini ha detto:

    Visto il linche che hai messo e constatato il fatto che chi è ospitato in quella struttura non si troverà nel Chianti ma nella Val di Pesa, bella zona anche quella ma un pochino distante dal Chianti.
    Però da quelle parti abitavano il Pacciani e i compagni di merende.

  13. Rossano ha detto:

    Bravissimo Andrea… era proprio quello che volevo dire… inoltre hai nominato “persone” che da più di un anno hanno turbato le mie notti e i miei pensieri… ed anche oggi lo fanno…

  14. Andrea Pagliantini ha detto:

    Non dirmi che hai i sonni e il riposo turbato dai comapgni di merende!!!!
    Ne è rimasto uno solo e più rincoglionito del solito di quei “cari ragazzi” quindi non aver timore…

  15. Rossano ha detto:

    non per i compagni di merende… per tutto quello che è stato, è e sarà la faccenda “mostro”… mi ha proprio coinvolto… e sinceramente ci sto male… ed ogni volta che sento qualsiasi riferimento ci perdo il capo…

  16. Andrea Pagliantini ha detto:

    Non ce lo perdere il sonno e il capo con quella banda di mentecatti residenti e operanti nella Val di Pesa….

  17. Pingback: Andrea Pagliantini » Blog Archive » Chianti d’autunno 2011

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