Girarrosto

Le doghe di una vecchia botte di castagno insieme alle potature invernali di un moro (gelso) e alla frasca di talli di ulivo,  punto di partenza per un fuoco che lentamente, grazie alla tecnica sopraffina di chi ha ideato congegni belli ma non bellici come gli ingranaggi di un paio di girarrosti, ha portato a cottura tre spiedi caricati bene.

Salsiccia, pezzettino di pane, rigatino, pezzettino di pane, fegatello, alloro, pezzettino di pane, e  volatili a lenta cottura di calore non diretto, dove il tempo serve quante ce ne vuole che serva.

Vini trentini, un Barolo Vigna San Pietro 1985, qualche crostino di milza, passata di ceci e tagliolini, una bella vampa di fuoco continuamente alimentato per fare tizzoli,  in un caldo pareva maggio.

Girarrosto senza Mosca Olearia.

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13 risposte a Girarrosto

  1. Liz ha detto:

    gnam gnam gnam… che fame fanno venire queste foto!

  2. Dario ha detto:

    la mia sana invidia è la diciassettesima foto

  3. bobbe ha detto:

    l’arrosto girato è un’arte che non tutti capiscono….non tutti capiscono l’importanza dell’ordine preciso di ingresso allo spiedo, non tutti capiscono il perchè dell’alloro, non tutti capiscono che il pane deve stare accanto al grasso, non tutti capiscono che il fuoco vivo ammazza tutto…però tutti capiscono che è l’essenza del bono!!!
    La leccarda con le patate è poi la ciliegina….sull’arrosto :)))

  4. Rossano ha detto:

    Grande bobbe! Parole sante! Com’era quel Barolo del 1985? E quel Lagrein dell’alto adige? L’altro vino purtroppo non o conosco…

  5. ag ha detto:

    Stianto d’invidia…..

  6. an ha detto:

    Vizzziosi 🙂

  7. Filippo Cintolesi ha detto:

    Bravo Bobbe, il foco vivo. Hai messo il dito nella piaga. Infatti il foco vivo, come si vede dalle foto, mancava. E questo ha fatto penare non poco per la cottura soprattutto di uno dei tre spiedi, quello che infilzava le quaglie (che una mente maniacale aveva addirittura farcito e rinvoltato in doppio strato di ratta…).
    Da rifare. Con piu’ calma.

  8. vita ha detto:

    anche io stianto di invidia…….dove si pranzava cosi?

  9. Filippo Cintolesi ha detto:

    Chez moi, au Salvèn.
    Come ho detto, Vita, “da rifare”.

  10. Andrea Pagliantini ha detto:

    Finita la buriana delle ulive qualcosa sul fuoco andremo a mettere sicuramente.

  11. filippo cintolesi ha detto:

    Qualcosa di piu’ “civile” pero’. E piu’ facilmente arrostibile.
    Buon 7 novembre (25 ottobre giuliano).

  12. Silvana ha detto:

    Il trasferimento in questa terra mi è costato dieci chili e un’armadiata di vestiti che attendono che io li cali… ma come si fa!?

  13. Andrea Pagliantini ha detto:

    Silvana, perchè non fai il percorso dell’Eroica ciclistica a piedi per arrivare?

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