Tassa di soggiorno nel Chianti

Nei giorni scorsi c’è stata una riunione degli amministratori dei comuni del Chianti Storico più gli altri il cui territorio ricade nel territorio di produzione del vino Chianti Classico per confrontarsi sulla proposta di adottare una tassa di soggiorno allo scopo di finanziare eventi e attività culturali collaterali al richiamo del turismo.

Possibilità tutta chiacchierabile e fattibile anche se la proposta non è per niente ben accolta dagli operatori che credono di veder diminuire le presenze  in un momento difficile e delicato per il settore.
Alberghi e attività recettive, che di fatto vendono ai clienti la bellezza del paesaggio che altri fanno come i piccoli coltivatori o le piccole aziende agrarie, senza  le quali, il pacchetto paesaggio ordinato del Chianti non sarebbe vendibile e appetibile.

Realtà invisibili anche nei momenti d’oro in cui il Chianti traboccava di gente disposta a farsi spennare da alberghi, ristoranti, agriturismi, vinattieri più o meno grandi, geometri, agenti immobiliari, ecc.ecc.

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13 risposte a Tassa di soggiorno nel Chianti

  1. Michele Braganti ha detto:

    …la sintesi e la semplicita’….tu Andrea hai entrambe….in 4,5 parole hai descritto la situazione che fu…e che e’ qui nel Chianti….mi domando pero’ perche’ allora non un piccolo incentivo a quei contadini,coltivatori diretti piccole aziende che tengono il territoiro in questo modo,….no perche’ sai le terrazze con gli ulivi so’ tante belline ma quanto costano i ns amministratori fanno finta di nn saperlo….

  2. Floriana ha detto:

    Ha ragione, il Chianti è un luogo che senza la cura e le carezze al territorio fanno tanti piccoli agricoltori e aziende, tante attività recettive non potrebbero venderne la sua bellezza.

  3. Andrea Pagliantini ha detto:

    Una cara persona dice che in Francia, chi si occupa di cura del territorio e produce cose da mangiare, gode di un rispetto infinito.
    Qui chi si occupa di agricoltura e di cose da mangiare lo si sa cosa è considerato.
    Mi considero a torto o ragione un Partigiano del Paesaggio, cerco di curare e rispettare il posto in cui mi trovo producendo e facendo cose……. producessi cantine e decuolicassi case coloniche per farci centri benessere abusivi per dire,sarei molto più considerato, ma va bene in questo modo.
    Tanto se si deve affondare qui, si affonda tutti, grossi o piccini che si sia perchè pare di essere dentro una guerra civile di inculamenti a vicenda che non portano da nessuna aprte e servono solo per il momento e basta.
    Avanti, avanti verso un profondo avvenire che si chiama abisso.

  4. Paolo Cianferoni ha detto:

    E’ proprio così. Ormai la distanza tra chi opera con passione con le proprie mani e chi invece gode delle opere altrui si sta facendo sempre più lunga.
    A volte mi immagino di arrivare ad abbandonar tutto, i filari cascano, gli olivi soffocati dai rovi, la spazzatura dappertutto, le case coloniche che cominciano a cascare… così forse qualcuno si sveglierà dall’egoismo e dal non capire che i pezzi di carta non contano nulla… ma è solo un sogno… ci sarà sempre qualcuno, oggi, pronto a lavorar al ribasso.

  5. Andrea Pagliantini ha detto:

    Sono tempi bui Paolo, ma non mollare, perchè è gente come te l’esempio da seguire per scappare da questi tempi al ribasso.
    Schiettezza e amore, si, schiettezza e amore il modo di uscire da questo momenti rimanendo sempre se stessi e levarsi sempre delle belle soddisfazioni.

  6. mario ha detto:

    non c’da prendersela se c’è qualche rovo in più…o qualche colonica ”cattedralizzata ”dismessa o semi abbandonatase…se a San Gimignano,ad esempio,..non c’è più ”il numero chiuso” per i turisti in visita…o se nel chianti gli stessi turisti non affollano le piscine o i ristoranti da cibi surgelati ”tipici toscani”(quelli dell’oste non toscano)..chissà sembra di rivivere quei momenti di oltre 40 anni fa dove ,a parte qualche raro pioniere acquirente inglese-svizzero-tedesco,gli abitanti del chianti erano gli stessi e sempre meno l’ abitavano x fuggire in città…chissà se ”l’esodo verso firenze e siena ritornerà ? ricordo che il vino costava poco e c’erano solo i grandi che lo compravano…l’olio era tutto consumato in loco…e c’era difficoltà x far quadrare i conti delle fattorie toscane

  7. Andrea Pagliantini ha detto:

    La differenza fra ora e 40 anni fa era che all’epoca gli indigeni sapevano che se restavano nel Chianti non avrebbero avuto una vita tutta luci e caviale e si contentavano del poco che c’era.
    A distanza di anni il troppo stare bene dovuto a gente da prendere e spremere come limoni ha fatto salire la pressione e il colesterolo a troppi e i momenti di dieta ferrea sono diffcili da sopportare per chi non è abituato a pasti frugali e non metterla in quel posto volutamente al primo che passa.
    Per certi versi questa crisi è benedetta se servisse ad ammorbidire un pò di cervelli e vedere le cose sotto un ottica un poco diversa, ovvero “lo tratto bene, non lo frego, ritornerà”.
    Tutti a lamentarsi per le cose non vanno e prchè non c’è molta gente…. ma ancora non si è visto niente…

  8. mario ha detto:

    proprio ieri ero a poggibonsi..in una catena ..multinazionale di elettrodomestici..non ci crederete ma quando sono entrato mi hanno salutato addirittura in tre..e dopo avermi dato tante spiegazioni .. il capo responsabile mi ha consegnato personalmente al magazzino sul retro. il frigorifero che ho acquistato..addirittura soffermandosi con me sul tempo che farà..(non su quello meteorologico..ma su quello”euro-illogico”).se cambiano loro ..causa crisi..gli osti e gli albergatori pseudo-agrituristici..cosa dovranno fare??

  9. Andrea Pagliantini ha detto:

    Si chiama “vendere poco e leccare il cliente” in casi normali arrivavi alla cassa davanti un giovincello svogliato ipnotizzati dai bip bip del lettore, che passava sulla lucina i contanti o strisciava la carta senza quasi rispondere al buongiorno-buonasera,
    Ora che i cpaoccia dei sipermercati vengano a consegnare i frigoriferi, la dice lunga quanto sono anche loro con la lingua di fuori dalla sete 🙂
    Albergatori, agrituristici e ristaratori non cambieranno, pensano ancora la gente arriva perchè sono belli e bravi a metterglielo dietro e passare sempre bene.
    Sani bagni di umiltà, sani bagni di umiltà………….. e non nelle vasche idromassaggio, ma nella mota…

  10. Silvana ha detto:

    E’ vero: tutti carini e gentili. Mah!?

  11. Andrea Pagliantini ha detto:

    Negli uffici pubblici ancora non sono arrivati a queste carinerie, non considerano ancora molto il potenziale cliente……….

  12. mario ha detto:

    …sono migliorati molto ,secondo me,negli uffici dell’agenzia dell’entrate..se ricordo benea firenze c’era o c’è ancora anche la musichetta..lì vige già la tassa ”di soggiorno”..anzi ”la tassa sull’esistenza”

  13. Andrea Pagliantini ha detto:

    Dell’agenzia delle entrate se ne parla proprio domani qui sul blog.
    Sulla cordialità delle persone, niente da dire, spesso però sfuggono dagli uffici con qualche foglio in mano e non si rivedono per giorni…. scherzo, per come sono andate le cose che vedrete domani, posso anche permettermi di farlo a quei prezzi 🙂

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