Frantoio

I meriti di fare un olio eccellente sono da ripartirsi equamente fra le piante, il luogo e il frantoio che lavorerà nel migliore dei modi il frutto di una stagione.

La tecnologia ha permesso di realizzare un prodotto più duraturo nel tempo conservando maggiormente le sue caratteristiche di aromi e sapore unito al fatto che i tempi di raccolta si sono spostati indietro e le olive vengono staccate dalla pianta e non raccolte in terra.

Strisce,teli e frullini e cassette ne accelerano tempi e quantità del raccolto, la pronta consegna al frantoio accelera la qualità, l’immediata sfogliatura, le operazioni di rottura e impasto delle olive sotto gas inerte e le temperature rigidamente controllate una garanzia di un prodotto fatto come si deve.

Essere conservatori nel vino per essere moderni nell’olio.

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5 risposte a Frantoio

  1. mario ha detto:

    …sarà…e così dicono ,ma quell’olio che veniva dalla pressa sui fiscoli …non era proprio male…”in corpo ed anima”…

  2. Andrea Pagliantini ha detto:

    LO sai meglio di me Mario che se il frantoio non lavorava senza sosta la qualità legata al sapore e profumo dell’olio ne risentiva parecchio, ma parecchio.
    A Meleto c’era il frantoio con le macine in pietra, la pressa e tutto il resto, ma se non lavorava di continuo, proprio dai fiscoli arrivavano dei profumi caraibici da levare il fiato se non venivano lavati per bene da chi ne capiva e ne sapeva senza mettersi a guardare il tempo ci voleva per pulirli.

  3. Silvana ha detto:

    Caspita, riprendo contatto con questo blog – ritagliandomi un po’ di tempo dalle mie affannose faccende di questo periodo (che mi hanno fatto fare anche qualche magra con amici e conoscenti, causa distrazione sotto pressing di lavoro e vecchiaia…); dunque riprendo contatto e ritrovo subito ghiotte immagini e, com’è ovvio di questa stagione, una discussione sull’olio – quello vero, non ancora transitato nelle menti perverse della politica, né attraverso le mani di faccendieri e truffatori.
    Mi riallaccio al tuo blog nel post del 13 – Santa Lucia: la giornata più breve che ci sia – giorno a me particolarmente caro, così, senza ragioni particolari, solo per simpatia. Sull’olio, mi/vi ricordo, non bisogna perdersi di vista. E’ un prodotto che non deve essere sottratto alla comunità dei coltivatori, da quella – più robusta, ammanigliata e vorace – dei faccendieri.

  4. mario ha detto:

    …ricordi lontani…prima del gelo dal frantoio aziedale..ma di quei puzzi caraibici non ne ho ricordo (foese lavoravano bene?)…anzi il profumo di frantoio toscano era vero schietto e bello …c’era talvolta la sera una fila di persone che voleva quell’olio vero denso e saporito che mi dispiace non poterlo sentire più dall’avvento di quei mostri moderni ..certo tutti puliti (o quasi)..tutti perfetti(o quasi)ma non propensi a ridarci quei sapori indescrivibili ..(e quella gioia anche poetica)

  5. Andrea Pagliantini ha detto:

    A San Donato in Perano (prima lo ristrutturassero e preferisco non averlo visto e ricordarlo come era), nella parte in fondo alla bottaia nei secoli dei secoli c’era sempre stato un frantoio mandato a mulo, ma dismesso chissà quando e quando si arrivava in quella zona, quel profumo di olio aveva impregnato le pareti era di una freschezza come di olio appena fatto……… una meraviglia.

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