Talea della Cappella

Propagare un frutto per talea si perde nel sottofondo di ricordi lontani, nel terriccio smosso  privo di piante e riempito di bastoncini “con qualche occhio sotto” da cui sarebbero spuntate radici……. ovvero il sistema per riprodurre viti a piede franco.
Tralci di potatura di un melo antico, alcuni di ciliegio selvatico, altri di domestico, altri di albicocco albergano in un vasone non da notte conteneva anticamente gerani domestici,  posto sotto il cartello verdolino dell’Oliveta della Cappella.
Se il sistema funziona, le future piantine saranno in regalo, riappropriandoci di una moltiplicazione che non passa attraverso le offerte promozionali di piante stente e spompate dai quaranta gradi di un supermercato che tanto costano pochi euro anche se seccano.

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13 risposte a Talea della Cappella

  1. Ci ha detto:

    Il sistema di riproduzione è di una semplicità disarmante, ma le piantine escono devono essere innestate?
    Quel cangurino è un portento!!!

  2. Laura ha detto:

    Peccato non aver pensato prima a questo sistema tanto semplice quanto ovvio, ma non è mai tardi per provare e divertirsi a creare nuove piantine.
    Il canguro vedo sta bene e ingrassa 🙂

  3. Meno male che hai fatto le talee con il melo antico, ne pianteremo tutti una alla faccia degli invidiosi…

  4. Andrea Pagliantini ha detto:

    Ne parleremo con calma del melo antico, ora stiamo alle talee a meno che anche queste non vengano disintegrate dal solito teppista.

  5. mario ha detto:

    …mi prenoto..!posso?

  6. filippocintolesi ha detto:

    Voglio sperare che non siano alla merce’ del primo frustrato che passa….
    Il discorso dell’innesto (no, non devono essere innestate, nel senso che non gli si deve innestare sopra una marza. semmai sono le talee a fornire marze da innestare sopra un portainnesto adatto) mi fa venire in mente: ma il ceppo della pianta originale era franco o era un portainnesto?
    Provare anche a innestarle su qualcosa?

  7. Gian Marco ha detto:

    Il sistema delle talee funziona benissimo! Pensa che pure il sottoscritto, noto incompetente agricolo, è riuscito ad ottenere tre viti da altrettanti tralci, tagliati e trapiantati seguendo le facili istruzioni di uno del mestiere.
    Le piante “antiche” come il tuo melo mi piacciono, sanno di storia e danno un senso di continuità con i nostri antenati che ha del magico, così come le “fuji” mi ricordano la plastica e le fabbriche.

  8. Andrea Pagliantini ha detto:

    Le talee sono dentro una fioriera accanto una strada perchè non esiste che mi metta a nascondere e infrascare cose temendo le azioni del primo frustrato che passa.
    Certo MArio che ci sarà una piantina per te come per chiunque altro la chieda nei limiti del numero e di quelle funzioneranno.
    Queste talee di melo, metà sono domestiche, metà sono ricavate da un tallo piuttosto grosso sicuramente da reinnestare.
    Queste mele, ci tengo a precisare caro Gian MArco, che non hanno necessità alcuna di trattamenti chimini, una sforbiciata in questo periodo per levare il secco e accorgiare qualche frasca è tutto quello di cui necessitano…. saranno anche piccine e bruttine, ma vuoi mettere con quelle patinate riempite di trattamenti???

  9. mario ha detto:

    …il bello della talea è che affidi tutto il futuro della pianta a se stessa..solo con la sua forza e il suo volere senza portainnesti pompati o dell’oltreoceano…

  10. Andrea Pagliantini ha detto:

    Nel caso delle viti si corre il rischio che sai, ma la pianta ne esce è più resistente anche alla siccità…. sto facendo alcuni esperimenti con delle viti vecchie….

  11. anna maria ha detto:

    Anch’io mi prenoto..se possibile

    Il personaggio che ha mezzo tagliato il tronco vecchio a colpi di accetta è uno che non ha nessun diritto a vivere in un posto così bello come il nostro e che tu cerchi di abbellire sempre di più
    Anna Maria

  12. filippocintolesi ha detto:

    Non e’ che qualunque innesto presupponga portainnesti pompati o viaggi da oltre oceano. Da millenni l’uomo innesta. Ci sono piante che fanno radicare talee con difficolta’. C’e’ il fatto che spesso un portainnesto adatto permette di avere una pianta in condizioni di suolo o di acqua disponibile che non permetterebbero a quella pianta di campare da sola. O permette di avere i frutti nel giro di un paio di anni anziche’ di una decina. Insomma, non sarei cosi’ prevenuto.

  13. mario ha detto:

    invece …caro Filippo ,il bello è proprio quello…permettersi piante che vincono la sfida ”da sole”..forse non produrranno subito…ma spesso vivono di più e poi la poesia ed i suoi contorni ci guadagnano.. ; è vero l’uomo innesta da tanto ma prima ancora non lo faceva..

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