L’eroe delle tenebre

Con questo post si accontenta l’eroe che nella notte fra sabato 7 e domenica 8 gennaio ha violentato  un melo antico a colpi di pennata, con lo scopo  di ferire chi ha curato la pulizia e il ripristino dell’area che, da ex discarica con tanta pazienza e passione è tornata un giardino restitutito a chi passa, non arrivando a capire che lo sfregio non è stato fatto a una persona, ma al luogo, esattamente come avvenne tempo indietro con la vecchia fonte del ‘400.

Sarà fatto il possibile per salvare e rinnovare la pianta da questa violenza demente e vigliacca, e se lo scopo del  frustrato era quello di rileggere le proprie gesta qui sul blog, eccolo accontentato, anche se è più impegnativo e difficile mettere una parola dietro l’altra dicendo qualcosa, che aggredire un melo mentre dorme nell’oscurità delle tenebre.

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36 risposte a L’eroe delle tenebre

  1. an ha detto:

    Questo gesto ha tutte le caratteristiche di una intimidazione mafiosa.

  2. azzolina ha detto:

    chi è il testa di cazzo! é solo così che si può chiamare!!! Ma non si vergogna, me lo immagino nel buio o a mattina presto con il pennato che furtivo ammazza una pianta, che demente!
    Non sei solo Andrea, qui nella via dove stiamo, c’è un altro testa di cazzo che riga tutte le macchine posteggiate, nuove e vecchie!con un cacciavite, facendo ghirigori. io non auguro mai del male a nessuno………..ma a questi cosa gli vuoi dire….. io penso che siano malati di mente

  3. azzolina ha detto:

    da curare seriamente, magari questo ti saluta……..anche o è invidioso, ma chi che!

  4. Laura ha detto:

    Considerando l’idiozia del gesto questo pare un caso più da servizi sociali che da squadra antimafia.
    Poca istruzione fra tanta presunzione.

  5. Alessio ha detto:

    Senza parole… ormai regna l’invidia, la cattiveria, l’ipocrisia, la stupidità, la follia e pian piano purtroppo sta scomparendo ogni forma di civile convivenza e cultura tradizionale che gli Uomini d’una volta ci hanno donato con immensi sacrifici e che Noi non abbiamo saputo tramandare alle nuove generazioni.

    Cito le seguenti parole tratte da un sito che “AMA LA NATURA”:

    “Gli alberi determinano profondamente l’aspetto e l’ecologia del nostro paesaggio, a volte sono custodi di antiche tradizioni agresti oramai scomparse, sono i re delle montagne, i padroni del bosco e rimangono essenziali nel paesaggio agrario come in quello urbano. Infatti anche negli abitati possiamo trovarne molti, di diversa specie e quando il paesaggio si degrada, avviene perché la scùre, il cemento o il catrame ne prendono prepotentemente il posto.
    L’albero è un essere pacifico che vuole vivere nella pace e che odia la guerra con tutte le sue forze!
    L’ALBERO E’ IL SIMBOLO DELLA FELICITA’, DEL BENE, DELL’ONESTA’, DELLA VERITA’, DELLA PACE!”
    Tratto da: http://www.progettoconalpa.org/index.php?option=com_content&view=article&id=2&Itemid=4

    ABBRACCIONE

  6. Ric ha detto:

    Vorrei far presente che il gesto ha un nome che corrisponde a DANNEGGIAMENTO AGGRAVATO che messo insieme ai precedenti si alimenta con le aggravanti.
    Trovare l’autore della violenza alla pianta con i nuovi metodi, è difficle, ma non certo impossibile.
    Comunque è un bell’atto di eroismo segare una pianta di notte, complimenti.

  7. Gian Marco ha detto:

    Un gesto premeditato, un cervello bacato e pericoloso. Sto pensando anche altre cose, ma non le scrivo, è meglio.

  8. essebì ha detto:

    Un coglione, un povero coglione. Uno che non sa – tra l’altro – che gli alberi si vendicano, misteriosamente e in maniera assolutamente autonoma.

  9. valerio ha detto:

    mamma mia che scempio , incredibile !! bhe cretini di questo stampo ce ne sono anche quì , credo da tutte le parti .
    Alessio ha commentato in un modo stupendo !!!

    ciao Andrea

  10. filippocintolesi ha detto:

    Infatti (mi rifaccio a essebi’) per avere giustizia io nutro piu’ fiducia negli spiriti profondi, tellurici, delle piante, nelle divinita’ sotterranee della frasca e della radica, che nelle possibilita’ di individuare il colpevole con tecnologie da RIS (quanto al sapere chi e’… be’, non ci vuole certo Sherlock Holmes).
    Ce ne vuole di incoscienza per sfidare Dioniso/Fufluns. Molta piu’ che per infrangere il codice penale.
    Tutto torna, prima o poi. Tutto.

  11. angelica ha detto:

    Chi ha compiuto tale gesto ovviamente crede di essersi garantito l’anonimato della notte,ma la codardia da sempre rompe le tenebre e l’omertà per cui il suo gesto resterà comunque nella memoria di tutti coloro che vivono nel rispetto delle genti e delle cose ed infatti ora tutti sappiamo che un uomo sciocco, senza nome e senza dignità, ma vile e pavido, ha infierito contro un melo inerme.Angelica

  12. simone ha detto:

    Gesto da condannare, diffondere e provare pena per la nullità dell’autore.

  13. Elena ha detto:

    Non capisco come si possa arrivare a tanta stupidità!ma sono d’accordo con il detto “chi di spada ferisce di spada perisce” Elena

  14. Dario ha detto:

    guardare e sostituire mentalmente a “motorino”, “melo antico”

  15. essebì ha detto:

    “Gli alberi sono i capelli della terra”, scriveva un compagno di mio figlio in prima elementare.

  16. Rossella Jacopini ha detto:

    Salve Andrea, seguo da molto tempo ormai il tuo blog, anche se non ho mai commentato, e lo trovo molto interessante e pieno dei belle foto…complimenti.
    Mi dispiace vedere uno scempio del genere…Certo che di grulli, bischeri e fissati ce ne sono dalle tue parti per fare una vigliaccata del genere!!
    Come direbbe un mio caro amico toscano…sono proprio delle fave a far ciò!!
    Arrivederci Andrea e continua con la semplicità delle piccole cose…

  17. Lucy ha detto:

    “Porsi un obiettivo è la più forte forza umana di auto motivazione.”
    (Paul J. Meyer)

    Fare del male al piccolo mondo quotidiano e amato da Andrea diventa un’autostrada fatta tutta di cunette.

  18. Andrea Pagliantini ha detto:

    Ora non vorrei scomodare i RIS o reparti speciali di altre forze di polizia per far spendere soldi allo Stato inutilmente e non vorrei far diventare questo gesto eroico notturno una nuova saga come Avetrana.
    I RIS non servono per scoprire ovvietà che tutti conoscono ed è bene si adoperino per casi più difficili.
    All’assalto notturno ed eroico del melo si risponde come ho fatto oggi, ovvero piantando peschi e prossimamente altri frutti e continuando a rispettare e a voler bene a questo luogo che tante persone hanno nel cuore e non nel portafogli.
    Nei prossimi giorni inizio a lavorare di seghetto sulla pianta martire e prometto a tutti che non morirà.
    E soprattutto ringrazio i molti lettori che non sono intervenuti, primi fra tutti quelli che avrebbero potuto dire che la pianta l’avevo abbattuta io per farmi un poca di pubblicità gratuita.

    Rossella Jacopini…. questo nome non mi è nuovo, ho vaghi ricordi legati alle storie dei “compagni di merende”, ma non vorrei sbagliare.
    Ci ho preso?

  19. ambra ha detto:

    Purtroppo in alcune persone è insito un certo desiderio di prevalere sugli altri, ricorrendo ad ogni mezzo, anche quelli più vigliacchi e barbari. Lo fanno per sentirsi superiori a noi.. una superiorità che naturalmente è fasulla, frutto di una mente contorta e probabilmene di un cervello non molto più grande del guscio di un pistacchio..

  20. Selvaggia ha detto:

    Ciao Andrea, sinceramente è difficile non perdere la pazienza e stare calmi quando accade qualcosa di imprevedibile commesso da esseri stolti ad un proprio caro…che esso sia albero, cosa, uomo o animale!!!

    Al giorno d’oggi non mi stupisco più di nulla e tu sai perchè..ma se colui/colei/costoro che ha/hanno perpetrato questo scempio e “albericidio” legge/leggono le mie parole VORREI DIRE LORO QUANTO SONO INCREDIBILMENTE PICCOLI…NONCHE’ SCIOCCHI PERCHE’ SE SI HANNO CONTI IN SOSPESO CON QUALCUNO…fino a che esiste la parola dovremmo usarla..e non fare di queste coseeee!!!! La gelosia e l’invidia come dice Alessio, si stanno diffondendo a macchia d’olio e spesso ti viene da pensare …cosa posso fare?????????????Continuare, non demordere….io ti sono vicina…magari sabato o domenica ti porto un melo nuovo..con l’allarme E CHI LO TOCCA NEGATIVAMENTE …MUOREEEEEEEEE……..PAROLA DI SELVAGGIA!!!
    SE è vero che la terra gira ripassano tutti di lì eeeeeeeee sai…sono un po’ strega….ed io dico….mal voluto unnn’è mai troppo!
    NON MOLLARE….abbraccione Selvaggia…se li piglio li stronco e se toccano il melo che ti porterò ‘azzi..loroooooo!
    IO NON CI PROVEREI DUE VOLTE………..CIAOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO, SELVAGGIA!

  21. bante ha detto:

    Lo puoi innestare su se stesso, lo abbassi un po’. Queste giornate asciutte ti possono facilitare il compito, ma ti ci vuole un buon cicatrizzante. Così opponi il buon senso al non senso.

  22. claudio ha detto:

    Un gesto coraggioso e pieno di coraggio spaccare un melo di notte…………

  23. filippocintolesi ha detto:

    Giusto. Con una coroncina di tre o quattro marze ci rifai il vaso a partire da dove e’ stato stroncato.

  24. Andrea Pagliantini ha detto:

    Infatti l’idea era quella di tagliare obliquamente il tronco un poco sotto i colpi di pennata e poi metterci quattro marze dello stesso melo e vedere che succede.
    Sperando non debba subire altri affronti questa povera pianta.

  25. Daniela ha detto:

    Questa è la riconoscenza per tutte le belle cose che fai per un luogo magnifico….. non ci far caso e vai avanti a dispetto di invidiosi e teppisti.

  26. Roberto ha detto:

    Da queste parti si usa il sale grosso caricato bene…In casi estremi terzarole… 🙂

  27. Andrea Pagliantini ha detto:

    Buona soluzione Roberto, ma qui si usa l’ironia invece del sale e la distruzione del melo è una conseguenza di chi la notte va in giro a fare danni e la mattina si mangia i cornetti caldi caldi appena sfornati dal dolore di reni…

  28. simo ha detto:

    La mia nonna diceva “CI RIMANESSERO CON LE MANI”…E’ un delitto, non c’e’ altro da dire.

  29. essebì ha detto:

    In un paesetto vicino a Erba (Como) – luogo che, forse per il nome, è abitato da molti amanti di alberi e piante – c’era un bel filare di gelsi antichi che oltre a ombreggiare la strada, la abbellivano in modo molto originale.

    Venne un sindaco nuovo e decise – in un empito di modernismo mal digerito – di farli fuori, per dare più spazio alle auto (si era qualche decina d’anni fa).

    Inutilmente si oppose l’opposizione; inutilmente un uomo molto addentro al mondo vegetale spiegò che erano begli alberi, che non ostacolavano il traffico e facevano un gran bel vedere, che quegli alberi non avevano mai fatto del male a nessuno.

    Così il sindaco eliminò gli alberi. Un anno e mezzo dopo, in un pomeriggio d’inverno assolato, il sindaco guidava la sua auto verso casa; forse rimase abbagliato – non si sa – andò fuori strada e si schiantò contro un gelso. Si schiantò e la sua storia finì contro il tronco robusto di quel gelso.

    Storia vera.

  30. Andrea Pagliantini ha detto:

    Come si è visto recentemente a Genova con le alluvioni casuati dall’imbrigliamento sotto i palazzi, dei torrenti scorrono per la città, spesso la natura si ribella e ricerca il proprio spazio e purtroppo quando dice di farlo non la si può fermare e presenta tutti i conti dei torti ha subito.
    Ci si può convivere serenamente, ma è sempre meglio non abusarne.

  31. mario ha detto:

    …una storia simile a quella di essebi è successa alcuni anni fa in romagna tra faenza ed imola…un tipo che purtroppo conoscevo si divertiva a tagliare centinaia di peschi piccoli appena piantati…x una ”sua vendetta personale”..una sera che tornava a casa ,forse di fretta x andare a proseguire la sua opera,con la macchina sbandò e perì in un fosso ..sotto un campo di peschi in fiore..

  32. Andrea Pagliantini ha detto:

    Alla luce di questi fatti, mi pare che le piante sfregiate abbiano buona e sana memoria nei confronti di chi gli fa male…….

  33. Lorenzo ha detto:

    appena ho visto le foto mi è venuto subito in mente un nome… il nome dell’unico deficiente che si è insediato nella zona da pochi anni… è l’unica mente bacata che potrebbe arrivare a tanto. Sicuramente avrai già capito.

  34. Andrea Pagliantini ha detto:

    Il gesto parla da solo Lorenzo, non servono le qualità investigative del Tenente Colombo, Derrik o del Commissario Montalbano per stabilire l’autore del gesto, la cui imbecillità è la firma in calce all’arroganza dei colpi di pennata.
    Ma le piante, come dicono essebi e Mario nei commenti hanno buona memoria.

  35. Ci ha detto:

    La natura ha già infierito parecchio con quel teppistello.

  36. Pingback: Andrea Pagliantini » Blog Archive » Innesto a triangolo

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