Innesto a triangolo

E’ stato tagliato il cordone ombelicale collegava il tronco alla parte offesa del melo e il foro centrale all’interno del gambo dimostra un paziente scavo di formiche, le quali non sono responsabili dei colpi di pennata inferti alla pianta.
Per fare gli innesti il periodo migliore è fine febbraio inzio marzo, quando reinizia la circolazione nei tessuti e i nuovi gambetti innestati sono immediatamente alimentati e non visti come corpi estranei.
Nel legno vecchio non sarà facile la riuscita dell’innesto  nè la salvezza del tronco ed è facile si debba aspettare l’uscita di nuovi butti dal piede, mentre a  sigillo del trapianto ci sono nastro isolante e cera a gocciole di una candela.

Altre marze del melo sono conservate in frigorifero per non disperdere il patrimonio di questa pianta antica.

Se l’eroe delle tenebre non violentava il frutto, questi esperimenti non sarebbero stati possibili…… alla fine toccherà portagli un paniere di mele per ringraziarlo.

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9 risposte a Innesto a triangolo

  1. ambra ha detto:

    non tutti i mali vengono per nuocere, a quanto sembra….:-(

  2. Andrea Pagliantini ha detto:

    Questo sarà un innesto con poche speranze di attecchimento visto il clima, ma tutto fa esperienza e niente di questa pianta antica sarà e verrà disperso…. lo dimostrano le marze conservate in frigorifero per innesti in momenti climaticamente più tenui.

  3. bante ha detto:

    Bel lavorino. Nei tagli delle marze, quelli sopra le gemme, forse ci potevi mettere un po’ di cicatrizzante, che di notte ora strizza parecchio.

  4. Andrea Pagliantini ha detto:

    Ho appena messo fra le immagini l’inceratura sui tagli fatta la mattina dopo… fa freddo, troppo freddo appena va via il sole, non credo sia facile l’attecchimento..

  5. Roberto ha detto:

    Bel lavoro Andrea 🙂
    Dirò una bisherata… Fasciare l’innesto con paglia e avvolgere tutto con tnt ( tessuto non tessuto non esplosivo) per cercare di tenerlo in un minimo di temperatura?

  6. filippocintolesi ha detto:

    Il mastice (o la cera, un sigillante insomma) serve soprattutto per impedire la perdita di umidita’ dal taglio. Piu’ che per proteggere dal gelo, che’ quando va sotto va sotto, c’e’ poco da fare. Invece con queste giornate di tempo asciutto c’e’ rischio di seccare tutto prima che cominci a tirare. Per attecchire certo e’ presto, ma il tronco appena tagliato era abbastanza molle (incredibilmente). Se il tempo non fa l’infame ci sta anche di vedere gli occhi aprirsi fra non troppo….
    Sarebbe da provare anche qualche inglese prendendo dei talli sarvatici dal piede di qualche susinaccio. Giovane su giovane.

  7. Andrea Pagliantini ha detto:

    Il freddo sodo credo si riesca a parare male con la paglia, ma non mi costa niente mettercela e provare per parare la brinata sui tagli….. ma anche le cartucce caricate a sale contro lo stolto feritore di meli come consiglio non era per niente male 🙂

  8. filippo cintolesi ha detto:

    Le fasciature tipo impacco a me ispirano poca fiducia. Mi sussurrano di ristagni e di luogo dove malattie funghi e muffe possono covare.
    Una margotta non ha problemi, tanto deve mettere le barbe. Un innesto mi sa piu’ di trapianto di cuore che vuole campo libero e pulizia. Sbagliero’.

  9. Cespu ha detto:

    ottimo!

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