Frigorifero di campagna

Non si tratta di un punto ristoro per l’estate sotto l’ombra di una quercia, ma un frigorifero senza motore lasciato accanto un cassone della spazzatura in aperta campagna che presuppone il fatto che chi lo ha lasciato è arrivato fin li con mezzo appropriato non curante e indifferente che a meno di due chilometri vi sia un centro di raccolta per rifiuti di ogni tipo.
Sempre meglio così che gettato in qualche dirupo ai bordi di una strada, ma queste cose lasciate in giro incentivano a fare altrettanto e si mettono in luce a turisti o passanti idee sbagliate sul conto del luogo stanno attraversando.
Turismo da curare e coccolare come le bellezze storiche e naturali si ha la fortuna di aver trovato.

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11 risposte a Frigorifero di campagna

  1. Laura ha detto:

    Sempre meglio che lasciare la roba per i boschi, ma anche lasciarli in questo modo è una pratica odiosa e non va bene.

  2. anna maria ha detto:

    Oltre al centro raccolta rifiuti ingombranti c’è anche un servizio di pick a casa per chi non ce la facesse ad arrivare fino al centro.
    Queste persone si meriterebbero pan per focaccia: cioè che qualcuno facesse la stessa cosa davanti alla loro porta di ingresso
    Anna Maria

  3. an ha detto:

    Spettacolo indegno, ma marginale rispetto ad altri luoghi del nostro paese.

  4. essebì ha detto:

    Ringraziamo tutti quelli che hanno amministrato e fatto politica, per riempirsi le tasche (proprie e degli amici; e il film continua!), anziché risvegliare le coscienze, fare cultura, informare.

  5. Andrea Pagliantini ha detto:

    No essebi, stavolta non sono d’accordo, per il semplice fatto che il centro rifiuti è stato fatto risparmiando una barca di soldi pubblici dando responsabilità e fiducia a tecnici e dipendenti comunali che hanno tirato su una struttura a norma, bella e funzionale al decimo della spesa che ditte avevano ventilato per fare la struttura.
    Il centro di raccolta è aperto ad orari diversi e per i materiali ingombranti e chi non ha mezzi di traporto, il sabato vengono ritirati a domicilio.
    Quindi non ci sono scusanti all’inciviltà e alla maleducazione di lasciare le proprie schifezze in giro a vista di abitanti e passanti.
    E’ inciviltà e come tale va trattata.

  6. Andrea Pagliantini ha detto:

    L’inciviltà è mostrata anche dal Cittadino on line.

    http://www.ilcittadinoonline.it/gallery.jsp?id=357

  7. Gian Marco ha detto:

    Senza contare che se il frigo è stato sostituito da uno nuovo, allora avrebbero potuto richiedere il ritiro dell’usato, gratuto per legge dal 19 maggio 2010.
    http://www.greenreport.it/_archivio/index.php?page=default&id=4709

  8. essebì ha detto:

    D’accordo per quanto riguarda lo specifico caso, e anche altri s’intende.
    Ma io mi riferisco proprio alla mentalità ahimé diffusa – almeno per quello che vedo in giro – per cui non appiattisci i cartoni prima di buttarli e la differenziata la fanno solo alcuni gli altri se ne fregano; ancora si butta la carta in terra e le cicche tanbien; mi ritrovo i cessi buttati nel bosco; bossoli dovunque (per la rubrica mi fa male la schiena) e già che ci sono sparo dall’auto; eccetera. Avrei – da donna – anche altro da dire, ad altri propositi, ma la farei ulteriormente lunga.
    Però dei guasti che la pessima politica ha prodotto a questo paese abbiamo avuto sin troppi esempi ultimamente.
    Scusa la tirata Andrea, ma viene da piangere (e da scappare) constatando che il senso estetico (che troppo spesso corrisponde a quello etico) è rimasto impigliato nelle manchevolezze della cattiva politica. Se poi – come succede e riferisci – in quel caso ci sono degli ottimi amministratori e dei lavoratori ligi al loro dovere, tanto meglio. Non sono i soli, per fortuna, ma è appunto la mentalità diffusa ad essere così carente da rendere notevoli quelli che fanno il loro dovere. Ti lamenti del comportamento dei cittadini che lasciano il frigo in balia del passante, ma questo è il risultato di un menefreghismo nei confronti della “cosa di tutti” che nasce in alto, mica in basso tra la gente.

  9. Andrea Pagliantini ha detto:

    La cura si chiama educazione civica che ai miei tempi si insegnava a scuola, a qualcuno qualcosa è rimasto ad altri un pò meno, ma niente in confronto al deserto culturale e mentale di questi ultimi venti anni in cui è l’arroganza e il non rispetto delle regole a farla da padrone.
    Che chi le rispetta è un turbato gli altri dei gran furbi.
    Politica, ma anche questione di teste essebi, se uno sporca e lascia schifezze davanti casda propria non vedo cosa c’entri la presidenza del consiglio o il siindaco del paese quando si è solo dei gran cafoni.

  10. Andrea Pagliantini ha detto:

    Gian Marco, ma i frigoriferi venduti dalla grande distribuzione e portati a casa in macchina???
    Quelli lasciati in giro sono i precedenti elettrodomestici appena presi al gran mercato, non credo ci siano dubbi…

  11. Liz ha detto:

    Sì, maleducazione, egoismo e tantissimo menefreghismo non solo da chi compie un gesto del genere ma sopratutto di chi tace e non fa nulla per condannare un tale comportamento incivile.

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