Ostriche e benzina

Non sono le ostriche ad essere care avendo, a scelta, la possibilità di poter ovviare fra cozze e vongole a seconda di tasche e necessità di cucina, mentre la benzina è una e non è dato scegliere alternative che non costino come ostriche.
Un’idea nasce dal blog di Beppe Grillo, che strilla parecchio, ma ogni tanto ci piglia, riguarda un modo semplice ed efficace di mettere in condizione i petrolieri di far abbassare i prezzi.

La proposta è che da qui alla fine dell’anno non si compri più benzina dalle 2 più grosse compagnie, SHELL ed ESSO, che peraltro ormai formano un’unica compagnia. Se non venderanno più benzina (o ne venderanno molta meno), saranno obbligate a calare i prezzi.

Poi sarebbe anche il caso lo stato abbassasse le accise.

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11 risposte a Ostriche e benzina

  1. essebì ha detto:

    Presto, alle accise (su cui si paga l’iva) attuali – mi pare ci sia ancora quella per il Vajont o dintorni – si aggiungerà quella per ripulire il mare (Concordia). Nel frattempo tutte queste tasse NON vanno nelle tasche di chi ha subito danni (privati cittadini o Comuni che siano). E’ tutta una gigantesca presa in giro. Vedi ‘scatola nera’ che “farà scendere le tariffe delle assicurazioni”: sì, però si deve pagare il noleggio della scatola nera suddetta; magari è fabbricata dagli amici dei (nuovi) amici.
    Un paese di ladri e di speculatori (sempre ladri, a mio parere).
    Ci sto a non comprare benzina dalle due compagnie; in realtà bisogna anche cominciare a:
    – diminuire la velocità del 20%,
    – usare tutte le formule di condivisione dell’auto immaginabili,
    – rispettare i limiti (così si evitano anche le multe),
    – darsi come obiettivo fare a meno dell’auto, come regola, almeno un giorno a settimana.
    Più difficile per chi sta in campagna, ma qualcosa si può fare!

  2. mario ha detto:

    ….complimenti essebi x i tuoi consigli…cercherò di attuarli anche io… ”prima di mettermi la tuta che mi daranno e pedalare la bicicletta di stato”…(alla Mao-tsetung)

  3. angelica ha detto:

    E’ questa una cosa che si può fare, ma dopo di questa bisognerebbe farne delle altre per la reale tutela sui mercati dei nostri prodotti e se tutti imparassimo a comprare e vivere delle cose buone della nostra terra molti giganti delle multinazionali sarebbero costretti a rivedere le loro politiche economiche.Angelica

  4. Rossano ha detto:

    Conosco questa cosa andrea perchè sono anni che cirdola su internet… e ti posso garantire che io sono almeno 3 anni che non metto benzina presso esso o shell (anche perchè la shell è cara ‘nguastita!) però purtroppo ancora non ho visto nessun risultato… io tengo duro ma mi sa che loro so’ più duri di noi!

  5. essebì ha detto:

    Mi associo ad Angelica@ e aggiungo:
    – solo prodotti di stagione (il più possibile locali: non è detto che costino meno, ma fanno bene ai produttori locali),
    – smettere di fumare: si guadagna il doppio perché si spende meno e si risparmia in salute,
    – farsi un budget di spesa per la benzina e non sforarlo.

  6. Andrea Pagliantini ha detto:

    Quante sono le persone in Italia che possono condizionare la vita e i consumi del resto della popolazione?
    Quanti saranno? Cinquemila persone?
    E ci si deve far dire da cinquemila persone cosa si deve o non si deve mangiare, come ci si deve vestire, con che macchina si deve andare a giro e quanta coda fare sulle autostrade per i ponti delle festicciole?
    Principiamo con una nullità…. bere acqua del rubinetto…. tutti.
    Non comprare (tutti) benzina da quelle ditte, richiedere un preventivo scritto da un notaio, un avvocato, un idraulico ecc. ecc.

  7. mario ha detto:

    …poi mi dite (o mi consigliate) anche ”la marca della bicicletta ” che dovrò usare ?…:-)….

  8. Andrea Pagliantini ha detto:

    Bisogna patire Mario, una bicicletta qualsiasi purchè a gomme piene 🙂

  9. essebì ha detto:

    Andrea@: molto d’accordo anche sull’acqua e sui preventivi!

  10. mario ha detto:

    …ma non sarebbe meglio ”scavalcare il patire”…laciare la Esso e la Shell e guardare al futuro …magari all’auto elettrica…?

  11. Andrea Pagliantini ha detto:

    Sarebbe sensata si l’idea, come sarebbe sensata tanta altra tecnologia e brevetti acquistati e chiusi in tanti cassetti pur di non turbare l’assetto della dipendenza totale o quasi da petrolio o da altre santità dell’ordine economico odierno.
    In questi giorni le banche svizzere non sanno più dove piazzare i lingotti d’oro e i capitali di provenienza italica….. e se si andassero a richiedere senza condoni e scudi?

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