L’onorevole Burian

Non è il cassiere della Margherita che con i soldi del partito si è comprato una villa in campagna e un appartamento in centro, ma un vento diaccio testa di ponte di una perturbazione siberiana che attraversa il paese e lo congelerà per i prossimi giorni a venire.

Neve spolverata dai mulinelli di vento e temperature preoccupanti per chi ha testa, cuore e affetti allo scoperto minacciati seriamente nella vita e nel futuro dei prodotti del suolo riarso da sete, burocrazia, illegalità e dalla voglia di andare avanti nonostante la terra è, e continuerà a restare parecchio bassa.

Paragoni tra l’inverno del ’56 di chi c’era, con il triste ’85, anno della grande gelata che polverizzò l’olivicoltura e alcune vigne con temperature che andarono oltre i dieci sotto zero gelando la neve sulle piante man mano che cascava.

Forse siamo vicini a questa eventualità  che si porterà via per anni le colture lasciando dietro se tante amarezze e tanta rabbia per non poter far nulla se non aspettare eventi indipendenti dalla volontà di ognuno e valutarne poi le conseguenze.

Visitare oggi ogni angolo del piccolo mondo quotidiano e riporre cose, metterne al riparo altre vedere quelle cime argentate e quei tralci disadorni di foglie aspettare innocenti i giorni del giudizio, consapevoli che chi si trova sotto il tetto del cielo è frullato dagli eventi atmosferici e ne subisce onori ed oneri  che sfuggono ai compromessi, calcoli di convenienza, tessere o seggiole comode specie se di velluto vitalizo.

Capace che se passa indenne la violenza del burian nei nostri piccoli mondi bisognerà ripagare moralmente il destino con un gesto di estrema pena e sofferenza per la grazia ricevuta e  non dover fare un’altra risalita sempre non dipendente da volontà.
Capace vado alla sfilata di mezzanotte del prossimo natale e me la succio tutta….. quasi tutta.

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9 risposte a L’onorevole Burian

  1. Daniela ha detto:

    Intanto siamo oltre i venti centimetri e continua a nevicare.
    Che speranza di vita hanno gli olivi recisi fino a qualche giorno fa?
    http://andreapagliantini.simplicissimus.it/2012/01/28/consigli-per-gli-ulivi/

  2. mario ha detto:

    …dispiace tanto x i ”frettolosi e modaioli tagliatori”…l’importante che non arrivi il peggio x quelli che rispettano la pianta…adesso,temo, di sentire già vicino il ”rombo”delle pronte ruspe e lame non x togliere la neve ..ma x far pulito di secoli di storia e tradizioni sono anni che qualcuno aspetta ”i meno 15-20°” per crogiolarsi come ”il cassiere”..

  3. Andrea Pagliantini ha detto:

    Alla fine credo hai ragione te Mario, ovvero tanta imperizia e incompetenza ci sta nasconda solo la volontà di spianare quelle povere piante per farci altro con la giustificazione sono seccate.
    Se così fosse la vedo dura il progetto vada in porto… molto dura.
    I biodinamici sarebbero fieri di sapere come loro “colleghi” trattano l’ambiente e le piante.

  4. mario ha detto:

    …se accade…vedrai quanti professori pronti ”a rifare l’olivicoltura toscana…globale..”..

  5. Andrea Pagliantini ha detto:

    E’ chiaro che le scarpe a punta e chi non si insudicia casca sempre da ritto in ogni situazione.

  6. mario ha detto:

    …anche perchè ” noi non li facciamo mai inciampare come si deve”…

  7. Andrea Pagliantini ha detto:

    Mario, non serve fare rivoluzioni, basta smettere di far finta di non vedere e vedrai che dal piccolo i cambiamenti si espandono a macchia d’olio.

  8. mario ha detto:

    …magari …sono daccordo in parte…ad esempio ( x stare in tema agricolo-olio-olivi)guardavo oggi i prezzi della camera di commercio dello scarico dell’olio in cisterne ..1,90-2-2,30/kg…da tutto il mondo…ma come fanno ?ecco ,vedi ..”quella è ”una MACCHIA d’olio che si spande ”sempre di più…ma in peggio! secondo me solo una pacifica ma forte rivoluzione potrà cambiare..

  9. Andrea Pagliantini ha detto:

    Mario è più facile di quello pensi mettere in movimento un pò di modifiche all’andazzo che si vede.
    Innanzi tutto smettendo di far finta di non vedere, poi con dati e certezze coinvolgere chi di dovere, che se vede di poterci far grossa carriera si impegna come un treno diretto, altrimenti ti dice “Mi spiace, non abbiamo tempo, ci sono urgenze più grosse”.
    Questo quando i nomi diventano parecchio grossi 🙂
    Io sono sempre dell’idea che la rivoluzione si fa smettendo di non vedere cosa si ha intorno per guardare solo oltre la punta del proprio dito e dove non si può incidere niente.
    Incazzarsi per la spazzatura a Napoli e non vedere le cose abbiamo qui, serve a qualcosa?

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