Vigne in letargo

La neve arriva alla curva del cordone avendo avvolto come una pancera  il tronco della vite e sciogliendosi lentamente, disinnescherà l’arsura  gonfiando le sorgenti.

Si può camminarci avendo cura di lasciare  solo il ricordo di un’impronta  con la certezza che ognuna di quelle viti impellicciate di bianco gonfierà gli occhi e riempirà i bicchieri di rossi non artefatti, primo passo per recuperare il gusto e la preziosità di un bicchiere  nasce semplice, con le radici fissate al suolo e non in qualche libro di ricette.
Camminare lenti che le viti dormono.

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6 risposte a Vigne in letargo

  1. Dario ha detto:

    Quanto hai scritto mi fa pensare come questi fatti meteorologici annullino le distanze temporali.
    Sarà banale immaginarlo, ma credo che lo stesso pensiero lo abbia avuto tanto mio nonno quanto il tuo e quello di qualcun altro 50 e più anni fa.

  2. Andrea Pagliantini ha detto:

    Mi si raccontava di inverni lunghissimi in cui le case e i poderi rimanevano sospesi fra la neve per mesi e le attività si riducevano a manutenzione di attrezzi o fabbricazione di altri, passati fra il camino, la stalla o lunghe camminate per fare due chiacchiere con qualche vicino o a pigliare qualche sigaro alla bottega più vicina.
    Una settimana di neve ora diventa un evento e rallenta tutti quei movimenti quotidiani si svolge con rapidità e furia nervosa.
    Poi nei giorni qualunque per fare cinque chilometri in macchina magari ci vogliono tre ore, ma questa è prassi e normalità e non ci si pensa.
    Sarà un pensiero banalissimo, ma ci pensa sempre la natura a metterci in castigo quando si liscia contro pelo invece di assecondarla.

  3. mario ha detto:

    non ci sarà pericolo di gelo x le viti giovani potate?

  4. silvana biasutti ha detto:

    E’ decisamente straniante questo stop dettato dalla neve e dal gelo. Qualcosa a cui non siamo abituati, nemmeno in capagna.
    In città è tutta un’altra storia, perché la vita e il lavoro (per chi ce l’ha) ti obbligano a fare come se non ci fossero le difficoltà oggettive che invece la neve impone.

  5. mario ha detto:

    ..in citta tutto va e procede in quegli uffici superiscaldati …le amministrazioni e gli apparati funzionano tra scartoffie , un caffè e altro…e le banche, nelle proprie cattedrali, maturano interessi sui poveretti…

  6. Andrea Pagliantini ha detto:

    Andrei cauto a potare le viti giovani in questo momento, tagli freschi nel piccolo diventano molto rischiosi e sono del parere che anche le viti vecchie è meglio guardarle con le mani in tasca finchè c’è la neve e queste temperature bizzarre, poi c’è chi fino a qualche giorno fa stava POTANDO GLI ULIVI, ma quelli vanno sempre presi al contrario.
    Come sarebbe bello un paese con meno cartaccia,meno burocrazia, meno regole ma più certe e pedate sicure verso chi non le osserva…. lo so, sto sognando a occhi aperti, come sogno ad occhi aperti ogni volta entro dentro un ufficio della provincia o simili per la spensierata tranquillità hanno e per il volume di gente ci sono…

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