Il sergente Summers

La storia si svolge presubilmente nel periodo che scorre fra il marasma dell’armistizio dell’ 8 settembre 1943, con la conseguente invasione tedesca dell’Italia e la liberazione del  Chianti da parte degli inglesi in un giorno all’apparenza felice diventato tragedia per una vigliacca cannonata nazista il 17 luglio del 1944.

All’interno della villa/fattoria di San Donato in Perano era acquartierato il comando di zona dell’esercito tedesco, centro di direttive, informazioni, strategie, ascoltate attentamente (da un’angusta postazione ricavata in un sottoscala illuminato da una piccolissima finestra) dal sergente A. R. Summers del servizio informazioni dell’esercito britannico.

Molti anni dopo, durante lavori di ristrutturazione, fu trovato questo piccolo e scomodo sottoscala con all’interno indumenti, giornali dell’epoca 1943/44, scatolette di sigarette e cibo e una lettera scritta dalla moglie che ha permesso di identificare il nome del soldato appostato per spiare le mosse tedesche.

2574068 Sgt A. R. Summers / 50 B.L.U / C.M.F

Mittente Mrs. K. Summers / 35 Brookwoo Rd/Southfields SW18/ London England
Di questa e altre storie di San Donato in Perano ne parlano in un libro Francesca Marchetti e Donatella Tognaccini.

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2 risposte a Il sergente Summers

  1. Dario ha detto:

    Sicché Gaiole fu liberata dopo Siena.
    Ho un pallido ricordo di racconti altrettanto confusi: alle Taverne mia nonna con altri nascosero nello stabbiolo un soldato inglese che s’era spinto troppo in avanscoperta. So che alla più piccina del gruppo (che all’epoca era mia mamma) toccava portargli il pane. Era il giugno del 44.

  2. Andrea Pagliantini ha detto:

    Gli alleati sai bene salivano da sud e geograficamente il Chianti è a nord di Siena.
    Qui a Vertine arrivò alla porta vera del luogo una colonna di carri inglesi che i tedeschi videro arrivare dalla collina di fronte sparandogli contro colpi di cannone.
    La liberazione costò cinque morti e diversi feriti per una cannonata nel giardino della torre dove era il rifugio.
    Niente per un tritello come la seconda guerra mondiale, molto per un buco di culo di posto come il nostro Vertine.
    Non ce le scordiamo mai queste cose, non ce le scordiamo mai.

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